Skip to content


Femminismo a Sud? Da abbattere!

Marina Terragni esigeva un pentimento. Ha scritto su un commento ad un nostro post che quanto abbiamo fatto è “violento” e poi, tra una battuta maternalista e un’altra (e no, non siamo tanto giovani!) si è detta, in privato, preoccupata per la sorte di alcune persone citate in quella che per lei continua ad essere una “lista”. Dopodiché ha pubblicato il suo post, che ci aspettavamo, perché quando la messa al bando parte, bhé, parte.

Femminismo a Sud è pericolosa, poi se la prende sempre con chi dice cose un po’ ambigue sui fascisti, poi non va d’accordo con la linea politica in rosa delle Snoq, poi è un ostacolo alle discussioni edulcorate sulle femmine di cui deve importarci innanzitutto che siano madri, concilianti e che vadano in corteo con quelle che oggi siam donne e domani ti voto un provvedimento parlamentare in cui si dice che tu donna devi dare figli alla patria ben contenta di poterlo fare.

Femminismo a Sud è disturbante perché dal basso di un blogghino si permette di interferire con la potenza comunicativa che hanno i grandi blog delle grandi firme e delle femministe “mater dolorose” che altrimenti non avrebbero problemi a far passare come bellerrimi i girotondi tutti in rosa che tanto piacciono a repubblica e al corriere.

Quindi quale occasione migliore per fare a pezzi femminismo a sud prendendo a pretesto una discussione che non sta ne in cielo né in terra basata su calunnie?

Femminismo a Sud non fa liste. Compila pagine in ipertesto e in wiki per fare rassegne stampa e dossier. Citare gli articoli che abbiamo scritto e già veicolato su un argomento chiave come l’antifascismo non è una lista. Non è violento. Non è indicare a nessuno un possibile bersaglio. Non siamo terroriste, noi. Non siamo “estremiste dell’antifascismo”, noi. Siamo antifasciste in modo “normale” e la cosa paradossale è che quello che facciamo noi oggi viene considerato eccezionalmente “grave” per dirla alla Terragni. Noi, cara Marina Terragni (ha scritto “pallottole”?!? ma si è riletta?), non siamo naziste e solo per averlo scritto lei dovrebbe rileggersi un tot di cose sull’antifascismo, quello serio, non quello che facciamo noi, ma quello che facevano i partigiani e le partigiane. La resistenza è una cosa seria e scomoda, spesso impopolare e comprendiamo come per lei sia più interessante mettere all’indice noi, mica in una lista, no, ma in quanto UNICHE depositarie di cotanta attenzione. Ha visto giusto, cara Terragni, come no, il vero nemico della democrazia siamo noi. Continui così…

La ringraziamo per l’ulteriore linciaggio cui lei dà inizio, per gli ulteriori insulti che ci arriveranno, per il lavoro nostro che sarà di conseguenza ancor più vanificato e per l’isolamento che ne trarremo che, chissà, potrà giovare a fascist*, moderat* e a tutte queste belle figure femminili che dicono di parlare di donne e poi parlano lo stesso linguaggio dei patriarchi che ci governano.

Ah, per inciso, ci faccia sapere se un paio di ave maria e un paio di padre nostro saranno sufficienti a darle soddisfazione.

Ps: le recenti pallottole di cui siamo a conoscenza le ha usate un fascista, Gianluca Casseri militante di Casapound, contro un gruppo di senegalesi, uccidendo Mor Diop e Samb Modou e ferendo gravemente Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike. Strano che per le pallottole vere non si siano spese tante parole quante se ne stanno spendendo per buttare fango su di noi.

Leggi anche:

Operazioni di cosmesi e fascinazioni

Troppo antifascismo fa male

L’estrema destra e la centrifuga dei media

Firenze 17 dicembre: report e foto della manifestazione antirazzista

Chi ha sdoganato Casapound?

Firenze: appello del comitato regionale dei senegalesi

Strage neofascista a Firenze: restano due salme e un pugno di soldi alle famiglie

Contro il fascismo, con ogni mezzo necessario

La mattanza razzista

Razzisti

Firenze, 14 e 17 iniziative antirazziste

Lo stragista non è un pazzo. E’ un neofascista

Strage razzista a Firenze. Fuori i fascisti da tutte le città!

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


13 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. noccioletta says

    “L’unica risposta è andare avanti e fare bene il proprio lavoro, cercando di farlo anche meglio di prima.”

    Concordo!
    Memoria ,e divulgazione della stessa, sono un’arma da non deporre mai (nei limiti delle nostre, umane, forze): questo scatena reazioni pesanti, lo vediamo, ma è l’unico modo per non dargliela vinta.

    Solidarietà e sostegno a Femminismo-a-Sud,
    in tutte le forme che sono e potranno essere utili.

    GRAZIE PER IL VOSTRO LAVORO.

  2. lucha says

    Non voglio commentare sul blog della Tarragni, ma vorrei commentare il ragionamento che lei fa in questo passaggio (che è più o meno quello che implicitamente hanno fatto altre persone):

    «Quella lista può voler dire una sola cosa: questi giornalisti e intellettuali vanno individuati e “sanzionati” per quello che hanno scritto e detto, anzi, semplicemente per il fatto di avere scritto e detto, a prescindere dai contenuti.»

    non so, a me (un po’ psicanaliticamente forse), mi viene da dire che chi dice ciò sta riversando su Femmisimo a Sud (fuori di sé) qualcosa che è dentro si sé. Cioè, oggettivamente non esiste nelle premesse del post tale conclusione, unica e sola cosa a cui si può arrivare. Chi vede in quell’articolo una minaccia, una pallottola, una prescrizione, una sanzione, addirittura una fatwa “a prescindere dei contenuti” (che poi continuo a chiedermi come si può giudicare quel che si è scritto a prescindere dei contenuti… che si fa, si giudica il font? il colore del testo? L’uso del grassetto? in tal caso la Terragni se la passa male…), chi vede tutte quelle cose come “unica e necessaria conclusione” di quella rassegna: beh, ce l’ha nella sua testa. È la sua reazione che viene fuori, non quella di Femminismo a Sud. E difatti cerca di mettere in atto una reazione simmetrica e speculare, ma nei confronti di chi sta accusando di istigazione al terrorismo.

    «Avete fatto un gravissimo errore. Riflettete attentamente, e cercate di riparare, se è possibile.» non è forse la stessa cosa che dire «La sanzione, immagino, dovrebbe consistere nel loro “isolamento” da parte dei sinceri antifascisti, fatto già grave in sé, o nella richiesta di un bell’autodafè.»?

    mah…

  3. Sober says

    dal post della Terragni:
    “Le autrici del post si difendono dicendo che la “lista” girava da tempo sul web, ma questa è solo un’aggravante. Sul web gira qualunque cosa. Se io decido di propagare, mi assumo una precisa responsabilità, do dignità a quello che pubblico.”
    Sono confusa.. ma se la pensa così, non ammette che la dinamica dello sdoganamento è proprio quella che descrivete voi?
    Tanta stima per voi tutte, continuate così!

  4. a. says

    tutta la mia solidarietà. coraggio. e un abbraccio forte forte.

  5. Tullio says

    Avete tutta la mia solidarietà! Non mollate e andate avanti! Vi abbraccio!!

  6. cybergrrlz says

    Grazie compagn*. Grazie davvero per la vicinanza e per la solidarietà. Ne abbiamo un gran bisogno.

    Solo oggi pomeriggio sul blog di Loredana Lipperini scrivevamo (http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/12/21/occhi-aperti-per-favore/):
    “tanto per gradire, sulla base dell’invito alla solidarietà noi siamo accusate di estremismo, di essere terroriste e/o amiche di terroristi, per cui ci si diverte a far liste per indicare obiettivi da eliminare. è calunnia e delirio allo stato puro. di fatto quelle che subiscono giorni e giorni di offese, insulti minacciosi siamo noi e di fatto questa modalità di richiamare alla solidarietà in stile melassa ha legittimato ulteriori commenti di fascisti dichiarati che scrivono che lanciamo molotov. chi è che indica bersagli dunque? saremmo noi il pericolo per il corretto svolgimento dei democratici confronti? e chi insiste su questo piano non si rende conto di quanto sia grave quello che ci viene fatto. non si tratta solo di vanificare il nostro lavoro ma di perseguire il nostro isolamento indicandoci come “pericolose” e in sicilia quando qualcuno viene isolato sappiamo che fine fa. noi non sopravvalutiamo tutto ciò e non corriamo rischi, non gridiamo al lupo al lupo e non siamo bersaglio di nessuno ma si tratta comunque di una perdita di tempo a fronte delle mille cose che potremmo fare. giorni e giorni a discutere di un’unica persona alla quale è stato dedicato un solo rigo. ce ne vuole da lì a pensare che tutta la nostra attenzione fosse rivolta a lei… a noi interessa, ragionare dei mille modi in cui il fascismo entra nelle nostre case, nelle nostre teste, come diventa valore introiettato, argomento normalizzato e normalizzatore, come impregna tutto ciò che leggiamo, tocchiamo, vediamo, come diventa elemento inquinante che fa apparire la svastica come un normale tatuaggio invece che quel segno d’odio che è. l’estetica del fascismo è una cosa di cui ci interessa parlare, i simboli, le parole, e chi contribuisce a far passare indirettamente per superficialità o per opinioni diverse dalle nostre tutta questa serie di messaggi non può esimersi dalle critiche. ma come abbiamo detto in questi giorni è comodo prendersela con femminismo a sud perchè fem a sud è solo fem a sud, casapound, invece, è casapound.”

  7. roberta says

    un grande e caloroso abbraccio e solidarietà alla compagne di femminismo a sud.
    roberta pompili

  8. Arguzia says

    Secondo me questi si sono accorti di aver “cacato fuori dal vaso” e ora corrono ai ripari. Insomma, “a noi ce piace tanto Caccapound, ma mo’ che pare che menano, picchiano, accoltellano, aggrediscono e ammazzano è meglio che non si sappia in giro. E quindi piamosela co’ quelle femministe brutte e cattive, checcefrega”.
    Sempre con FaS.

  9. Paolo84 says

    un errore di valutazione grave, ci tengo a dirlo

  10. cybergrrlz says

    Loredana Lipperini dal suo blog (http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/12/21/occhi-aperti-per-favore/):
    ” FaS ha compilato una rassegna stampa. E ridalli con le “erbacce” e la personalizzazione. Si tratta di un articolo, non di una persona. Un. Articolo.
    Orribile semmai è approfittare di questa vicenda per regolare vecchi conti personali con FoS, come fa, con un post indegno, Marina Terragni:
    http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2011/12/21/liste-e-femministe/
    Laddove addirittura paventa il rischio che qualcuno (chi? Gli anarcoqualcosa? I NoTav? I compagni che sbagliano?) usino le pallottole contro Alessandra Di Pietro.
    Che vergogna. Davvero. Altro che sbriciolamento del movimento. Questa gente lo sta affossando definitivamente, fra una tazza di tè, un piattino di dolcetti e un mignolo alzato. Sono disgustata.”

  11. Paolo84 says

    marina terragni scrive cose condivisibili sui diritti delle lavoratrici e sull’ingiustizia insita nel venir licenziate se restano incinte (sul tema delle leggi sulla conciliazione tra lavoro e famiglia penso sia importante tanto per le lavoratrici madri che per i lavoratori padri) perchè esistono donne che vogliono davvero diventare madri e non per dare “figli alla patria” e vanno rispettate come quelle che non vogliono, stavolta la Terragni ha commesso un errore di valutazione, per conto mio l’ho anche scritto sul suo blog

  12. Wu Ming 1 says

    Compagne, sorelle, nervi #saldi: non fatevi trascinare, mantenete la calma, sappiamo come ci si sente ma non siete accerchiate, vi sembra così perché (ad esempio) FB amplifica il conformismo e lo squallore, ma sono di più le persone che vi stimano. Il vostro lavoro resta e voi sarete più forti, se evitate di scorarvi. Le reazioni sopra le righe delle persone che avete criticato si spiegano con la loro cattiva coscienza: l’exploit assassino di Casseri ha fatto invecchiare d’un colpo molte retoriche.
    Su, ché questo genere di polveroni (”Siamo tutti Oscar Giannino!”, “Orrore, i Wu Ming attaccano la colletta alimentare!”) si alza in fretta ma si abbassa poco dopo. L’unica risposta è andare avanti e fare bene il proprio lavoro, cercando di farlo anche meglio di prima.

Continuing the Discussion

  1. Donnole in relazione linked to this post on 18 Gennaio, 2012

    […] FaS  sotto attacco medi­atico , ci sono per­sone che preferireb­bero far fuori un blog antifascista, anti­ses­sista, anti­razz­ista e anti­specista. Noi lo ringrazi­amo di ( r)esis­tere, come sempre… […]