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Roma: No alla dismissione dei consultori. Di(s)mettetevi voi!

da Zeroviolenzadonne:

Il Consultorio di via Casilina 711 non si tocca!

Il Consultorio di via Spencer deve restare dov’è!

No alla dismissione dei Consultori. Di(s)mettetevi voi!

La ASL RMC vuole “dismettere” due Consultori, quelli di via Casilina e di via Spencer, punto di riferimento per migliaia di donne che abitano nei dintorni, lasciando scoperti due vasti territori.

L’intenzione della ASL è di trasferirli in locali ancora più piccoli e in una zona in cui il Consultorio già c’è. Tutto ciò senza una motivazione valida, che non sia risparmiare sulla luce e sul gas.

Ancora una volta, chi amministra la ASL, con a capo la regione Lazio, è pronto a risparmiare sulla pelle delle donne che non hanno altri spazi nel quartiere fuorché i Consultori di zona.

La notizia arriva improvvisamente, perché tutto è stato deciso in modo poco trasparente, quasi di nascosto, senza informare chi il Consultorio lo vive ogni giorno e chi ci lavora.

Il Consultorio è uno spazio fondamentale per la prevenzione e per la salute nelle diverse fasi della vita di una donna, dall’adolescenza alla maternità.

Secondo la legge i Consultori devono essere uno ogni 20 mila abitanti e nel nostro distretto sono sottodimensionati.

Invece di potenziarli, la ASL RMC decide di ridurne ulteriormente gli spazi, penalizzando e snaturando i Consultori come già ha tentato di fare la giunta Polverini con una proposta di legge che ci riporta indietro di quarant’anni nella conquista dei diritti delle donne.

Vogliamo Consultori laici, pubblici, gratuiti.
Vogliamo che siano luoghi dove le donne possano trovare accoglienza e professionalità.
Vogliamo più Consultori, più spazi e più soldi per gestirli, perché possano funzionare ancora meglio e perché operatori e operatrici possano svolgere il loro lavoro con tempi, spazi e modalità più adeguate.

Assemblea delle donne del Consultorio di Piazza dei Condottieri 34
Centro Donne D.A.L.I.A. – Associazione di promozione sociale D.A.L.I.A.
Donne autodeterminate Libere in Azione
www.centrodonnedalia.it

Posted in Corpi, Fem/Activism, Iniziative, R-esistenze.


L’instabilità: guida pratica alla deresponsabilizzazione. Ovvero: come assolvere chi uccide le donne!

Giornalini pieni di bellezza, benessere, casa, cucina, e qualunque altra cosa che sia compresa nel ruolo che si vorrebbe affibbiare sempre alle donne, deliranti pretese di voler svelare lo scibile del lato “rosa” del genere umano, una società sessista da far venire il vomito:  aggiungici una rubrica dedicata alla “psiche di lui”  gestita amorevolmente da misogini – quelli che la sessualità femminile vada repressa  e contenuta, che abortire non si può perchè la libertà di scelta è prevaricata da presunti diritti del maschio di poter mettere le grinfie sugli uteri fin dal concepimento, e tutte queste belle cose –  un paese che pullula di femminicidi, una lettrice terrorizzata, e  mixa per bene.

Continued…

Posted in Critica femminista, Misoginie, Pensatoio, R-esistenze.


Italia 2012: più femminicidi, meno centri antiviolenza?

C’era una volta il rapporto ombra sulla attuazione (mancata) della convenzione Cedaw presentato da centinaia di donne e associazioni. E c’erano le raccomandazioni Onu fatte al governo italiano che il governo aveva promesso di tradurre nella nostra lingua e di rendere disponibili sul proprio sito e invece non stanno da nessuna parte.

Su questo e su altre mille mancanze il governo italiano ha fatto una figura di merda, come dice bene Luisa Betti nell’articolo che sintetizza quello che ieri si sono detti i rappresentanti istituzionali e la rapporteur Onu che in perfetto italiano, lei, ha precisato quanto sono pessime le condizioni delle donne in Italia. Fondamentale osservare l’aumento dei femminicidi (#12 vittime solo nelle prime 15 giornate del mese corrente) e il fatto che sarebbero previsti quasi 6000 posti letto per donne che subiscono violenza e invece ci sono zone rifugio soltanto per 500 persone. Ovvio che non si riesce a soddisfare la richiesta di migliaia di donne in difficoltà che si rivolgono ogni anno ai centri antiviolenza.

Per dovere di informazione, affinché si sappia e facciate ancora sapere ad altre cosa succede, dobbiamo ribadire che in Italia c’è un movimento reazionario che esige la privatizzazione dei consultori così come la chiusura dei centri antiviolenza. Un esempio di quello che viene fatto contro i centri antiviolenza, realtà necessarie per la vita delle donne in difficoltà, lo avevamo riportato ieri in una nota molto più esaustiva che vi invitiamo nuovamente a leggere.

Riportiamo solo un breve passaggio:

Cosa assai più grave, per quanto compatibile con le assurde logiche commerciali che riguardano il web, è stato l’acquisto da parte di questi soggetti (maschilisti e padri separati) dei domini “http://www.centriantiviolenza.eu” (dominio che era della rete dei centri antiviolenza) e “http://www.centriantiviolenza.com” (ancora un altro fake), “http://www.centriantiviolenza.it” (ennesimo fake) attraverso i quali si veicolano gli stessi argomenti e si diffama quotidianamente il lavoro dei centri antiviolenza. Provate a cercare su google “centri antiviolenza” e vedrete che questi sono i siti che le donne troveranno subendo una totale disinformazione e non riuscendo così a fruire di un servizio fondamentale che potrebbe loro salvare la vita.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.