Skip to content


Facebook: cyberbullismo e capebranco!

E’ un’appendice al post sul cyberbullismo femminile e a quello su come è facile prendersi querele su facebook.

Usare facebook per togliersi sassolini dalle scarpe. Rosicamenti a parte, quant* tra voi tengono un’amicizia facebook per poi dedicarle in bacheca frasi in codice dal sapore vagamente (o molto chiaramente) velenoso? Tipo “c’è tanta gente invidiosa in giro e io passo oltre e vado avanti!“. Cecchine e cecchini di facebook Unitevi! Altro che proletari e proletarie… 😀

Le persone appartenenti a queste categorie umane stanno diventando i nostri e le nostre miti/e. Se ci elencate le possibili frasi indirette condite di cattiveria che trovate su facebook ci fate un regalo. Davvero. Basta che chi le pronuncia non sia così scem@ da beccarsi una querela. Ma vuoi mettere il fascino delle mezze frasi, dette a mezza bocca, dico non dico, te la sputo ma non te la sputo, aggancio la complicità degli amici ma allo stesso tempo se tu te ne accorgi e dici “cazzo vuoi” ti posso rispondere “ma sei paranoic@, non dicevo mica a te”, ‘ste parvenze di eroismo da tastiera, un po’ bullismo e mobbing, tanto per fare il vuoto attorno alle amicizie altrui e poi da sparlarti e spiarti tutto il giorno pensando che l’altr@ stia sempre lì a contemplare il tuo ombelico. Roba da narcisismi aggressivi e compulsivi. Un vero e proprio bacino di esperienze da osservare. Sociologicamente parlando.

Qualcun@ osserva che per sfancularsi direttamente esistono le tag ma la tag non c’ha l’appeal. Se tagghi e dici “stronza” poi quella può dire che l’hai detto proprio a lei. Se invece butti lì uno “stronza” a caso e poi inserisci due tre parole chiave per far capire e non capire allora tutto resta indiretto e paraculo tanto quanto basta.

Giuro che noi non ci siamo molto abituate perché a FaS in genere i vaffanculo arrivano diretti. Si tratta, come suggerisce una nostra amica cui rubiamo frasi e riflessione, di una osservazione delle modalità di relazioni interpersonali psicotiche su facebook.

Continued…

Posted in Comunicazione, FaceAss, Pensatoio, Satira.


#genovanonfinisce: i nostri pensieri sono liberi!

Alberto deve scontare 10 anni. Marina 12 anni e 3 mesi. Ines 6 anni e 6 mesi con sospensione della pena, per ora. Francesco 15 anni. Vincenzo 13. Sono persone, non argomenti di conversazione di mezz’estate. Le loro vite rubate per qualche vetro rotto ed un reato (devastazione e saccheggio) che risale al Codice Rocco applicato per l’occasione. Non sono stupratori, pedofili, pezzi di merda, non hanno ammazzato nessuno, non hanno abusato del proprio potere, non hanno fatto niente. Credevano in qualcosa. Ci credono ancora. La sentenza contro di loro è una vendetta. Per altre cinque persone si attende ancora la parola definitiva dei giudici.

Alberto e Marina sono in carcere. Francesco e Vincenzo non si trovano. Su facebook qualcun@, ignari del fatto che di questi tempi possono affibbiarti l’apologia di reato per molto meno, li immagina lassù in montagna. Ribelli.

Continued…

Posted in Memorie collettive, Omicidi sociali, R-esistenze.


#quesejodan: se questa è democrazia!

da qui:

In Spagna, dopo quello che è accaduto a Madrid (http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/07/11/da-madrid-con-la-nausea/), tantissime persone sono scese in piazza contro i tagli del governo ed è finita ancora a manganellate e arresti contro la gente, uomini, donne, anziane, che si ribellano. #quesejodan

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Precarietà, R-esistenze.