Fornero, te lo dico con molta calma. Ho avuto una madre come te e non mi pigli per il culo. Ti conosco troppo bene tu e il tuo governo, dove lui decide e tu fingi di soffrire mentre partecipi pienamente e decidi pure tu di tutto quello che ci viene inflitto.
Quando mio padre prendeva una cattiva decisione allora mia madre piangeva o si lamentava – tapina – perché tutto avveniva malgrado lei. E anche se delle decisioni le prendeva in ogni caso a lei ho creduto quando mi diceva che su tante cose non poteva farci niente, perché lei dipendeva economicamente da lui e dunque si trattava di tutt’altra situazione.
Ma tu, ministra, tu non sei la madre d’italia, come monti non ne è il padre, sempre deresponsabilizzato mentre taglia fondi con te che fai – pagata e volontariamente – lo specchietto per le allodole e l’attira/insulti e quegli insulti li attiri perché tu sei lì pagata anche con i miei soldi per fare di mestiere quella che dà un volto umano a cose che portano al suicidio gente che tu poi ti permetti di insultare.
Ci hai viste noi? Qualcuna ti chiedeva udienza a Torino e le hai chiamate non democratiche. Ed è quello il tuo vero volto.
Li hai visti i ragazzi e le ragazze in piazza che chiedono conto del proprio futuro? Vengono picchiati a sangue dalla polizia.
Hai visto quanti e quante precari/e che sono inchoosyate con te? Per quanto tu possa aver capito non hai capito ancora abbastanza.
E siccome non mi piace la dinamica indignata da linciaggio per cui tu spari stronzate e io mi sento in diritto di girarti insulti allora ti dico solo questo: non ti credo.