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Fornero: smettila di prenderci in giro!

Fornero, te lo dico con molta calma. Ho avuto una madre come te e non mi pigli per il culo. Ti conosco troppo bene tu e il tuo governo, dove lui decide e tu fingi di soffrire mentre partecipi pienamente e decidi pure tu di tutto quello che ci viene inflitto.

Quando mio padre prendeva una cattiva decisione allora mia madre piangeva o si lamentava – tapina – perché  tutto avveniva malgrado lei. E anche se delle decisioni le prendeva in ogni caso a lei ho creduto quando mi diceva che su tante cose non poteva farci niente, perché lei dipendeva economicamente da lui e dunque si trattava di tutt’altra situazione.

Ma tu, ministra, tu non sei la madre d’italia, come monti non ne è il padre, sempre deresponsabilizzato mentre taglia fondi con te che fai – pagata e volontariamente – lo specchietto per le allodole e l’attira/insulti e quegli insulti li attiri perché tu sei lì pagata anche con i miei soldi per fare di mestiere quella che dà un volto umano a cose che portano al suicidio gente che tu poi ti permetti di insultare.

Ci hai viste noi? Qualcuna ti chiedeva udienza a Torino e le hai chiamate non democratiche. Ed è quello il tuo vero volto.

Li hai visti i ragazzi e le ragazze in piazza che chiedono conto del proprio futuro? Vengono picchiati a sangue dalla polizia.

Hai visto quanti e quante precari/e che sono inchoosyate con te? Per quanto tu possa aver capito non hai capito ancora abbastanza.

E siccome non mi piace la dinamica indignata da linciaggio per cui tu spari stronzate e io mi sento in diritto di girarti insulti allora ti dico solo questo: non ti credo.

Continued…

Posted in Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.


No al movimento per la vita nei consultori. Puoi fare qualcosa anche tu!

Dal Collettivo VengoPrima:

A luglio la Regione del Veneto ha approvato, come sapete, la legge 27 che autorizza l’attività di associazioni di volontariato all’interno dei consultori e delle strutture sanitarie e socio-sanitarie regionali a scopo di “promozione dei diritti etici e della vita” (un approfondimento lo trovate qui).
Ora la stessa Regione dovrebbe emanare un regolamento che indichi le modalità con le quali suddette associazioni (in primis: il movimento per la vita) svolgeranno le loro “attività”.

Non sappiamo quando accadrà, ma se la legge è stata votata nella calura di luglio, ci aspettiamo che il regolamento possa arrivare coi sonagli di natale. In sordina, le donne non sono state ascoltate e si è legiferato sui loro corpi e la loro salute in modo ideologico. Non vogliamo che il regolamento ricalchi la stessa logica, peggiorando se possibile la situazione. Per questo, abbiamo preparato una lettera che si rivolge a tutti i consiglieri regionali affinchè si tenga in debito conto l’osservanza del principio di libertà e autonomia della scelta della donna riguardo la propria gravidanza.

La lettera è aperta, trovate il testo qui sotto, nonchè gli indirizzi e-mail dei consiglieri. Vi invitiamo a dire la vostra anche voi ai consiglieri regionali, potete inviare via e-mail una lettera scritta da voi oppure inviare questa qui sotto. E’ urgente e importante. Siamo tante, libere, consapevoli.

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Omicidi sociali, R-esistenze.


Quel che non fa una vera donna (e copriti la tetta!)

Dato che in questo blog sovente qualcuno arriva a dirci come dovremmo essere per sembrare vere donne allora bisogna che si espliciti una riflessione per poter difendersi da chi ha la veradonnità o la veradonnanza in tasca.

L’ultimo, in ordine di tempo, sosteneva che mostrare una tetta non è abbastanza da donna. Per costui la copertura della tetta è indice di donnanza. Che la tetta sia sua e se la gestisce lei e che lei non si fa dire da nessuno come si fa a essere donna non viene proprio in mente.

D’altro canto esistono altre donne che ti dicono che la “vera donna” è colei la quale la tetta la usa solo per allattare e lì siamo all’altra faccia della medaglia. Nel primo caso si chiama maschilismo e nel secondo si chiama mammismo.

Maschilismo è quella cosa che immagina le donne obbedienti rispetto ai diktat di uomini che dettano regole sul comportamento, il modo di vestire, di parlare, scrivere, fare, quando e se spogliarsi, perché moralisti o sessisti in generale e perché considerano le cose dette da qualcuno solo se sei una suora. Diversamente sei un po’ pulla e ciò dimostra quanto bisogno di femminismo ci sia se siamo ancora in questo all’età della pietra.

Mammismo è quella cosa che immagina le donne gioviali e fisicamente esposte solo se si può dimostrare l’uso di pezzi del corpo in funzione riproduttiva. Laddove il maschilista ti dice “copriti zoccola!” quest’altra ti dice “copriti mamma”. Le due modalità sono esattamente affini, l’una il prolungamento dell’altra e derivano entrambe dalla cultura patriarcale.

Patriarca è colui il quale detta norme di comportamento per te e ti dice che se esponi il corpo non sei persona seria e poi non puoi lamentarti se qualcuno ti stupra e poi ti dice che il tuo corpo è in uso esclusivamente a lui, rispetto a ciò che lui vuole farne, e dunque è tanto meglio votarlo alla funzione riproduttiva.

Tetta coperta o tetta allattante. E’ il massimo destino concesso alle tette. Così stiamo messe ancora. Purtroppo. #tettaliberationfront per tutte!

Posted in Corpi, Critica femminista, Pensatoio, Sessismo.