Skip to content


Scorregge futuriste

Pare che ieri (?) alcuni fascisti del terzo millennio abbiano picchiato dei finiani sedicenti futuristi. Ne parlano tutti, perfino Il Corriere che fa la lista delle “violenze” attribuite a csi. I fascisti del terzo millennio sono esperti nel rinominare semanticamente ogni cosa. Solo i camerati continuano a chiamarsi camerati ma per il resto c’hanno tanta fantasia perché la base teorico/pratica del loro fascismo è che le parole cambiano e i gesti restano. Dunque hanno definito la denunciata aggressione squadrista come uno “schiaffone futurista”.

A parte dire che è curioso assistere agli schiaffeggiatori futuristi che schiaffeggiano altri futuristi che sulle copertine della loro testata mostrano personaggi come la Santanchè e che gravitano nel bel mondo di Fini, quello che ha firmato la giovanardi/fini e la bossi/fini, entrambe leggi che hanno riempito le carceri di ragazzini che si fanno una canna e di immigrati facendole esplodere per capienza fino a che a qualcun@ non è venuto in mente di immaginare, guarda un po’, la costruzione di strutture a gestione privata con guardie private e sorveglianza privata, a parte questo, dicevo, bisogna che si dicano due cose fondamentali:

agli e alle sdoganatore/i di pseudo sinistra che vogliono parlare bene di persone che li schifa pure la loro parte politica diciamo che sono come sempre eccellenti dove la destra fallisce: nella totale assenza di comprensione degli eventi e di lungimiranza.

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Pensatoio, R-esistenze, Satira.


Violenza assistita e mamme maltrattanti

Stasera ho sentito il tg3 notte e parlava di violenza sulle donne. In particolare poi si sono concentrati sulla violenza assistita, ovvero la violenza cui assiste un bambino e che provoca dei traumi che restano indelebili nella sua vita.

Del fatto che il Governo Italiano dovrebbe provvedere a creare una norma che riconosca la violenza assistita ha parlato anche l’Onu nelle sue raccomandazioni e nella sua esposizione sul femminicidio in Italia.

Fosse previsto il riconoscimento di quel genere di violenza i politici che hanno presentato ddl sull’affido condiviso parlando delle violenze in famiglia come di “beghe coniugali” che non dovrebbero condizionare l’affidamento del minore, dovrebbero fare marcia indietro così come dovrebbero farla sulla Pas che l’Onu dice essere scienza spazzatura e che pure si insiste a volerla inserire tra le presunte sindromi riconosciute in tribunale secondo le norme proposte a modifica del diritto di famiglia italiano.

In ogni caso, appunto, si è parlato di violenza sulle donne che in questi giorni è stata tirata in ballo anche dalla Ministra Fornero che come unica soluzione immagina di commissionare all’Istat un nuovo studio sulla violenza sulle donne (il primo e ultimo risale al 2006).

Alcune non concordano e ricordano che basterebbe valorizzare le indagini fatte dai centri antiviolenza. Altre sostengono sia cosa necessaria, oltreché chiesta e auspicata dalla special rapporteur Onu Rachida Manjoo contro la violenza sulle donne, per avere un quadro più preciso di qualcosa che viene monitorato a livello amatoriale perfino da noi con il Bollettino di Guerra [che conta #84 vittime per il 2012 compresi due uomini e tre bambini vittime collaterali]. Di fatto è necessario un Osservatorio serio e piuttosto stabile e che si crei un database comune qual quale far convergere i dati di tutti i centri antiviolenza e chi si occupa di queste ricerche, perché le informazioni sono frammentate e sparse per la penisola e in questo c’è abbastanza approssimazione riferendomi alla impossibilità di accesso ad una risorsa collettiva che sia utile a chiunque per adoperarsi per ricerche, analisi e soluzioni su quella materia.

Ma le richieste da fare sono tante e di sicuro non speriamo né chiediamo che le esaudisca una ministra che ha dimostrato di non avere minimamente a cuore la sorte di lavoratori e lavoratrici, condannandoci alla precarietà e dunque alla dipendenza economica che è il primo requisito fondamentale per essere preventivamente individuabili come probabili vittime di violenza nelle relazioni. Se dipendi non te ne puoi andare e se non te ne puoi andare per sfuggire alla violenza prima o poi qualcuno ti ammazza. C’è poco da fare. Casa e lavoro sono le prime forme di prevenzione, oltre la cultura, che servono a prevenire la violenza sulle donne.

Continued…

Posted in Corpi/Poteri, Omicidi sociali, Pensatoio, Scritti critici.


Genova G8 2001: la vendetta è ora compiuta!

Mi hanno telefonato in dieci. Ma tu, chiedevano, che ne pensi della sentenza? E che ne so, anzi lo so, dicevo io, non è il mio culo quello a rischio. E non ti venisse in mente di dire che mi è andata bene perché io non ho fatto niente di male perché il concetto di “male” in Italia è relativo e io non credo ne nelle redenzioni né nelle punizioni.

Per dire: i poliziotti condannati non faranno un giorno di galera eppure hanno massacrato gente che dormiva, spaccato teste, inquinato prove, torturato e chi lo sa che altro perché quelle cose sono le uniche di cui s’è parlato per alcuni anche se io a fare porcate in giro per Genova ne ho visti tanti, tutti incappucciati, senza numeri di riconoscimento, loro, banditi, e quelli là quando ti pigliano gli basta che tu sia una zecca comunista, sta lì il “male” nella loro testa, e allora ti cantano faccetta nera, ché la polizia italiana è fascista, e ti massacrano di botte. Dici che devo convincermi che avevano ragione? Che la divisione tra male e bene in Italia ha un suo perché?

Continued…

Posted in Memorie collettive, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.