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#save194

La legge 194/78 non si tocca.
Il diritto alla salute delle donne non si tocca.
Siamo a un passo dal seguire le orme della resistenza cilena, che organizza campagne per aborti illegali sicuri come “Dona por una aborto ilegal“.

Quello che segue è un post che compare su diversi blog a partire da Lipperatura.

Sembra, ogni volta, di dover ricominciare da capo. Facciamolo, allora, e partiamo da una domanda. Questa: “tutte le donne italiane possono liberamente decidere di diventare madri?”. La risposta è no.
Non possono farlo, non liberamente, e non nelle condizioni ottimali, le donne che ricorrono alla fecondazione artificiale, drammaticamente limitata dalla legge 40.

Non possono farlo le donne che scelgono, o si trovano costrette a scegliere, di non essere madri: nonostante questo diritto venga loro garantito da una legge dello Stato, la 194.

Quella legge è, con crescente protervia, posta sotto accusa dai movimenti pro life, che hanno più volte preannunciato (anche durante l’ultima marcia per la vita), di volerla sottoporre (di nuovo) a referendum.
L’articolo 4 di quella legge sarà all’esame della Corte Costituzionale – il prossimo 20 giugno – che dovrà esaminarne la legittimità, in quanto violerebbe ” gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e rappresenta una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in fieri”.

Inoltre,  quella legge è svuotata dal suo interno da anni. Secondo il Ministero della Salute sono obiettori sette medici su dieci (per inciso, i cattolici praticanti in Italia, secondo i dati Eurispes 2006, sono il 36,8%): in pratica, si è passati dal 58,7 per cento del 2005 al 70,7 per cento del 2009 per quanto riguarda i ginecologi, per gli anestesisti dal 45,7 per cento al 51,7 per cento e per il personale non medico dal 38,6 per cento al 44,4 per cento. Secondo la Laiga, l’associazione che riunisce i ginecologi a difesa della 194, i “no” dei medici arriverebbero quasi al 90% del totale, specie se ci si riferisce agli aborti dopo la dodicesima settimana. Nei sette ospedali romani che eseguono aborti terapeutici, i medici disponibili sono due; tre (su 60) al Secondo Policlinico di Napoli. Al Sud ci sono ospedali totalmente “obiettanti”. In altre zone la percentuale di chi rifiuta di interrompere la gravidanza sfiora l’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, Bolzano. Siamo sopra l’85% in Basilicata. Da un’inchiesta dell’Espresso di fine 2011, risulta che i 1.655, non obiettori hanno effettuato nel solo 2009, con le loro scarse forze, 118.579 interruzioni di gravidanza, con il risultato che più del 40% delle donne aspetta dalle due settimane a un mese per accedere all’intervento, e non è raro che si torni all’estero, alla clinica privata (o, per le immigrate soprattutto, alle mammane). Oppure, al mercato nero delle pillole abortive.

Dunque, è importante agire. Vediamo come.

Intanto, queste sono alcune delle iniziative che sono state prese:

1) Lo scorso 8 giugno, Aied e Associazione Luca Coscioni hanno inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni un documento sulle soluzioni da adottare per garantire la piena efficienza del servizio pubblico di IVG come previsto dalla legge. “Siamo altresì pronti a monitorare con attenzione l’applicazione corretta della legge e, se necessario, a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi non ottempera a quanto prevede la legge”, hanno detto.

Le proposte sono:

Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG;
Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.

2) La scorsa settimana ha preso il via la campagna contro l’obiezione della Consulta di Bioetica Onlus: qui trovate le informazioni e qui il video.

Diffondere queste informazioni è un primo passo. Ce ne possono essere altri. Fra quelli a cui, discutendo insieme, abbiamo pensato, ci sono:

1) Raccogliere testimonianze. Regione per regione, città per città, ospedale per ospedale, segnalateci gli ostacoli nell’accesso all’IVG e alla contraccezione d’emergenza. Potete farlo anche in forma anonima, nei commenti al blog. Ma è importante: perché solo creando una mappa dello svuotamento della legge è possibile informare su quanto sta avvenendo ed eventualmente pensare ad azioni anche legali.

2) Tenere alta l’attenzione in prossimità del 20 giugno. Lanciate su Twitter l’hashtag #save194, fin da ora.
L’intenzione di questo post è quella di informare. Non è che il primo passo: perché la libertà di scelta continui a essere tale, per tutte le donne.

Posted in Corpi, Corpi/Poteri, R-esistenze.

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15 Responses

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  1. AIED - Associazione Italiana per l'Educazione Demografica says

    Senza entrare nei dettagli dell’Ordinanza del Tribunale di Spoleto, è tuttavia chiaro che si tratta di una iniziativa di un giudice “militante”, emulo di Carlo Casini, il magistrato – ora Presidente del Movimento per la Vita – che nel 1975 fece arrestare il dott. Giorgio Conciani, Adele Faccio e Gianfranco Spadaccia (allora segretario del Partito Radicale) per la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto in Italia.

    Il Giudice Tutelare di Spoleto, anziché attenersi al suo ruolo e valutare l’istanza nell’ambito della legge, ha utilizzato la richiesta di autorizzazione all’interruzione volontaria della gravidanza di una ragazza minorenne per tentare di far fuori la legge 194, sostenendo che l’embrione è un individuo che gode degli stessi diritti della donna.

    Vi sono ruoli e cariche incompatibili con la militanza politica e di parte.

    Il Giudice Tutelare in particolare dovrebbe salvaguardare i diritti delle cittadine minorenni e, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere l’interruzione di gravidanza.
    Se un giudice non è in grado di svolgere il proprio ruolo in modo imparziale, può eventualmente cambiare mestiere.

    Mario Puiatti
    Presidente nazionale dell’AIED
    Associazione Italiana per l’Educazione Demografica
    http://www.aied.it

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  1. Legge 194 esame Corte Costituzionale | arbitrio.org linked to this post on giugno 17, 2012

    […] Come? Dal blog Femminismo a sud (http://femminismo-a-sud.noblogs.org/) partono alcune proposte (http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/06/11/save194/), […]

  2. #Save194 « Dalla parte di Alice linked to this post on giugno 17, 2012

    […] Femminismo a Sud Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. Pubblicato: 17 giugno 2012 Archiviato in: aborto, laicità istituzioni […]

  3. #SAVE194 e la creatività delle donne « casomai linked to this post on giugno 16, 2012

    […] Zanardo, Dol’s.it, Si fa presto a dire mamma, Femminismo a Sud e poi condiviso su tanti altri […]

  4. Donnole in relazione linked to this post on giugno 14, 2012

    […] sapete il 20 giugno a Roma si dis­cuterà dell’art. 4 della Legge194/78 lo abbi­amo detto qui e qui. Attac­cano nuo­va­mente la legge sulla salute ripro­dut­tiva, i con­sul­tori e […]

  5. #save194 | Miso Journal linked to this post on giugno 13, 2012

    […] in contemporanea da: -Marina Terragni -Giorgia Vezzoli -Giovanna Cosenza -Lola -Chiara Lalli -Lorella Zanardo -Dol’s.it -Si fa presto a… -Soft Revolution -Loredana Lipperini -Femminismo a […]

  6. Soft Revolution » Blog Archive » #save194 linked to this post on giugno 13, 2012

    […] Femminismo a Sud Tags: #save194, 20 giugno, aborto, diritti, donne, femminismo, legge 194, twitter […]

  7. LA 194 NON SI TOCCA! « rete13febbraiopt linked to this post on giugno 12, 2012

    […] Femminismo a Sud Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this post. […]

  8. #save194 linked to this post on giugno 12, 2012

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  9. racconto | cronaca | commenti « Letteratura erotica Il blog di Crisa linked to this post on giugno 12, 2012

    […] un’inespugnabile misoginia. I continui attacchi alla legge 194 sull’interruzione di gravidanza (#save194), il continuo aumento dei femminicidi, il lavoro femminile sempre più precario e sottopagato. La […]

  10. Aborti! « Valerio Mele linked to this post on giugno 11, 2012

    […] (1, 2) due post di Femminismo a Sud sulla vicenda… e uno di Mazzetta. Rate this:Share […]

  11. #save 194 « femminileplurale linked to this post on giugno 11, 2012

    […] Femminismo a Sud […]

  12. #save194 « L'Altra Metà del Cielo linked to this post on giugno 11, 2012

    […] da Femminismo a Sud http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/06/11/save194/ […]

  13. donnemigranti linked to this post on giugno 11, 2012

    […] Lalli,Dol’s, Si fa presto a dire mamma, Sabrina Ancarola, Associazione Pulitzer, Femminismo a Sud  (Se vuoi, copincollalo anche tu!). Share this:TwitterFacebookLinkedInEmailStampaLike this:Mi […]

  14. Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini » Blog Archive » #SAVE194 linked to this post on giugno 11, 2012

    […] Femminismo a Sud Tags: #save194, Aborto […]