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L’Italia e la retorica catto/fascista sulle mamme

Giuseppe in mailing list ci segnala questo articolo con annessa collezione di foto mammesche tutto made in Repubblica Online. Qualche giorno fa Feminoska commentava gli spot altrettanto mammeschi per promuovere le Olimpiadi londinesi del 2012. E come dicevamo lo slogan scelto da Toscani sarebbe anche stato condivisibile nella sostanza se non fosse stato declinato in una maniera così misogina.

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Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, Pensatoio.


Primum vivere anche nella crisi: “La rivoluzione necessaria” la sfida femminista nel cuore della politica

Su segnalazione di Spazio Donna Onlus

Incontro a Paestum il 5,6,7 ottobre 2012

C’è una strada per guardare alla crisi della politica, dell’economia, del lavoro, della democrazia –tutte fondate sull’ordine maschile – con la forza e la consapevolezza del femminismo? Noi ne siamo convinte.
Davanti alla sfida della libertà femminile, la politica ufficiale e quella dei movimenti rispondono cercando di fare posto alle donne, un po’ di posto alle loro condizioni che sono sempre meno libere e meno significative. No. Tante cose sono cambiate ma le istanze radicali del femminismo sono vive e vegete. E sono da rimettere in gioco, soprattutto oggi, di fronte agli effetti di una crisi che sembra non avere una via d’uscita e a una politica sempre più subalterna all’economia.
All’incontro di Paestum aperto al confronto con gruppi, associazioni, anche istituzionali, e singole donne, vorremmo verificare, discutendo e vivendo insieme per tre giorni, se la politica femminile che fa leva sull’esperienza, la parola e le idee, può in un momento di crisi, smarrimento e confusione, restituire alla politica corrente un orientamento sensato.

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Si chiama antifascismo viola. Si pronuncia: fuck a chi vuole normare i corpi!

Oggi leggendo questa lettera di Valeria e poi il titolo de Il Giornale sulla partita di ieri mi è venuto in mente l’Antifascismo Viola e la sua Fat-ina di misure non standard, contro ogni fascismo che riguardi anche i corpi. Da lì una riflessione:

Perché le donne, di suo, se ne fregherebbero di essere “fuori misura standard” ma è che i maschilisti ce lo ricordano sempre, con insulti come quello che è pubblicato su Il Giornale, sessisti che parlano di una prima ministra riferendosi al suo culo e non a quanto, forse, di pessimo ha realizzato sul piano politico. Se ci insultano in questo modo, le donne intendo, è perché per dovere le donne devono essere “oggetto sessuale” e decorative sempre.

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