
Comincia così il primo racconto del diario di una bulimica di Eve Blisset che ha deciso di aderire al nostro progetto di autonarrazione sui problemi legati disagi rispetto al corpo. Le abbiamo chiamate “Storie di dipendenze” e sono letture autonarrate o raccontate da altre/i senza filtri, nella maniera più franca e utile possibile. Utile a chi scrive e a chi legge. QUI il primo racconto. QUI la presentazione di Eve Blisset e in basso la sua prima storia.
Da Eve Blisset:
Spietato. L’hanno definito così il mio modo di raccontarmi e l’ho apprezzato un sacco. Spietato, in quel caso, stava per “privo del punto di vista pietistico e autocommiserativo sulla questione” ed era una bella cosa.
L’aggettivo spietato comunque, oltre ad essere una canzone dei Baustelle se declinato al plurale, di solito ha un’accezione negativa, e probabilmente se adesso sono riuscita a diventare narrativamente spietata in senso positivo, è perchè per anni sono stata spietata nel senso di stronza totale.E’ come gli israeliani. Pensi di essere uscito fuori dall’oppressione nazifascista e diventi nazifascista tu stesso, diventi oppressore. Diventi uno stronzo totale. Non c’è nessuna giustificazione per gli israeliani, non c’è nessuna giustificazione per il modo in cui mi comportavo io.