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Per fortuna in tant* ci vogliono bene!

Mentre il dibattito continua sul nostro blog, la nostra mailing list, il blog di Loredana Lipperini, i social network, un articolo che fa il punto di Massimo Lizzi, numerosi sono anche gli attestati di stima e le parole di solidarietà. Tanti interventi di tante compagne e compagni che un po’ ovunque ci fanno sapere quanto ritengono Femminismo a Sud un importante punto di riferimento. Ringraziamo tutti e tutte. Tutte le persone che stanno scrivendo cose belle nella nostra mailing list. Tra i commenti del nostro blog. Quelle che ci stanno sostenendo nei social network dove è tuttora in corso un linciaggio contro di noi, alimentato da personaggi noti e meno noti del “giornalismo” – così lo chiamano – italiano. Ringraziamo tutti ma proprio tutti e tutte, inclusi compagn* antifascist* che continuano a divulgare le nostre ricerche e i nostri post e tutte le persone che se non sempre sono d’accordo con noi comunque rispettano il nostro lavoro e si rendono conto che così tanti muscoli contro un piccolo blog che parla di femminismo, antirazzismo, antifascismo, antispecismo non hanno davvero alcuna giustificazione.

Ringraziamo tutt* convint* che facciamo bene a r-esistere e che il lavoro fatto da sei anni, dal 2006, ad oggi sia importante non solo per noi. Convint* che tanta energia e tante risorse potrebbero essere spese altrimenti invece che contro di noi. Convinte che esistano donne e uomini con i quali fare rete e fare politica attiva, in questo paese, con le stesse finalità che ci proponiamo noi, con l’interesse a guardare le cose da vicino e senza aver paura dei conflitti, senza aver paura di fare emergere contraddizioni in ogni ambito in cui il sessismo, il fascismo, il razzismo, lo specismo, si celano. Per obiettivi comuni, idee e principi, e non per reti amicali o per cordate professionali e corporative. Con una grande voglia di imparare e rimetterci continuamente in discussione ma non volendo mai rinunciare a un’oncia di libertà che è quella che ci concediamo esprimendo il nostro pieno diritto di critica contro chi scrive articoli sessisti, che istigano alla violenza sulle donne, che banalizzano il fenomeno dello stupro e del femminicidio, così come contro chi scrive di precarietà senza sapere neppure che cosa sia la precarietà e ponendoci in modo molto critico rispetto a chi scrive articoli banalmente ammiccanti nei confronti del fascismo, qualunquisti e superficiali, analizzando noi le posizioni politiche di ciascuno così come ci appaiono. Noi siamo antifascist*, senza alcuna forma di ambiguità, non tolleriamo i fascisti e le fasciste. Chi dice di tollerare i fascisti, favorendo un revisionismo che ha reso possibile lo sdoganamento di una cultura che ora permea tutta la politica italiana, in realtà in questi giorni dimostra di non tollerare noi e ci dipinge come estremiste e terroriste. Tutto chiaro, dunque. Non possono esserci punti di incontro e ora, dopo Torino e Firenze, le differenze appaiono in quanto tali. Così come appare evidente che c’è un conflitto di classe che separa nettamente le precarie e i precari da chi precari@ non è.

Cito, tra gli altri messaggi di solidarietà (perché questi ci sono noti, se ce ne sono altri dite perché ci siete di conforto), il Twitt solidale di Sandrone Dazieri, la solidarietà pronunciata de I Wu Ming, quella dei 99 Posse, la vignetta solidale di VitadiUnoZero, il tumblr solidale di Guerrilla Girlz, quello di Arums, il post solidale di Mario Badino, il post di Militant Blog, il post del Collettivo Aula R di Pisa, di Malafemmina, di MenoePausa, di Matilda precaria, di BlockMia, di Ekbloggheti, de I Quindici, di SkriptiCo, il post di critica e analisi politica di Cristiana Longhi, l’articolo di NUnVeReggaeCchiù, il post di Lorenza con RitentaSaraiPiùFortunato (grazie! grazie a tutt*), di Val e le sue signorine che ci dedica una vignetta (Grazie!!!)

quello delle compagne Donn(ol)e che dicono:

FaS  sotto attacco medi atico , ci sono per sone che preferirebbero far fuori un blog antifascista, anti sessista, anti razzista e antispecista. Noi lo ringraziamo di (r)esistere, come sempre…

Ringraziate Femminismo a Sud,
ringraziate il movimento femminista se potete essere considerate cittadine invece che merce!

se potete: votare, scegliere, amare, sbagliare, studiare, denunciare abusi e violenze, uscire, lavorare, e… (continua sul sito delle Donn(ol)e).

Iconsiglidiziajo, dal cui blog scrive:

Femminismo a Sud, blog che ospita talvolta i miei deliri e della cui amicizia mi fregio è sotto attacco mediatico da diversi giorni.

Quello a cui stiamo assistendo come collettivo lascia veramente sgomenti; quando riuscirò a raggiungere una certa distanza da questi orribili avvenimenti per poterne scrivere lucidamente lo farò. Per ora solo un abbraccio a queste meravigliose persone antifasciste, antisessiste, antirazziste e antispeciste che vivono, lottano e sperano con me in un mondo migliore.

Solidarietà a Femminismo a Sud, qualunque cosa accada io sarò al vostro fianco.

Il comunicato del partito comunista dei lavoratori:

Il Partito comunista dei Lavoratori esprime solidarietà alle compagne do “Femminismo a Sud”

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime piena solidarietà alle compagne del blog “Femminismo a Sud”, di fronte agli ignobili attacchi di cui sono state oggetto dopo la pubblicazione di un post dall’eloquente titolo «Chi ha sdoganato Casa Pound?».

Il post, pubblicato dopo l’assassinio di Mor Diop e Samb Modou e il ferimento di Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike per mano fascista, riportava, senza nascondere i nomi e i cognomi, i numerosi casi di appoggio a Casa Pound, sia da destra che da sinistra. Appoggio che ha
preso forme diverse, dalla richiesta di revoca del divieto di manifestazione, al supporto di iniziative “culturali” organizzate da Casa Pound fino al sostegno aperto ai “fascisti del terzo millennio”.

Come comunisti crediamo che la verità sia sempre rivoluzionaria. Le critiche e l’ostracismo dovrebbero essere rivolte a chi appoggia e sostiene i fascisti, non a chi svolge coerentemente un’azione di denuncia del fascismo e di ogni forma di tolleranza verso di esso.

Partito Comunista dei Lavoratori

Solidarietà anche dal Circolo di Rifondazione comunista di Marano di Napoli:

Piena solidarietà alle compagne di “Femminismo a Sud”, ora e sempre Antifascisti!

Come circolo PRC “G.Pajetta” di Marano di Napoli riteniamo che sia vergognoso l’attacco che in questi giorni stanno subendo le compagne di “Femminismo a sud” dopo aver pubblicato sul loro blog un articolo che inchiodava, facendo nomi e cognomi, alle proprie responsabilità chi in questi anni ha contribuito a sdoganare organizzazioni neofasciste come CasaPound!

Questo fenomeno di appoggio, diretto o indiretto, ai “fascisti del terzo millennio” è abbastanza diffuso anche a sinistra, soprattutto in quella sinistra radical-chic sempre presente nei salotti buoni e nelle inutili chiacchiere intellettualoidi, e pronta in più di un’occasione a sbandierare il tema dell’emancipazione femminile slegandolo completamente da un’analisi di classe.

Quindi riteniamo il lavoro d’inchiesta fatto dalle compagne, utile e necessario soprattutto per stabilire senza ambiguità chi combatte veramente le organizzazioni neofasciste e chi invece usa belle parole e poi firma appelli per consentire a CasaPound di manifestare.

Esprimiamo dunque tutta la nostra solidarietà alle compagne di “Femminismo a Sud”

Circolo PRC “G.Pajetta” – Marano di Napoli

E le compagne di Udi Reggio Calabria che ci scrivono:

Care di Femminismo a Sud,

ci hanno sconvolto le immagini della donna egiziana malmenata dai militari, calpestata, trascinata e spogliata per offenderla, in quanto donna, ma soprattutto in quanto donna musulmana. Quelle immagini diventano tristemente simboliche e traducono come macabra metafora ogni aggressione, ogni offesa e l’annientamento che ogni donna subisce nel suo profondo. Il desiderio di annientamento di cui siete oggetto ha quelle crudeli modalità. E’ sicuramente preoccupante lo sdoganamento dei nazifascismi, dopo venti anni di metastasi.  Malmenarvi per rendervi inattive e impedirvi di essere vitali, spogliarvi della vostra bravura, definirvi con cattiveria estremiste e nazi, più grave quando diretto a donne. Potremo a volte non essere d’accordo. Potrete e potremo a volte sbagliare, ma siete sempre una ricchezza. E brave..

UDIreggiocalabria

Leggi anche:

Deconstructing “liste e femministe”

Nodi che vengono al pettine: antifascismo e differenza di classe

Femminismo a Sud? Da abbattere!

Operazioni di cosmesi e fascinazioni

Troppo antifascismo fa male

L’estrema destra e la centrifuga dei media

Firenze 17 dicembre: report e foto della manifestazione antirazzista

Chi ha sdoganato Casapound?

Firenze: appello del comitato regionale dei senegalesi

Strage neofascista a Firenze: restano due salme e un pugno di soldi alle famiglie

Contro il fascismo, con ogni mezzo necessario

La mattanza razzista

Razzisti

Firenze, 14 e 17 iniziative antirazziste

Lo stragista non è un pazzo. E’ un neofascista

Strage razzista a Firenze. Fuori i fascisti da tutte le città!

Posted in Anticlero/Antifa, Pensatoio, R-esistenze.


12 Responses

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  1. guglielmo says

    Solo ora ho letto i post più recenti e vi esprimo tutta la mia solidarietà. Non condivido tutte le vostre tesi ma sono più tranquillo quando vi vedo all’opera!!!
    Vi saluto molto affettuosamente.

  2. cybergrrlz says

    Dal Blog IL Corpo delle Donne, Lorella Zanardo, http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9045 tra le altre cose dice:

    “-Ero al Feminist Blog Camp a Torino in ottobre insieme a molte donne e molte associazioni. Ne sono uscita con due convizioni:

    +non si criticano i centri sociali se non si offrono alternative ai centri sociali. A Torino per due giorni abbiamo discusso e ragionato: per chi voleva c’era pernottamento gratuito e pasti a pochissimi euro. Mi pare moltissimo. Mi pare un modo altamente democratico di offrire a TUTTI la possibilità di informarsi e viaggiare.

    +Femminismo a Sud, tra le associazioni organizzatrici, svolge un ruolo importante in Italia oggi. Non significa che io sia sempre d’accordo con le loro posizioni, ma qs non è rilevante. Ciò che conta è che FAS dimostra un impegno quotidiano serio professionale e GRATUITO CHE CONTRIBUISCE AD INNALZARE IL LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA SUGLI STEREOTIPI SESSISTI e non solo. E’ tanto. Veramente dobbiamo dire grazie a questo collettivo. Ripeto, anche se siamo talvolta su posizioni diverse. Ma il lavoro che svolgono COSTANTEMENTE e a TITOLO GRATUITO è già esempio di un mondo migliore.”

    e

    “-Lo sconforto piu’ grande quest’anno è stato assistere all’incapacità di alcune associazioni femminili di dire grazie a chi svolge un lavoro parallelo al loro o che in qualche modo agevola il loro. Senza giri di parole diciamo che denuncia una grande debolezza. Chi non riconosce il merito altrui non è degno di attenzione e stima. Ci tengo a dire qui che è indegno vedere donne adulte negare il lavoro svolto dalle donne spesso più giovani e appropriarsi dei loro meriti.”

  3. Valentina S. says

    Sono con voi! L’antifascismo senza se e senza ma DEVE essere un presupposto per chiunque si dichiari femminista, antisessista, democratic*, progressista. Fuori Casa Pond!!!!

  4. clotilde pecora says

    Voglio esprimervi la mia solidarietà e la mia stima e ammirazione per il lavoro che fate. Grazie perchè esistete ..grazie perchè non mollate, vi seguo sempre e vi voglio bene.

  5. varieedeventuali says

    concordo con ogni parola scritta da cloro. sembra proprio che il fallimento della “separazione netta” propria dell’ideologia marxista non abbia insegnato nulla. quindi un giornalista non precario non potrebbe parlare del precariato, un politico X non potrebbe presentare disegni di legge riguardo ai problemi delle fasce deboli. eccetera.
    consiglio a tutt* la visione del film “Bronte – Cronaca di una massacro che i libri di storia non hanno mai raccontato” È possibile reperirlo anche in streaming.

  6. cloro says

    ” appare evidente che c’è un conflitto di classe che separa nettamente le precarie e i precari da chi precari@ non è.”

    no, ma accidenti, NON E’ VERO! Il femminismo non deve avanzare priorità generazionali. Io sono un’insegnante di ruolo da 30 anni ed effettivamente precaria dal punto di vista del contratto non lo sono. Ma ho uno stipendio di merda (l’unico fisso della famiglia), andrò in pensione a tardissima età e ho cresciuto 2 figlie che a loro volta saranno precarie. La battaglia contro la classe dominante è la stessa, le differenze sono generazionali ma non strutturali. La battaglia x i diritti delle donne dev’essere “vogliamo tutto” almeno x come la intendo io. Le donne, in quanto donne, in questa società non hanno possibilità di realizzazione. Se anche, come me, han fatto in tempo a crearsi una dimensione lavorativa piu’ stabile, non è che questo fa delle donne della mia generazione (50 a.) una cerchia di privilegiate. Combattiamo x noi, x e nostre figlie, che un domani non dovessero trovarsi a fare “test della verginità” pure qui o in alternativa ricevere bombe in testa. Se in una battaglia culturale cominciamo ad erigere muri (tra “brave ragazze” e “puttane”, tra chi “è fieramente antifascista” e tornerebbe alle lotte di piazza contro dei disperati (pure traditori) e chi (come me) no, tra chi è precari* e chi no, non si esce da una logica di parzializzazione del fronte che giova solo a chi perpetua lo sfruttamento dell’umano sull’umano. Vi racconto una cosa: mia figlia (19 a., precaria e studente lavoratrice) dai 15 ai 17 anni ha avuto simpatie fascio-leghiste. Oggi è fortemente antirazzista e lotta x i diritti dei gay, argomentando fortemente contro chi è omofobo. E’ pure esagerata, perchè non tollera manco una battuta. Non voglio fare quella che “ci ha un’esperienza” ma io l’epoca dell’antifascismo militante l’ho vissuta, a Milano. Epperò s’è visto che, politicamente, è bastato ” fini a fiuggi” per cambiare radicalmente la musica. Da un opposto all’altro. Da un giorno all’altro dell'”antifascismo di piazza” non s’è piu’ sentito parlare e piano piano è iniziato lo sdoganamento (io la vostra rassegna l’ho letta e sono impallidita soprattutto per top girl) e oggi stiamo cosi, in un’economia di guerra di cui sono le donne (maggiormente disoccupate) a farne le maggiori spese. Voglio bene a femminismo a sud, vorrei fosse conosciuto da tutte ma non mi esimo dal fare qualche critica quando nn sn d’accordo. Ciao

  7. Mary says

    Casa P. non ha niente di simpatico. La critica era lecita… ma non mi stupisce vedere che qualcuno si è incazzato… amen, fa nulla. Chi vi ama vi segue 🙂

  8. FromOuterSpace says

    Piena e incondizionata solidarietà! Quelle e quelli che invece hanno sdoganato casapound, ecco, loro dovrebbero non solo avere il buon gusto di tacere, ma dovrebbero anche vergognarsi. Chi non parla è omertoso, è complice. Anzi, voglio dire di più: la vostra (passatemi la citazione) parresia contribuisce a tenere sveglie le coscienze, e magari anche a svegliarne qualcuna. Purtroppo quella del parlar-franco è (veramente troppo) una pratica rischiosa.
    Grazie di tutto, continuate così, e sì, vi vogliamo bene.

  9. Giuseppe Aragno says

    Ho provato a esprimere la mia solidarietà in un commento che s’è perso, non so bene perché. Non saprei ripeterlo e pazienza. Sto con voi, questo era il senso e vi segnalavo un personaggio che mi pare vi sia sfuggito: Marco Rossi Doria, che si dava da fare per il “dialogo” con Casa Pond. Ci fu una breve polemica su “Repubblica”, che però poi mi tolse la parola. Vale la penda di ricordarlo, perché oggi, e non è un caso – è diventato sottosegretario nel governo Monti.

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