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Veneto: consultori e legge 194/78 sotto assedio

[foto presa dalla pagina facebook dell’evento]

—>>>Update FaS: La proposta passa anche con i voti del Pd

Di Elisabetta P. da Save194Lazio:

E’ stata presentata ieri al Consiglio Regionale del Veneto una proposta di legge d’iniziativa popolare, depositata addirittura nel 2004 e dichiarata ammissibile l’anno seguente, che ci riguarda molto da vicino.
Ci riguarda poiché di nuovo si cerca di comprimere oltremisura l’autodeterminazione delle donne, le scelte genitoriali delle coppie, e nuovamente si tenta di sottrarre laicità a strutture pubbliche come i consultori e gli ospedali, procedendo ad una maldestra revisione di una fattispecie, l’interruzione volontaria di gravidanza, già ampiamente regolamentata dalla legge 194/78.

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Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali.


Rassegne stampa: pioggia di culi e tette su tutta Italia!

Rassegne stampa di un quotidiano molto sobrio, Libero, di uno che ci delizia con notizie di cui non potremmo mai fare a meno: Il Corriere, di un altro che ci intrattiene sempre con le sue tante curiosità sul mondo: Repubblica. Intendiamoci: qui nessun@ inorridisce alla vista di corpi nudi. Ma a dare fastidio è la doppia morale di quotidiani che da un lato usano il soft porno e il porno trash per vendere e dall’altro pubblicano articoli in cui le donne sono trattate di merda con tanto di lezioni di bon ton e di messaggi infarciti di moralismi di ogni tipo.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista.


#MemorieCollettive: Voglio essere un oggetto. Sulle sentenze genovesi e il mondo alla rovescia!

Un contributo per le nostre (e vostre) Memorie Collettive. Buona lettura. (Se avete riflessioni da inviarci su questo, genova, condanne, piazza, ricordi, quello che volete, per raccogliere memoria, per impedire meccanismi di rimozione collettiva, scrivete a: fikasicula[at]grrlz.net)

Grazie a GianMaria. Da RedRouge:

Le sentenze sono arrivate come un macigno sulla memoria, la storia e la concezione di conflitto sociale. Sono sentenze politiche e segnano una presa di posizione forte del sistema repressivo italiano nel suo complesso.

Ma soprattutto ci dicono una cosa molto semplice: la trasformazione auspicata dalle classi dominanti della concezione di “delitto da punire” si è completata in tutto e per tutto.

Mi spiego. Nella storia dei meccanismi disciplinari, i potenti e soprattutto la classe borghese in ascesa, a un certo punto necessita di una trasformazione del concetto di delitto. Se fino ad allora, dal punto di vista legislativo, era forte la punizione per gli autori di delitti contro la persona mentre le punizioni per i colpevoli di reati contro le cose erano minime, con la rivoluzione della borghesia si impone il concetto di difesa della proprietà privata. Occorreva un un sistema più efficiente, razionale e capillare di controllo delle classi subalterne. Vi era la necessità di limitare le crescenti rivolte sociali, che avevano come obiettivo prioritario i forni per avere il pane. In Italia tutto questo si realizza in pieno in epoca fascista, col codice Rocco, che introduce il reato di “devastazione e saccheggio”, quello utilizzato per questa sentenza.

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Posted in Memorie collettive, R-esistenze.