Se vai in Piemonte trovi una guerra contro le donne in generale. Nei consultori pubblici provano a infilarci quell* del Movimento per la Vita e con i consultori privati comprano embrioni un tanto al chilo ricattando le donne sul più grande assillo: la dipendenza economica.
Quanto costa in Piemonte la libertà di scelta? 6000 euro spalmati in 24 mesi, 250 euro al mese, per non abortire. E questo progetto privato, a fronte dei pezzi pubblici che vengono privatizzati e/o smantellati, lo paghiamo noi, con soldi pubblici. E’ l’istituzione che valuta il corpo delle donne come un contenitore che deve arrivare a termine del suo ruolo e valuta l’embrione avente diritto ad una percentuale minima di reddito, quel reddito minimo garantito che non viene riconosciuto a disoccupati, precarie, tanta gente massacrata, senza futuro.
Che male c’è a dare una mano a una donna se è in difficoltà? Nulla se lo fai rispettando la sua libertà di scelta, se non ricorri al ricatto, se non la stendi su un tavolo operatorio per estrarle a forza un figlio che non vuole avere. Nulla se consideri come fosse un regalo un gesto irrispettoso, pagato con i soldi dei contribuenti, per umiliare una persona, farla diventare un’accattona, a pietire assistenzialismo dalle istituzioni invece che diritti: all’istruzione, alla sanità, alla casa, al lavoro.


