Ieri, a Belfast, un cane è stato ucciso (n.b.: in inglese si dice “humanely destroyed”…vi viene in mente migliore ossimoro???).
La storia potete leggerla qui e anche qui.
Lennox ha pagato con la vita il suo essere ‘altro’ rispetto ad una norma di cui non sapeva né poteva nulla.
A nulla sono valsi gli appelli internazionali che chiedevano di poter salvare una vita incolpevole da una morte insensata e indegna. Trovate assurda l’ostinazione dei carnefici? E perchè mai?
Ieri non è stato ucciso “solo” un cane: ieri è stato compiuto un sacrificio, l’ennesimo, che a ben vedere si compie quotidianamente e in ogni parte del mondo: il sacrificio di tutt* coloro che vengono considerat*, in qualche modo e a totale discrezione di chi di volta in volta detiene il potere, ‘altri’, perciò “diversi”, “alieni”, “pericolosi”… da dominare e, se e quando ciò non sia possibile o auspicabile, eliminare.
Perché la norma, il patto sociale (come ha ben spiegato Luisa Muraro nell’ imperdibile “Dio è violent*”) prevede che il singolo rinunci alla forza – anche quella che sarebbe legittima e spesso necessaria – ma lo Stato, il Potere dai cittadin* “liberamente” delegato, chiamatelo come vi pare… a quella forza che oramai continuamente sfocia in violenza brutale (parliamo di quello che è successo ieri a Madrid?) non rinuncia per nulla, anzi.


