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Roma e lo stupro che non era uno stupro

Mai la stampa fu più incline a fare figure di merda come in questo caso. Lui è tunisino, lei ha sangue in corpo. Dapprincipio si parla di stupro. Una Roma rovente dall’afa. Scarsitudine di argomenti che spostino l’attenzione dall’inutilità dei politici presenti in cima al colle. Il Pd approfitta per ritirare fuori dal cilindro i suoi argomenti securitari, prontissimi a combattere la destra dall’estrema destra proponendo distribuzione automatica di speciali vagine dentate nei dintorni delle stazioni ferroviarie. Quelli di forzaUova e caZZopau e LAdestra, già propensi a organizzare la caccia al tunisino, chi ne spella vivo uno si becca una tessera di web supporter e la cinghia con cui è stato cinghiato in cinghiamattanza LUI, il solo, l’unico, tutti infoiatissimi con il sangue agli occhi, pronti a radere al suolo la Tunisia intera. Alemanno rassegnato a incrementare le colonnine di SoS squarcio d’imene per tutta la città. Per essere più incisivi già pensa di produrre un logo semplice. Una fica barrata come segno chiarissimo che in Roma essa non si tocca. Le donne di destra già pronte a proporre evirazioni prodigandosi nello speciale esercizio, già sperimentato, della castrazione virtuale su faccialibro.

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Donne che non lavorano, si arrabbiano

Non è fondamentale. Oggi ci sono molte altre cose più serie di cui parlare, però anche i dettagli sono importanti. Le pagine “salute & benessere” dei media mainstream traboccano di moniti per le donne che devono essere obbligatoriamente perfette, scolpite, liposuzionate, levigate, private di ogni segno del tempo, ricostruite, riparate, fintanto che in ultima istanza non si impone una rottamazione. Dunque abbiamo il dovere di essere perfette ed efficienti e di aderire al modello unico di bellezza imposto sin dall’epoca nazista in cui i nazisti, discriminando le stesse donne piene, germaniche, e gli uomini panzuti della loro terra e dei loro eserciti, immaginavano che la fisicità ariana fosse quella androgina, lunga, non larga, scultorea, biondi, occhi azzurri, imponendo una egemonia contro tutto ciò che fosse somaticamente riconducibile a tratti differenti, mediterranei o latini o meridionali o orientali o chissà cosa.

In ogni caso il monito che oggi arriva da La Stampa, pagine “Benessere”, è quello che è meglio che ce ne stiamo a casa invece che lavorare perché dal titolo non si capisce che si parla di lavoro sedentario che per le donne come per gli uomini di sicuro può causare un rallentamento del metabolismo, ma è fondamentale dirlo alle donne e soprattutto generalizzare nel titolo e nel sottotitolo dove sarebbe il lavoro in quanto tale a fare male alle donne. Dunque, care, vi si suggerisce di fare quello che già ci impongono, autoescludetevi dal mercato del lavoro perché se volete un bel corpo è meglio fare altro. State a casa a sfacchinare da mattina a sera per marito e figli, come se di casalinghe disperate e obese non ce ne fossero. Anzi che, ed è dimostrato se vogliamo dirla tutta, le donne che non lavorano e che sono costrette a stare a casa per precarietà e disoccupazione passano più tempo a mangiare, alcune soggette a depressione e disturbi dell’alimentazione ed è lì che arrivano i problemi e non nella misura che non è standard in quanto tale. Perché le donne possono essere come pare a loro, a noi, ma è la patologizzazione che aggrava le condizioni di ogni essere umano e ciò che ad una persona sembra normale all’altra pare un difetto ed è quel ripensare alle misure come difetti prevalenti che rende malati tutti quanti, inclusi i magri e le magre, ossessionate dalle proprie misure e pronte a usare anche il martello pur di levigarsi quel centimetro di troppo.

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#mediacomplici: Direttori responsabili

Lorenzo scrive su un tumblr (Questo uomo no). E’ un pezzo del nostro collettivo (FaS) e dice le cose con chiarezza. Godetevi questa sua chicca alla quale ne seguiranno molte altre, spero, e seguite le istruzioni del suo Oroscopo Antisessista. 🙂

Per utilità e comprensione del video ecco i Links:

Galleria delle “hollandettes” sul Corriere.it

Look estivo delle deputate italiane

Giornalettismo sul Corriere

Come Gomez rifonda l’Italia

La foto della settimana di Toscani

Il pelo di Toscani

Materiale su Toscani

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