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Facebook: pagine delle donne sotto attacco dei maschilisti!

Come sapete nei giorni scorsi abbiamo condiviso le informazioni a proposito di una pagina facebook chiamata NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE che in realtà è gestita da maschilisti e padri separati e divulga contenuti pieni di odio verso le donne e le femministe (leggete i contenuti prima di cliccare “mi piace” e disiscrivetevi). Ne abbiamo parlato perché le stesse persone hanno usato il nome di Stefania Noce per attivare una pagina falsa (tuttora esistente, mentre quella vera sta QUI) ove inserire i soliti contenuti di sempre (ovvero: giustificazioni per uomini che commettono violenze, istigazione all’odio verso donne e femministe, diffusione di una propaganda pro padri separati, parole diffamatorie contro i centri antiviolenza  e via di questo passo). Trovate tutto in dettaglio QUI.

Di conseguenza molte persone si sono disiscritte da quella pagina perchè evidentemente non corrispondeva a ciò che si aspettavano. Informare sul contenuto di quella pagina affinché chi vi è iscritt@ possa scegliere se restare o meno è un nostro preciso dovere, soprattutto nei confronti di chi ci è amic@.

Ecco qual è la reazione di chi gestisce la pagina, con minaccia di segnalare e fare chiudere molte pagine di donne e femministe che lottano contro la violenza sulle donne. Ricordiamo che già in passato sono state chiuse, sempre a seguito delle segnalazioni aizzate dalle stesse persone, altre pagine gestite da donne. Può accadere di nuovo perché per facebook vale il numero di segnalazioni e se una pagina viene segnalata un tot di volte viene chiusa e basta.

Copincollo quanto abbiamo registrato oggi sulla pagina facebook di chi vuole censurare tutte le femministe in rete, divulgando cloni di pagine facebook e siti o blog già esistenti, rubando visibilità alle femministe e alle donne in qualunque modo possibile, finanche divulgando siti apparentemente dedicati ai centri antiviolenza che in realtà parlano malissimo dei centri e del loro operato.

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Posted in FaceAss, Misoginie, Muro del Riso, Omicidi sociali.


Sgombero fiorentino: se ti rubano un punto di riferimento!

Via dei Conciatori c’è da tanto. Io l’ho conosciuta fin dai primi tempi che ho messo piede a Firenze. Da lì passavano un sacco di lotte, riunioni, le donne, rifondazione, l’antipsichiatria, associazioni, era rifugio di donne maltrattate, migranti, i compagni e le compagne anarchiche, le iniziative, le chiacchiere, un po’ di vino, una cosa buona cucinata in casa, una tazza di thé, il dolce delle Donn(ol)e, lo striscione de Le Scostumate con gli Ombrelli Rossi prima del 13 febbraio, l’antissessismo in workshop, e poi gli incontri prima dell’Hackmeeting, e il DiY per fare giocare i bimbi e le bimbe e un sacco di altre cose, il progetto Conciatori che immaginava tanti spazi e tante cose serie inclusa una bozza di idea per un posto per le donne (migranti). Belle facce, sorrisi, pensieri intelligenti, pratica politica e tanta umanità. Una boccata d’ossigeno in una città che m’ha sempre lasciata molto perplessa, dove esci e incontri turisti, le botteghe luccicanti, i senegalesi ambulanti inseguiti dalla municipale, qualche “Cioni ti odia” stampato sui muri, le regole per il decoro ché non ti puoi sedere sui gradini di una chiesa e non puoi correre a Piazza Santa Croce e poi con Renzi non è che sia cambiato molto.

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L’Italia ha bisogno di qualcun@ da linciare: tutta colpa di Eva!

Alla fine hanno scoperto la colpevole: non ha un nome. Si chiama solo “donna moldava”, che in Italia sta per “strega” (eufemisticamente parlando).

Era chiaro che dopo la retorica tra l’eroe che impartisce ordini da casa e il codardo che se la dà a gambe levate, dopo l’istigazione al linciaggio dell’arma di distrazione di massa di questi tempi bui in cui il governo continua a tagliarci finanche l’intestino pezzo dopo pezzo senza che nessuno dica quasi niente, tra uno sciopero censurato e un articolo 18 massacrato, eccola là la capr@espiatori@ (tanto per essere in linea con l’articolo determinativo imposto dalLa Fornero) utile a spostare l’attenzione. Avevate dubbi che alla fine la “colpa” di tutto fosse di una femmina? Per di più straniera e dell’est con tutti gli stereotipi sessisti e razzisti che questo comporta?

Ora diteci la differenza (di sostanza e non di forma) tra il commento di repubblica.it che scrive:

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