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Feste multietniche a Manduria. Autolesionismi dei reclusi a Palazzo!

Mentre di piani di “accoglienza” si sente parlare anche in altre regioni, ultima tra quelle documentate l’Emilia Romagna, tra una discussione governativa per i permessi di soggiorno temporanei e un invito dei leghisti a riportare indietro il futuro, ecco il report di sabato e domenica dal campo di Manduria. Fotografia di un momento di festa, di scambio tra culture, musica, ritmi e ascolto . Le altre belle foto di Giulio, con le didascalie, stanno QUI

di Giulio F.

9-10 aprile

Bel tempo, tutto bene. I ragazzi continuano a fare lunghe file per le identificazioni necessarie ad avere i permessi. Si parla di giovedì-venerdì come giorni buoni per il loro arrivo, probabilmente a scaglioni.
Per le 15 di sabato è prevista una manifestazione/presidio davanti al campo, indetta da varie sigle della (più o meno) sinistra (più o meno) extraistituzionale.
Questa cosa potrebbe risultare un po’ problematica perché il democratico prefetto ha vietato manifestazioni e volantinaggi, nonché fastidiosa perché alcune delle sigle si presentano solo ora per la prima volta al campo, forse erano troppo prese da eterne assemblee, rivoluzionarismi vs. umanitarismi, contest di comunicati stampa & sbandieratori. Nessuno sforzo per capire chi si viene a sostenere ed aiutare e rischio di danneggiare ciò che era stato faticosamente conquistato.

Alla fine va tutto bene: la polizia sta in disparte, i tunisini lontani dalle disfide tra ideologi (l’hanno fatta davvero la rivoluzione, loro).
La cosa molto positiva è che l’evento richiama gente da molte città della Puglia, e il sabato diventa una bella pasquetta multietnica tra gli ulivi.

Domenica tutto ok, come sopra.
Novità importante: il Cie/Cara/Cai si trasforma in Collegio: i cancelli chiudono dalle 19e30 alle 6e30, chi resta fuori dorme fuori.
Non si sa se è solo per oggi perché di domenica nei paesini è tutto chiuso, o per evitare che camminino di notte sulla buia statale di campagna, o se tanto per mostrare il polso e acquietare gli sporadici rigurgiti securitari.
Spero valga solo per oggi, perché è bello passare le serate coi fratelli. Ma, tanto, gli irriducibili se ne fregano e l’aria si riempie dell’odore dei falò.

Postilla: Parlando con due documentaristi freelance di Padova che stanno seguendo la vicenda migranti in tutt’Italia, pare molto preoccupante la situazione a Palazzo, vicino Potenza. Più di 500 tunisini chiusi in un’altra struttura pseudocarceraria da cui possono uscire solo in direzione ospedale (dove finiscono, di solito, per ferite da disperazione autoinflitte) e ignorati da tutti, giornalisti, associazioni, movimenti, collettivi.

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Posted in Corpi, Precarietà, R-esistenze.