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Roma: corteo d’accusa contro l’autodeterminazione delle donne!

Da Skybia:

13 maggio a Roma Marcia per la vita.
Il video in homepage è agghiacciante http://www.marciaperlavita.it/
per non parlare degli articoli (una donna che abortisce porta la sua anima all’inferno)
e l’intervista alla delegata pari opportunità del comune di roma ancora di più

Il comune ha dato anche il patrocinio e assicura la partecipazione di alemagno.
La marcia si configura come una “grande manifestazione pro-life, la prima in Italia da quando è stata approvata la legge 194

Che poi io non ho mai capito cosa significasse per un pro life essere a favore della vita.

Che fa comodo occuparsi di un mucchietto di cellule per controllare i corpi delle donne, torturarle psicologicamente, fisicamente, cosi da renderle fragili e dipendenti.

Se la vita è un bene fondamentale per tutti, come proclamano dai loro siti, allora perchè questi signori e signore si arrogano il diritto di decidere quale vita è degna di essere vissuta e quale no?

Continued…

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Misoginie, Omicidi sociali.


Shock PariOpportunity: l’emergenza come occasione per imporre autoritarismi!

Oggi Lorella Zanardo scrive come secondo lei è andata la faccenda dell’appello sul femminicidio. Quello che lei dice è abbastanza chiaro e non sto qui a commentarlo, ma, pur rinnovandole la mia stima, continuo a dubitare che il gioco sia valso la candela, che valga la pena regalare contenuti a Snoq affinché Snoq ci metta il suo bel marchio sopra e li usi per trarne visibilità.

Per quello che mi riguarda non vale la pena ragionare di un sentire comune di tipo emozionale che indurrebbe a produrre un comunicato che in tante e tanti hanno criticato, pur sottoscrivendolo alcuni/e e prendendone, come abbiamo fatto noi, duramente le distanze in altri casi.

E’ proprio la spinta dell’emergenza che induce chi specula sul dolore e sull’emozione a fare cose orribili. Come è stato per le privatizzazioni e le speculazioni a seguito del terremoto in abruzzo, per esempio, e basterebbe leggere shock economy di naomy klein per capire come funziona quel meccanismo.

Nel nostro caso, in Italia, possiamo parlare di Shock Paraculy (trovate una dicitura che equivale e la cambio) e sto parlando di quella spinta autoritaria che non vede l’ora di sfruttare quel particolare stato emozionale che produce tutto quello che è successo nei giorni scorsi.

Lorella ha descritto quelle che per lei sono le positività e io argomento le mie critiche.

Ciò che di negativo è accaduto (a parte la vampirizzazione dei contenuti e l’invisibilizzazione di chi li produce):

Alcune cose sono scritte qui, qui e qui.

Visibilità per Snoq (gratis) con diffusione di contenuti non condivisi che hanno ancora una volta fatto ritenere che oltre Snoq ci sia il nulla.

Questa cosa, contrariamente a ciò che pensa mediocremente la Terragni non è un fatto di “invidia” (modalità di critica politica alla gne gne) ma riguarda proprio il concetto di spazio pubblico, partecipazione e rappresentanza.

In rete esistono fior di donne e uomini, noi inclusi/e che si fanno un culo così per autorappresentarsi e produrre rivendicazioni DIVERSE e vedersi invisibilizzare o meglio vedere che per l’universo mondo l’unico movimento e le uniche istanze che pare esistano siano quelle – di un presunto movimento che non rappresenta altri che se stesso – di Snoq è grave.

Continued…

Posted in Comunicazione, Corpi/Poteri, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Scritti critici.


Montagna Longa, anno 1972: quel disastro aereo all’ombra della Nato e dell’estrema destra!

Non è una novità quanto viene scritto da Repubblica sulla strage di MontagnaLonga. Questa è la ricostruzione che proponevo nel 2006. Non è una novità al punto che una di noi assieme ad alcune parenti delle vittime ha raccolto tutto il materiale disponibile o gran parte di esso in un blog che è disponibile QUI.

Intanto rubiamo a Repubblica le battute che ci sembrano essenziali e poi vi invitiamo a leggere il blog con attenzione perché la ricostruzione storica di quella vicenda merita uno sforzo in più. Quel giorno accadde qualcosa di tragico, chi tentò di capirci qualcosa fu preso per pazzo e quasi mandato a gestire il traffico e chi ha tentato di ricostruire gli eventi è stat@ accusato di essere visionari@. C’era un brutto mondo in sicilia in quel periodo. La mafia, l’estrema destra che si addestrava per ripristinare il fascismo e c’erano i servizi segreti che facevano scuola. Tanti nomi ricorrenti che non possono non suscitare alcune domande.

Ecco cosa dice oggi Repubblica:

Una fotografia potrebbe riaprire un giallo che dura da 40 anni. Ritrae un pezzo di ala del Dc 8 che la sera del 5 maggio 1972 si schiantò sul crinale di Montagna Longa: si distinguono chiaramente tre fori d’entrata, come quelli prodotti da proiettili di grosso calibro. Quella foto fu scattata il giorno dopo il disastro aereo che fece 115 morti, ed è sempre rimasta agli atti dell’inchiesta, assieme a 300 altri scatti che compongono il fascicolo fotografico redatto dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Palermo. Una foto fra tante, che questa volta però non è passata inosservata: a scoprirla è stata la nipote di una delle vittime del disastro, Erminia Borzì, che di recente ha riesaminato tutti gli atti dell’inchiesta assieme allo storico Giuseppe Casarrubea e all’avvocato Ernesto Pino. Da questa ricerca è nata una richiesta di riapertura dell’indagine, presentata alla Procura di Catania.

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Posted in Memorie collettive, Omicidi sociali.