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Fino a ieri era #save194 da oggi #apply194


Dunque la Corte Costituzionale ha sentenziato per la costituzionalità della Legge 194/78.
Quindi, per ora, la donna ha più diritti del suo “uovo”, a dispetto di illogici, misogini e fanatici catto-fascisti. Repubblica però ci ricordava ieri che in Parlamento ci sono sei proposte di legge per un intervento sulla 194, cinque delle quali non sono esattamente ispirate al principio “donna come persona persona”. Per questo dobbiamo tenere alta l’attenzione, il vento non soffia dalla nostra parte, che è la parte del diritto umano, del diritto alla salute e della libertà di scelta, lo specifico per chi avesse dubbi.

La Legge 194/78  tra le cose belle ne ha anche alcune meno belle. Tra le cose non belle della legge non c’è solo l’intera impostazione concessiva che la ispira, che quindi non tutela l’autodeterminazione delle donne, ma concede una deroga alla determinazione biologica della femmina della specie, con l’identificazione della donna-madre, ma soprattutto il vizio si colloca in quell’articolo 9 che non mette limiti al numero complessivo di obiettori presenti nella sanità pubblica, con il risultato odierno che il 91,3% dei ginecologi e delle ginecologhe in Italia fa obiezione (dati rilevati da Laiga e riportati nel Comunicato stampa a seguito della Conferenza del 14 giugno 2012). Ci si trova in certi casi con una vera e propria obiezione di struttura, del tutto fuori dalla legge che nello stesso articolo dice: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.”

Di fatto in Italia molti ospedali, specialmente al Sud, sono interamente obiettanti o non garantiscono l’applicazione della legge, la maggior parte zoppica, con una presenza di non obiettori risibile e al limite dell’implosione della legge stessa, quando non è già completamente scoppiata (a Napoli la morte dell’unico non obiettore del Policlinico aveva determinato il blocco del reparto di ivg).

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Per fortuna esiste il fantasy antifascista

Zona ludica. Quello che ci piace vedere (o che non ci piace vedere) in tv. Le storie di vampiri. No twilights dove la retorica familista e la mistica sacrificale dell’unica femmina che resta incinta a cura del virilissimo vampiro (morto) ha rincoglionito decine e decide di adolescenti. No zombies a meno che non siano post gender. No vampire diaries, dedicati ad un pubblico bacchettone e a quelli che vorrebbero rieducare al bacchettonismo. Vi prego: sparate ai vampiri “buoni”. A me piacciono quelli molto cattivi.

True Blood ricomincia con la quinta stagione e spiace assai non vederlo in trasmissione su Rai4 a cura del lungimirante Freccero che di serie belle, fantascientifiche o fantasy, ce ne fa vedere tante.

La trama di True Blood è semplice. C’è una tizia di nome Sookie (si pronuncia Suki) che già dal nome è una parodia. Occhi sempre sgranati per ogni cosa che succede e attorno a lei non c’è nessuno che sia come vorrebbe, che so, un Giovanardi o una Binetti (anzi si ma fanno parte di una setta :D).

Sesso a go’ go’, poliamore spinto, tanta bella gente che si diverte, e poi amori e passioni, e trasformazioni e streghe, lupi mannari, mutaforma e Suki che si sciala da morire mentre non si capisce come la sua casa possa reggere ancora in piedi dato che la distruggono ad ogni puntata e non si capisce come il bar dell’amico in cui fa la cameriera possa andare avanti dato che lì non lavora quasi nessuno. Il proprietario gira nudo per i boschi, le vampire fanno sesso e quelli che vampiri non lo sono hanno il cervello andato perché sono reduci di guerra.

Quest’anno c’è la vampira vecchia di tremila anni interpretata anche da un’attrice italiana, Valentina Cervi, e in quel contesto tutto a sud, New Orleans, ci si deve trovare tanto bene. E’ bello, divertente, antirazzista, antisessista, antifascista, con personaggi mitici, come il capo della setta integralista/cattolico/leghista contro i legami misti, contro l’integrazione tra umani e vampiri che poi lui in realtà è gay e diventa vampiro e si innamora di un etero che scopa con tutte quelle che gli capitano a tiro.

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#save194: la 194 è salva! (per ora)

#save194: La 194 è salva, per oggi. Pochi minuti fa la Corte costituzionale ha comunicato che la questione di costituzionalità della legge 194 sollevata dal giudice di Spoleto è “manifestamente inammissibile” [1].

La campagna è nata spontaneamente su internet, tante donne e uomini hanno/abbiamo “istigato” più appuntamenti in varie città d’Italia e non solo [1] [2] [3] [4] [5] [6]. C’era anche un gruppo di supporto a Londra. Abbiamo diffuso materiali utili in rete ed ecco alcune immagini (da Roma/Livorno/Napoli/Bologna…) già condivise sulla mobilitazione nelle varie città.

[Foto di Chiara Siani]

Mandateci i vostri report di lotta (o foto o quel che volete scrivendo a fikasicula@grrlz.net) e saranno condivisi sul blog in questo post in costante aggiornamento.

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