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Fulvio Abbate, l’ennesimo difensore di Strauss Khan

http://www.youtube.com/watch?v=4cUs8YRUQNg

Ciao Fulvio Abbate,

sappiamo che ami definirti anarchico anche se vai a fare scena, per la pagnotta immaginiamo, su la 7, a colmare i buchi di quel Piroso che a noi non sta per niente simpatico.

Ma ti abbiamo sempre guardato con simpatia, tu e il tuo “anarchismo” sui generis, con la tua tele durruti fatta in casa, il tuo cammino da intellettuale fuori dai contesti, intento a disintegrare i luoghi comuni, a mettere il dito nella piaga degli stereotipi e tutto questo va bene se tu non fossi l’esempio più classico dello stereotipo del maschio alpha che al momento giusto si schiera con i salotti romani che da La7 a Il fatto quotidiano a Il Foglio fingono di annoverare grandi menti, fior di intellettuali che nella migliore delle ipotesi chiedono l’abbassamento dell’età dei minori per per i reati di natura sessuale e nella peggiore, come fa Massimo Fini e come fai tu banalizzano lo stupro e trattano la donna come un oggetto che se lo tocchi poco paghi poco e se lo tocchi tanto paghi tanto.

Lo stupro, l’aggressione sessuale, qualunque cosa sia estorta con violenza ad una donna, non può equivalere in termini “commerciali” e “mercificanti” al tuo speciale concetto di generalizzata pullaggine.

Equiparare la dimensione dello stupro, la quantità di pelle toccata, la misura della penetrazione, la differenza tra l’eiaculazione dentro o fuori la vittima, era pratica che nei tribunali, per fortuna, in parte si è rimessa in discussione perchè si è stabilito che chiunque decida di violare il corpo di una donna commette stupro e lo stupro non può essere commisurato al tuo speciale prezziario dei servizi sessuali semplicemente perchè le donne che lo subiscono non sono merce in vendita.

Se qualcuna di noi fosse stuprata non andremmo a rivendicare il risarcimento di una merce che se messa in vendita avrebbe reso un tot. Non è carnezzeria. Non è un supermercato. Siamo persone e l’entità della violenza sta nell’atto stesso della violazione dei nostri corpi.

Il tuo paragone è offensivo e denota da parte tua una tremenda deriva misogina perchè le stesse donne che vendono servizi sessuali se stuprate meritano eguale rispetto e non a titolo risarcitorio rispetto a quella che tu consideri “merce estorta”.

Un pompino estorto, come lo chiama Massimo Fini e come lo chiami tu, non è un alluce pestato tra la folla, non è un pizzicotto, non è merce che qualcuno si arroga il diritto di prendere dalla vetrina praticando uno sconto non autorizzato.

Si tratta di stupro. E’ stupro.

E tu, lasciamelo dire, purtroppo, mentre fingi di soccorrere un poveretto che soffre crisi di abbandono pubblico (suvvia, ti sei schierato con la maggioranza, dato che in lungo e in largo si leggono ovunque commenti, prove di solidarietà di branco, a favore di quell’uomo che è tutt’altro che solo e tutt’altro che poveretto), sei identico a tutti gli altri misogini dei quali fino ad ora abbiamo parlato. Un borghese che si schiera con un ricco e potente signore e che non spende una sola parola di riguardo nei confronti di una cameriera, una donna che deve lavorare per vivere, una che andrebbe sostenuta per il coraggio che ha avuto quando ha deciso di denunciare un uomo tanto potente, una che merita tutta la nostra stima per non aver subito in silenzio.

Ci ricorderemo sempre del fatto che quando si parla di stupro tu vedi i corpi delle donne come merce rispetto ai quali ti poni il problema di quanto ti serve per poterle violare a porzioni.

Ossequi e Condoglianze

L’anarchismo è appena morto

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Posted in Misoginie, Pensatoio.


2 Responses

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  1. Imma says

    E se capitasse a loro? (Perché sì, cari omuncoli, anche a voi potrebbe capitare d’essere stuprati; certo è cosa meno comune ma non impossibile.)
    Se capitasse a loro, quanto chiederebbero? Se ne starebbero col metro da sarto a prender misure?
    @Mary: credo continui ad essere così tollerato da una parte per fratellanza misogina, dall’altra perché viene relegato a “problema da femmine”. Alla maggior parte degli uomini non riguarda e non interessa e sminuirlo è la via più semplice per non prenderne atto.

  2. Mary says

    Non capisco perchè lo stupro continua ad essere il reato più tollerato di tutti. Secondo me è peggio dell’omicidio. Magari per tenere in piedi quella beneamata gerarchia sessuale che uccide le donne e che tiene il potere strettamente in mano agli uomini (infatti qui a stuprare non è un immigrato o uno del ceto medio ma un uomo di potere).