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Divieto di transito #1: Gattini e lotta di classe

Da Effettofarfalla:

Questo è un diario, o quantomeno prova ad esserlo….

Non c’è nulla che non sia marcio, infame, corrotto, in questo mondo.
Tranne i gatti, i succhi di frutta e l’anarcofemminismo.

Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Disertori, R-esistenze.

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Rsu alla Triumph: “Le elemosine non ci interessano!”

Della faccenda della Triumph avevamo parlato qui dove riportavamo la comunicazione delle dipendenti in lotta. Ci mandano un aggiornamento che condividiamo:

Ciao a voi tutt* voi,
che ci avete supportato facendo girare la lettera (in allegato) che vi abbiamo inviato alcuni mesi fa, nella quale si denunciava il tentativo della multinazionale svizzera dell’abbigliamento intimo, di liberarsi dei “vecchi” dipendenti trasferendo la sede italiana a 65km da quella attuale.
Vi scrivo per un breve aggiornamento sulla situazione, poiché l’evoluzione della vicenda non è stata documentata.

Infine, mesi di terrorismo psicologico/”velate” minacce/pressioni in ufficio e in famiglia/ + la prospettiva di 65km A/R tra casa e ufficio, hanno funzionato,
e una 20ina di brave impiegate (che negli anni hanno buttato il sangue per l’azienda) si son dimesse “volontariamente” in cambio di 4 soldi e un futuro, è quasi matematico, da disoccupate (o mogli/mamme full-time o badanti per genitori o nonni).

Ricacciate a casa per far spazio a giovani precari interinali. Laureati, svegli e intelligenti _ la fornero stia tranquilla, qui niente “choosy”_ dal futuro alquanto incerto poiché, allo scadere di ogni mese, non gli è dato sapere se, il mese successivo, avranno ancora modo di mantenersi autonomamente, con tutto quel che ne consegue.

Ma la nostra storia, anche se non è andata come auspicavamo, non si è ancora conclusa e comunque, non è ancora una sconfitta.

Continued…

Posted in Precarietà, R-esistenze.


Il problema non sono (solo) le tette

di Roberta Galeano

In questi giorni in rete si è discusso animatamente di uno spot sulla prevenzione del cancro al seno – “Por amor a las tetas” – girato da un’agenzia cilena, la Lowe Porta, nell’ambito di una campagna che, come si legge nella pagina Facebook a essa dedicata, è chiaramente indirizzata agli uomini:

https://www.facebook.com/poramoralastetas

Le polemiche sono state di diverso tipo. C’è chi ha posto l’attenzione sulla volgarità o sulla pornografia delle immagini. Chi ha espresso scetticismo sulla possibilità che gli uomini, dopo aver visto tale spot, si sentano effettivamente chiamati in causa tanto da invitare le donne a una tempestiva ed efficace prevenzione medica. C’è anche chi ha osservato, ad esempio, che il problema di tale spot non risieda assolutamente nella volgarità o pornografia, quanto piuttosto nell’incapacità di liberarsi dalla generalizzata paura di fare periodici controlli in modo da scoprire in tempo di avere una malattia, così come nella rappresentazione degli uomini come meri fruitori “materiali” del corpo della donna, non essendoci nello spot in questione immagini di abbracci che siano in grado di mettere in evidenza la reciprocità affettiva della coppia.

Qui leggo, invece, che il problema non risiede tanto nell’esibizione delle tette, perché il nudo non può essere un problema di per sé e l’esibizione di seni nudi fa paura solo ai sessuofobici o bigotti. Il problema, “la parte sbagliata”, si legge, sta piuttosto nelle parole scelte dai pubblicitari: “se ci piacciono tanto, dovremmo averne cura. Incoraggia una donna a farsi un esame al seno”. E in effetti tali parole, invitando gli uomini a prendersi cura del seno delle donne solo perché il seno è qualcosa che loro amano tanto, sono chiaramente sessiste.

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Posted in Corpi, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.