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Palermo, 21 luglio, corteo: basta femminicidi!

Riceviamo e volentieri condividiamo ricordando che per tenersi aggiornat* su quanti sono i femminicidi in Italia si può leggere Bollettino di Guerra che segna #90 vittime (inclusi 4 uomini e 3 bambini vittime collaterali):

BASTA FEMMINICIDI.
Un corteo bianco contro la strage delle donne.

Sabato 21 luglio alle ore 9.00 da Piazza Croci partirà la manifestazione “Basta femminicidi”. Intento della manifestazione, nelle intenzioni delle organizzatrici, riunitisi sotto la sigla “Coordinamento Antiviolenza 21 luglio” è quello di lanciare un grido di allarme verso un’emergenza finora troppo sottovalutata e non più trascurabile, en’emergenza che non è più di ordine pubblico o di semplice sicurezza ma di rilevanza ormai sociale. I dati sono drammatici: 78 donne uccise dall’inizio del 20102, migliaia di donne oggetto di violenza sia tra le mura domestiche sia fuori.
L’Italia è tra i paesi al mondo con un altissimo tasso di violenza sulle donne che non trova sul piano delle azioni a contrasto una sufficiente attenzione tanto da aver fatto dichiarare all’ONU che in Italia la violenza sulle donne, i femminicidi, sono Crimine di Stato.

Le donne del corteo saranno tutte vestite di bianco con un particolare rosso. Precederà uno striscione. La manifestazione terminerà a piazza Verdi (teatro Massimo) dove si svolgerà un momento di riflessione comune con interventi e distribuzione di materiale informativo.
L’intento è anche quello di sottoporre alle amministrazioni comunali e regionali la necessità di alcune misure in merito a: prevenzione, educazione e tutela. In merito al sostegno degli operatori e delle operatrici (centri antiviolenza, operatori sociali, operatori sanitari e medici) che si occupano di violenza sulle donne.
Più in generale si vuole attivare un percorso di “rieducazione collettiva” nei confronti delle relazioni tra uomo e donna attraverso la sensibilizzazione a più livelli, proponendo alcuni provvedimenti concreti.
La rete del coordinamento, alla quale aderiscono associazioni, coordinamenti, persone singole, vuole anche costituirsi come una rete di solidarietà e di supporto a quanti operano in questi ambiti nel silenzio, nella solitudine e nell’abbandono.

CORDINAMENTO ANTIVIOLENZA 21 LUGLIO

—>>>Pagina facebook evento.

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Posted in Fem/Activism, Iniziative.


Voglio la videosorveglianza anche dentro le mutande

Qualche giorno fa il nostro nuovo compagno di avventure Woodi Forlano ci segnala questa cosa accaduta in India (sul video dell’aggressione ad una ragazzina) e Valerio giustamente rifletteva sul fatto che la prima cosa che viene in mente di fare in questi casi è la richiesta di maggiore “sicurezza” e soprattutto “sorveglianza”.

Non è un caso se si comunica la notizia che facebook lascia spiare le vostre conversazioni private (come se ci fosse bisogno di saperlo da Repubblica, figuriamoci) osando dire in appena un rigo che spiare la conversazione di milioni di utenti avrebbe dato un grandioso risultato: l’arresto di UN pedofilo.

Ciò che penso di teknosorveglianza è più o meno è ben riassunto da questo racconto e non servono serie televisive come Person Of Interest a farmi cambiare idea.

Il Grande Fratello per quanto mi riguarda è sempre e comunque quello di cui parlava Orwell e davvero non capisco come possano esserci dei dubbi sulla destrosità di talune richieste di applicazione di dispositivi securitari che violano costantemente la nostra privacy  ogni qual volta si verifica una aggressione o si discute di stupri o cose del genere.

Di fatto ogni volta che viene sollevata una emergenza, terrorismo, stupri, pedofili, crimini vari contro soggetti xy, si usano questi argomenti per far soccombere l’intera umanità sotto una enorme quantità di sorveglianza, criminalizzazione preventiva e autoritarismo che viola la nostra privacy.

Lo vedi dalle conversazioni stesse che si hanno online dove per parlare con te pretendono una schedatura di tutto punto, nome e cognome e numero civico e codice fiscale, sono tutti felici di farsi violare la privacy senza problemi e demonizzano chiunque non faccia altrettanto.

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Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, FaceAss, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


Ma che Snoq? Noi ci difendiamo da sole!

Non so a chi sia mai potuto venire in mente l’idea di liste civiche di Snoq. Perché Le Snoq quadro, quelle ai vertici che intruppano e commissariano le Snoq territoriali, quelle che hanno deciso la gerarchia e che dettano i documenti da divulgare, i propri partiti di riferimento già li hanno.

Quello che fanno, a parte emettere suoni di vario tipo quando c’è da difendere la dignità di Ave Bindi o da prendersela con le prostitute senza spendere una parola quando le donne vengono usate come capriespiatori per  celare l’immoralità di politici indifendibili, è spostare a destra il consenso con tanto rosa, stereotipi sessisti, normalizzazione di contenuti, messa di cappello sulle iniziative di altre donne senza neppure riconoscerne il lavoro, criminalizzazione di chi non è d’accordo con loro, separatismo opportunista per fare carriera politica o in ruoli di prestigio, supporto elitario alle ministre in quanto donne tipo quella riformatrice insensibile e anticostituzionale Fornero o giù di lì, superamento della differenza di classe e di identità politica, ricche e fasciste nello stesso calderone di precarie e antifasciste, in nome della lotta contro la violenza sulle donne e sulla 194.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Fem/Activism, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.