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Roma: volete combattere la tratta? Regolarizzate la prostituzione e chiudete i Cie!

Da pochi minuti ho letto la notizia di una donna picchiata e bruciata viva a Roma. I giornali la identificano come la “prostituta rumena”, un’espressione che ci ricorda che nella società in cui viviamo noi siamo il nostro lavoro, il nostro titolo, la nostra qualifica ancor prima di esser persone.

Per me Michela, questo è il nome con cui è conosciuta, è prima di tutto una donna che sta rischiando la vita perché qualcuno ha deciso di darle fuoco. Io non conosco la sua storia, non so se era costretta a prostituirsi, se lo faceva per motivi economici o altro, so solo che ciò che le è successo non può essere semplificato come un regolamento di conti tra bande rivali che gestiscono la prostituzione o un’intimidazione. L’atroce violenza che ha subito questa donna ci dice molto altro.

Il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, dichiara che “il grave fatto di sangue avvenuto questa notte alla Borghesiana è l’ennesima dimostrazione di come la prostituzione a Roma sia sempre più un fenomeno dilagante e in crescita” e ci ricorda che un mese fa c’è stata una manifestazione dei cittadini dell’Eur contro “la prostituzione imperante nelle strade del quartiere”.

Quindi, in poche parole, ci si dice che Michela è stata bruciata perché faceva la prostituta: se te ne vai a zonzo per la città di notte, nelle strade buie, poco trafficate, a offrire servizi sessuali a chiunque come puoi non pensare di essere il bersaglio di qualche squilibrato? Se se ne stava a casa a fare la maglia questo mica le succedeva? O no?

E’ come dire che lo stupro accade per l’uso imperante della minigonna, dei jeans stretti, delle maglie scollate e dei tacchi alti. E’ come dire che una donna viene ammazzata da suo marito perché lo voleva lasciare, lo voleva denunciare. Se stai insieme a lui, sopporti le botte, le umiliazioni e le segregazioni nulla ti può accadere di male. O no? E’ come dire che l’essere prostituta giustifica di per sé ogni violenza che subirai.

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Roma: bruciano la puttana. Pd: “lotta contro il fenomeno della prostituzione”!

A Roma hanno picchiato e bruciato una prostituta, una ragazza romena di 22 anni, di cui non si scrive neppure il nome. Puttana di nome e romena di cognome. E’ in prognosi riservata.

Uno del Pd, ché si sa che al momento quelli del Pd hanno il prurito del decoro per le strade e che sollecitano ordinanze per arginare il fenomeno, invece che riconoscere che con il suo/loro atteggiamento e relegando le sex workers nelle periferie le condannano ad essere soggette a ogni pericolo, dice che bisogna intervenire. Contro le prostitute, ovviamente.

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Miss Italia: sessismo da sagra di paese

di Denise

Dice che hanno fatto il flash mob contro il “modello unico di donna” promosso da Miss Italia. Ok, ottimo, ma troppo morbido.

Il punto è che miss italia è un evento profondamente demenziale, di una demenzialità tutta italiota e ovviamente – neanche tanto ovvio però, dato che va in onda indisturbata da infiniti decenni – sessista. Come altro può essere definito, infatti, uno sbrilluccichio di ragazze da marito (!) nella tv di stato che entra con malcelata prepotenza nelle case di milioni di italiani medi, col sorriso da gattine innocenti e, attenzione, braveragazze. Quella-della-porta-accanto, la ragazza “normale”, tutta acqua e sapone è il modello prescritto: va da sé, di un’acqua e sapone irrimediabilmente artificiosi, proprio in quanto prescritti. Fra i tanti insegnamenti che se ne possono trarre, spicca per insistenza quello del conformismo come modello morale edificante.

Questa celebrazione spettacolare della normalità ha il sapore di monito normativo alla popolazione femminile italiana: il modello di femmina che noi applaudiamo è questo eh, sappilo diciottenne! Certo, vige la libertà di scelta del proprio destino, ecc. ecc., però ecco, sappi che noi applaudiamo questo! Eheh! Ciao eh!

Le Giovani Italiane (non riesco a liberarmi da questa associazione con l’immagine fascista: come mai?) di una perfezione che rasenta l’impersonale, marciano insieme con la stessa uniforme a mò di Milizia delle Brave Ragazze™, accattivandosi il pubblico con sguardi e sorrisi ruffiani, forzati, che hanno sempre qualcosa di buonista e una sorta di ostentata ingenuità, che piace tanto alle famiglie. L’aura di approvazione familistica che indefessamente trasuda da ogni attimo della trasmissione rende infatti il tutto più arrogantemente conciliante.

E il sorriso pseudomaterno di Mirigliani, che compiaciuta e piena di buoni sentimenti applaude con addosso collane in oro massiccio, e fa finta di crederci anche lei che tutto ciò abbia un senso.

“Sono tutte belle”! Clap clap. Pace nel mondo e ragazza della porta accanto sono le novità sempre uguali di ogni anno. Le celebrazioni del passato glorioso di Sofia Loren non possono mancare, per dare un senso almeno retrospettivo alla cosa. La malcapitata dice con la voce tremula “studio giurisprudenza”, e lì scroscianti applausi: brava! Sei bella e studi! Ohhhhh!!!! Ricordiamo anche le dichiarazioni della miss uscente, che avrebbe pianto dopo un anno fantastico con lo scettro di diamanti. Poi, le deluse con la lacrimuccia perché espulse e i balletti in stile scuola media: le ragazze sanno anche muovere le braccia e le gambe! Ohhhhh!!! Si perché le principessine, orgoglio di papà e mammà, sanno camminare, emettere suoni fonetici, in una parola: esistere. Ohhhh!!!

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