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L’estetica della violenza sulle donne

A quello che scrive splendidamente Michela Murgia a proposito di questa campagna (e che vi invito a leggere), questo messaggio promozionale, vorrei aggiungere un’altra cosa che abbiamo già scritto. Perché, lo sappiamo, la violenza sulle donne è un brand.

Perché un centro antiviolenza sceglie di mostrare una donna con gli occhi bassi, in posa passiva, con espressione piena di vergogna, quell’occhio pesto (di cui meglio parla Michela), bella e patinata, che non offenda troppo l’estetica della violenza che mostra solo le varie Vanessa, Stefania, comunque le vittime di femminicidio di bell’aspetto di cui i media sfruttano l’immagine anche da morte, per catturare audience, certamente bisognosa di tutela, alla quale si imputa, nel messaggio, la colpa del “suo” silenzio, suo di lei, non di quelli che le stanno attorno, del clan che propone schemi omertosi e dei media che la insultano se prova a reagire e a non restare in silenzio.

Perché un centro antiviolenza deve mostrare una donna/bambina che si affida allo Stato/tutore/padre/uomo che non l’accetta se lei mostra di essere reattiva, se parla, se denuncia.

Perché un centro antiviolenza non riflette sul fatto che le donne oggi, in generale, quando sono troppo attive e parlano vengono sommerse da chilometri di misoginia e insulti e nelle piazze si beccano le manganellate se vanno a reclamare un posto di lavoro da quegli stessi uomini che poi dovrebbero proteggerla.

Perché dunque non si capovolge il messaggio e si smette di legittimare un modello istituzionale che vuole si declini la questione della violenza sulle donne solo fintanto che lei appare in quanto vittima funzionale a quello stesso schema che poi le impedisce di reagire.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio, Scritti critici.


A parlare sono brav* tutt*….

A parlare son brav* tutt*, in particolare massimi esperti di correnti d’aria nel cavo orale sono i nostri cosiddetti “rappresentanti”… eccone uno infatti prendere posizione chiaramente, pochi mesi fa, sullo spinoso argomento Green Hill:

Peccato che la coraggiosa presa di posizione sia scemata in un nulla di fatto, un assordante silenzio del quale come sempre ci troviamo ad essere rabbios* testimoni.

Continued…

Posted in Animalismo/antispecismo, Corpi/Poteri, R-esistenze.


Napoli: Seminario Uninomade “Composizione di classe e frammentazione nella crisi: per una lettura materialista di razza e genere”

Riceviamo e volentieri condividiamo il programma del Seminario Uninomade “Composizione di classe e frammentazione nella crisi: per una lettura materialista di razza e genere” che si terrà a Napoli presso  l’Asilo della conoscenza e della creatività / La Balena  sito in Vico Giuseppe Maffei 4 (via San Gregorio Armeno) sabato 23 e domenica 24 giugno.

SABATO 23

Prima sessione – h 10.00 – 13.00

Valorizzazione capitalistica delle differenze e produzione di soggettività

Introduce: Anna Curcio

Intervengono:

Enrica Capussotti – Lavoro, composizione di classe e migrazioni interne negli anni ‘50 e ’60 in Italia

Alfonso De Vito – Composizione e lotte del lavoro migrante contemporaneo

Laboratorio Sguardi sui generis – Il genere come leva di gerarchizzazione della forza-lavoro: il caso del precariato universitario

Discute: Sandro Mezzadra

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Iniziative.