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Chi sarà più persona per la Corte Costituzionale: la donna o il suo uovo?

Dunque è in esame l’articolo 4 della legge 194/78, lo esaminerà il 20 giugno la Corte Costituzionale, in relazione alle norme di tutela dell’embrione della Cominità Europea e perchè secondo il giudice sarebbe incostituzionale, cioè contrario a “diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (articolo 32 primo comma della Costituzione). Altre obiezioni sono state formulate dal giudice con riferimento agli articoli 11 (cooperazione internazionale) e 117 (diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione.”

Ovviamente le donne non sono “uomo” e questo lo sappiamo, ma non essendo “uomo” non sono manco persone, e non hanno diritto alla salute non essendo “individui”. Poi certo dobbiamo cooperare con la comunità europea, possiamo metterla in discussione? sennò poi i soldini come arrivano nelle tasche? e poi non abbiamo diritto all’assistenza, e la Costituzione non è per noi, è per gli embrioni che hanno una tutela assoluta.

Cercavo di spiegare che l’aborto può non essere un trauma, perchè un ovulo non è un bambino? idiota io!

Tutto parte, o è presa a pretesto, dalla richiesta di interruzione di gravidanza di une diciassettenne (…) “la ragazza viene descritta come motivata da «chiarezza e determinazione», convinta di «non essere in grado di crescere un figlio, nè disposta ad accogliere un evento che non solo interferirebbe con i suoi progetti di crescita e di vita, ma rappresenterebbe un profondo stravolgimento esistenziale».”

Mi dispiace cara amica, non puoi essere chiara e (auto)determinata, non puoi avere un progetto di vita, perché tu credevi di essere una persona, ma non lo sei, mettiti l’anima in pace: sei una macchina incubatrice al servizio di quell’invidioso maschietto piccolino piccolino che si guarda il pisello e si chiede: oh perché dio dici di avermi fatto a tua immagine e somiglianza ma poi non posso creare? non posso creare? hmm, allora distruggo!
Della scenetta fanno pure parte quelle che: tieni io sono tutta utero, vieni qui dio-pisello fammi santa!

Questi non lo sanno che “Il buon medico non obietta“, perchè per il buon medico la donna è una persona, non ci spinge a usare il prezzemolo e il ferro da calza per abortire clandestinamente, e non sogna segretamente di sequestrarci, tenendoci legate a un letto di ospedale per nove mesi, per farci partorire un figlio d’ufficio.

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Corpi/Poteri.

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10 Responses

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  1. urania says

    @Roberta
    -Se consideriamo una ragazza di 17 anni completamente capace di agire dovremmo anche presumere che lo sia stata anche allo stadio precedente. – E per “stadio precedente” intendiamo ovviamente lo scegliere di fare sesso o meno, perchè sappiamo bene che ci sono sempre delle variabili imprevedibili anche nel rapporto sessuale più protetto. Giustamente quindi, secondo lei, possiamo fare sesso solo se possiamo poi crescere un figlio. Le sembra verosimile?

    -ma se questo UOVO non è un bambino, perchè dovrebbe portare tanto scompiglio?– Perchè non è un bambino, ma LO SARà. Mi sembra incredibile di star puntualizzando questa cosa.

    -Il fatto stesso che l’embrione sia considerato “ostacolo” ai progetti di crescita della persona, secondo me, significa, molto semplicemente, che si stia parlando di un bambino, che, in ogni caso (sia esso una larvetta o un uovo, o un minuscolo organismo) non ha nessuna colpa. – Non è l’embrione che è considerato un ostacolo, ma il fatto che inevitabilmente, se non si abortisce, sarà un bambino. è l’enormità che è portare avanti una gravidanza e crescere un figlio che può essere un’ostacolo ai progetti della persona, e certamente non sta a lei valutarlo.

    – credo che non si possa giustificare l’aborto per “aspirazioni personali” – Io invece si, perchè questo ha tutta l’aria di una atteggiamento punitivo: “troietta, hai voluto scopare solo perchè ne avevi voglia? adesso cresci un bambino che non vuoi nella pancia, partorisci con dolore, e cresci un figlio dipendendo dai tuoi, rinunciando ad ogni tua “aspirazione personale”, oppure partorirai con dolore e darai in affido tuo figlio”

    – Da donna e da (spero) futura mamma non vorrei che si banalizzasse così tanto l’atto dell’aborto da renderlo subordinato alle aspirazioni personali di una ragazza di 17 anni o alla sua (del fidanzato, dei genitori, dei genitori del padre) determinazione. – E a cosa altro dovrebbe essere subordinato se non alla sue, di LEI e solo di LEI, aspirazioni personali e alla sua determinazione? Ma anche fosse stata leggera e irresponsabile nei suoi rapporti sessuali, lei come donna e come futura madre, seriamente crede che sia possa in qualche modo essere giusto costringere un’altra donna a sostenere una gravidanza e a crescere un figlio? Si rende conto della violenza assoluta di questo concetto?

  2. Roberta says

    Io credo che esista uno stadio prima dell’aborto. Il sesso. Se consideriamo una ragazza di 17 anni completamente capace di agire dovremmo anche presumere che lo sia stata anche allo stadio precedente. A meno che non abbia subito violenza sessuale (e la maggior parte delle ragazze incinte di quell’età non lo sono per quello) non vedo quale sia il motivo per il quale dovrebbe, per forza, abortire. Il sesso si fa in due e il fatto che siamo noi l’ “incubatrice” non significa che siamo le schiave di questo mondo maschilista, invidioso della nostra capacità di creare (e distruggere).
    La ragazza dice di non essere in grado di crescere un figlio, nè disposta ad accogliere un evento che non solo interferirebbe con i suoi progetti di crescita e di vita, ma rappresenterebbe un profondo stravolgimento esistenziale; ma se questo UOVO non è un bambino, perchè dovrebbe portare tanto scompiglio? Mi sembra quantomeno ingenuo sostenere che non sia un bambino. E da quale giorno dovrebbe essere considerato bambino? Dopo la nascita? Dopo il terzo mese? E su quale base? Perchè il giorno prima non è un bambino e il giorno dopo lo è?
    Io non sono contro l’aborto a prescindere, ma credo che non si possa giustificare l’aborto per “aspirazioni personali”, che la ragazza sia minorenne o no, dal momento che lo status di donna incinta non te lo ritrovi per caso una mattina appena sveglia.
    Essere femminista, per me, significa provare ad avere le stesse possibilità degli uomini, nel senso di lottare per leggi e strutture che mi diano la possibilità di essere mamma, studentessa e pure lavoratrice allo stesso tempo, e non per avere la possibilità di seguire aspirazioni personali abortendo ogni volta che si rompe il preservativo o ogni volta che il fidanzato sbaglia.
    Da donna e da (spero) futura mamma non vorrei che si banalizzasse così tanto l’atto dell’aborto da renderlo subordinato alle aspirazioni personali di una ragazza di 17 anni o alla sua (del fidanzato, dei genitori, dei genitori del padre) determinazione.
    Credo che una ragazza di 17 anni sia abbastanza grande per decidere se diventare madre e per “aggirare ministri”, ma, nel caso di diventare madre, lo stadio precedente mi sembra un tantino più rilevante dal momento che prima dell’atto l’embrione non esisteva e ora invece esiste, che sia considerato persona o no.
    Il fatto stesso che l’embrione sia considerato “ostacolo” ai progetti di crescita della persona, secondo me, significa, molto semplicemente, che si stia parlando di un bambino, che, in ogni caso (sia esso una larvetta o un uovo, o un minuscolo organismo) non ha nessuna colpa.
    Non sono una bigotta che crede che l’aborto sia sempre IL MALE, ma non mettere al mondo un figlio in nome delle aspirazioni personali mi sembra una banalizzazione di quella grande conquista che è stata la possibilità di abortire.
    Che di certo non è stata fatta con questo spirito.

  3. Alessandra says

    Questo atteggiamento TALEBANO da parte del nostro Paese mi fa davvero vergognare! Dovremmo ritirare le nostre truppe dall’Afghanistan perchè la guerra per “esportare la democrazia” servirebbe a noi!! In un attimo di rabbia mi sono sfogata sul mio blog e volevo condividere anche con voi il mio pensiero
    http://controcornice.it/2012/06/09/propongo-la-legge-491194/

  4. annabalderi says

    @serbilla: infatti, giusta osservazione

  5. Mary says

    C’è una profonda anomalia, una ambiguità secondo il quale da una parte una persona minorenne è considerata incapace di agire in quanto tale e dall’altra dovrebbe essere già pronta per essere una madre (???!!!)

  6. Serbilla Serpente says

    @annabalderi
    E’ vero, l’origine è in quelle norme, anche se quelle norme non dicono che l’embrione è una persona, è chi sta tentando di smontare la legge194 a far passare quest’idea. Rappresentano però solo il mezzo attraverso il quale si attacca l’autodeterminazione delle donne.
    Una contraddizione interessante è nel considerare una diciassettenne incapace di poter scegliere se diventare madre o no, ma considerarne un’altra capace di manipolare un primo ministro, pensandola completamente autodeterminata, adulta e pure avida calcolatrice (Ruby).

  7. annabalderi says

    Trovo anche abbastanza grave che gli articoli che si leggono riguardo a questa vicenda mettano l’accento sui genitori non interpellati malgrado la minore età della ragazza, mentre si evince che in realtà dietro c’è ben altro (le norme di tutela dell’embrione della Comunità Europea).

  8. giulia says

    consultori autogestiti, aborto compreso

  9. Really says

    Mi sento frustrata…covo un senso di impotenza opprimente, vorrei fare qualcosa per cambiare le cose ma non so nemmeno da dove cominciare. Queste cose mi fanno sentire piccola e insignificante, e allo stesso stempo fino salire il sangue al cervello! Ma chi è questo giudice? Mi sembra di capire un uomo.
    Allora stiamo proprio fresch*
    Cosa si può fare?

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  1. Aborti! | #save194 « Valerio Mele linked to this post on giugno 11, 2012

    […] (1, 2) due post di Femminismo a Sud sulla vicenda… e uno di Mazzetta. Rate this:Share […]