Riceviamo da Stefania Cantatore di Udi Napoli e volentieri condividiamo:
Diffondo l’aggiornamento delle firme a sostegno della modifica dell’art. 1 del TU di pubblica sicurezza che favorisce le pressioni verso le vittime di violenza sessuata perchè desistano dalla denuncia.
Per inviare firme scrivere a [udinapoli(at)gmail(dot)com]. Moltissime sono già arrivate e saranno rese note. In allegato il testo sottoscritto.
Alla Ministra Guardasigilli Prof. Paola Severino
Alla Ministra dell’Interno Dott. Annamaria Cancellieri
Il diritto di denunciare: regole certe
La denuncia, se si è vittime di violenze perché donne, è il primo passo per godere delle libertà costituzionali. Gli ostacoli e le diversioni che dissuadono le vittime nell’accedere a questo primo indispensabile passo, sono ancora ricorrenti nei luoghi deputati alla tutela del diritto.
Insieme ai pregiudizi e alle sottovalutazioni culturali, la scrittura disarticolata ed ambigua delle regole continua ad essere complice del femminicidio.
La violenza degli uomini sulle donne, in casa, sul lavoro, per le strade, nelle scuole è un crimine che con cadenza annuale viene enumerato, mostrato e svelato, pur considerando i dati frutto di una sottostima. Da oltre trent’anni indichiamo ai Governi soluzioni certe per il contrasto alla prima causa di morte precoce per le donne e ostacolo alla realizzazione dei diritti umani.
La reiterazione dei reati con la stessa o con più vittime e la diffusione di comportamenti proprietari nel genere maschile, nonostante la forte rilettura in chiave politica delle responsabilità nel femminicidio imposta dal movimento delle donne, mostrano che l’inadeguatezza delle regole invalida ogni cambiamento culturale.
