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Ada Lovelace Day

Oggi è l’Ada Lovelace Day!

Da qualche anno a questa parte infatti si celebra una giornata per ricordare questa affascinante matematica. Su wikipedia troverete una biografia abbastanza dettagliata della vita e del contributo alla nascita dell’informatica che Ada apportò. Ada infatti si appassionò al lavoro di Charles Babbage e ai suoi studi sui metodi di calcolo sulla macchina analitica e differenziale, tanto da scrivere quello che è il primo algoritmo pensato per essere elaborato da una macchina. Insomma, una delle prime menti ad immaginare l’intelligenza artificiale.

Tra le iniziative per celebrare questa data non possiamo non suggerirvi quella che si terrà a Vicenza il 21 ottobre presso l’ADA-Lab. Continued…

Posted in Autoproduzioni, Iniziative, Memorie collettive.

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Mai più complici di Snoq (parte seconda)

Ricordandovi il nostro appello “Mai Più Complici di Snoq” (sottoscrivetelo, personalizzatelo, integratelo e condividetelo) e riassumendo quanto è successo a Torino lo scorso fine settimana [1] [2] [3] vorremmo estrapolare pezzi tratti qua e là per raccontare ancora qual è il posizionamento politico che prediligiamo in rapporto a Snoq.

Da facebook qualcuno commenta che i motivi per cui Snoq si sarebbe arrabbiata per la contestazione alla Fornero durante il convegno di Torino sarebbero riassumibili con codeste questioni:

– è stato detto che i temi del lavoro e del reddito erano estranei al convegno.

– Il convegno era stato organizzato come un incontro chiuso – con tanto di pre-iscrizione valutata e confermata per email – e non prevedeva interventi “fuori lista”.

A parte dunque valutare che a Snoq è sconosciuta l’interdisciplinarietà che è necessaria per valutare le soluzioni preventive alla violenza sulle donne ci piacerebbe sapere secondo loro da cosa è fatta la violenza sulle donne e come vorrebbero risolverla. Forse che si tratta solo di uomini tanto cattivi che ci fanno la bua? E basta prendere il mostro cattivo per ottenere una catarsi collettiva e fare finta che sia tutto risolto? Anzi per ottenere una catarsi ancora maggiore quando prendiamo il mostro cattivo gli facciamo a lui una bua tanto grande così tutti quanti vissero felici e contenti nei secoli dei secoli (sedati con tanto psicofarmaco perchè se non sei strafatt@ di  qualcosa è difficile che si possa pensare che tutto ciò sia plausibile).

L’assenza di lavoro è una delle cause principali della violenza sulle donne in famiglia e noi l’abbiamo detto tante volte dati alla mano. Se non hai lavoro non puoi lasciare la casa dell’uomo che ti picchia. Se non ha lavoro l’uomo che finisce per deprimersi e concepire idee suicide ammazzerà anche sua madre, sua moglie e i suoi figli. Questo (e non solo) è quello che ci è noto allo stato attuale e poi ci sono tante cose sempre dette e ridette ma che chi vuole solo spettacolarizzare e usare le donne per motivi elettorali non vuole neppure capire. Dopodiché c’è da sapere cosa sono gli interventi fuori lista e la preiscrizione controllata soprattutto tenendo bene a mente i tanti incontri fatti a Livorno al Fem Blog Camp in cui chiunque poteva giustamente partecipare e dire ciò che voleva per costruire cose serie anche a proposito di violenza sulle donne, ma vabbè. Non ci sforziamo neppure di capire la burocratizzazione di esercizi radical chic che si appassionano di problemi delle donne con un like su facebook e un “vota donna” come soluzione salvifica per tutti i nostri problemi. E invece no. Gli uomini non sono cattivi e le donne, e che donne, non sono le buone. Dunque il “vota donna” non è la soluzione per salvare il mondo. Qui bisogna che ci si salvi tutti e tutte, uomini e donne, insieme, dall’imbecillità, dal sessismo, e dalla strategia politica d’accatto per raggranellare voti cavalcando cause importanti per le persone.

Continued…

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Fem/Activism, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


Emilia Romagna, interrogazione alla Regione: quante diagnosi di Pas?

Quello che succede in Veneto, dove, secondo il Corriere, il 60% di affidi conflittuali viene risolto con una diagnosi di Pas, potrebbe succedere anche altrove e per questo il consigliere regionale capogruppo della federazione della sinistra Sconciaforni presenta una interrogazione. Registriamo per continuare a documentare la materia e vorremmo anche noi, in effetti, sapere quante sono le diagnosi di Pas in Italia e come e perché si sia arrivati a questo. Perché al di là del fatto che la Pas non sia una malattia ci piacerebbe sapere se nelle regioni e ovunque ci si ponga il problema di come prevenire. Prima di lasciare che intervenga la psichiatria c’è molto altro da fare. In tutto ciò però vorremmo si smettesse di pensare che Pas corrisponde a genitore violento perché è lesivo della reputazione di tutti i genitori che vi hanno fatto ricorso. (Oltretutto presto o tardi la faccenda potrebbe cambiare e potrebbero essere le madri a usarla in modo spregiudicato.)

E’ una inutile semplificazione e rimuove un grosso problema che resta irrisolto quando il conflitto tra due genitori non permette ad uno di questi di esercitare la genitorialità. Ci sono tanti casi in cui gli adulti non riescono minimamente a gestire la propria separazione mettendo al primo posto l’interesse del bambino. I bambini diventano scudi umani e il loro affetto viene orientato a seconda delle circostanze. Ci sono genitori che usano i figli per vendicarsi dell’altro genitore ma questa cosa, contrariamente a ciò che si pensa, non avviene a senso unico. Avviene anzi di più nella misura in cui è il genitore affidatario a possedere più occasioni e più opportunità per gestire le relazioni del proprio figlio.

Fino a che in Italia si continuerà a perpetuare il modello della madre santissima e del padre orco, con buona pace della divisione dei ruoli di cura, non faremo che schiacciare ogni persona, genitore, nell’interpretazione di modelli comportamentali ambigui e negativi anche quando sono lontani dalla propria indole. Quello che si crea è un cortocircuito sociale o un ripristino di ruoli anacronistici che tutti quanti sembrano appoggiare. La mamma deve fare la mamma e il padre deve fare il padre. Già. Ma cosa deve fare la mamma? Cosa deve fare il padre? Adesso, nel 2012. Buona lettura.
Continued…

Posted in Pas, Pensatoio.