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27 settembre: non siamo nastri rosa!


Da L’Amazzone Furiosa:

E` inutile che ve lo stia a raccontare di nuovo. La conoscete tutti la storia del comunicato stampa della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) per il lancio dell’edizione 2012 della campagna Nastro Rosa.
Come ho scritto in un post per Femminismo a Sud, siamo arrivati al punto che vogliono farci credere che o ci facciamo belle coi prodotti Estee Lauder ci verra` il cancro. Prevenzione significa bellezza, recita il comunicato.

Andiamo al sodo. E` ora di dire basta. E per farlo non basta leggere e commentare i post, cliccare mi piace sulla pagina Facebook dell’Amazzone Furiosa e guardarsi 10 volte il trailer di Pink Ribbons Inc. Bisogna agire, in maniera concreta. Giovedi` 27 settembre a Roma, non tra un mese o tra un anno, fra TRE giorni, la LILT terra` una conferenza stampa per la presentazione della campagna Nastro Rosa presso la Sala del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra. Dobbiamo esserci. Dobbiamo fare casino. Dobbiamo far capire agli organizzatori che noi non ci stiamo, che e` finito il tempo della donne burattino da mandare in profumeria a fare shopping a fare incetta di prodotti costosissimi e contenenti sostanze cancerogene con la scusa di devolvere una minima, infima parte del ricavato alla ricerca. E quale ricerca non e` dato sapere.
Basta fare profitti sulla nostra pelle. Siamo esseri umani, non siamo nastri rosa. La LILT ci deve quantomeno una spiegazione

Posted in Critica femminista, Fem/Activism, Iniziative, R-esistenze.


Turchia: due musiciste del Grup Yorum torturate dalla polizia

Turchia: due musiciste del Grup Yorum torturate dalla polizia

Da Contropiano: [QUI la notizia da una fonte di informazione in lingua inglese]

Alcuni giorni fa la Polizia ha arrestato e torturato due musiciste del Grup Yorum, nota band della sinistra radicale turca. Un episodio che svelerebbe la brutalità della repressione di Ankara contro minoranze e opposizioni politiche. Se solo i media ne parlassero…

Due musiciste del Grup Yorum, storica formazione folk di sinistra della Turchia, sono state arrestate e torturate dalle forze di sicurezza di Ankara che da tempo perseguitano i componenti della band molto attiva a fianco dei movimenti che contestano il regime nazionalista e islamico di Tayyip Erdogan.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, R-esistenze.


L’acido in faccia e l’avvocato “era innamorata di lui!”

Ulteriore articolo sul Corriere a proposito della ragazza che assieme al complice ha acidificato l’ex ragazzo. Più un altro articolo in cui a parlare sarebbe il ragazzo, la vittima. Ne avevo già parlato QUI.

Due dettagli da rilevare. Si insiste sul fatto che lei fosse incinta e in stato di abbandono. Come se lo status di donna incinta fosse di per se’ assolutorio dell’azione commessa.

Si insiste troppo su questo punto per segnare culturalmente anche una anomalia. Lei, incinta, è santa, non è umana e dunque come ogni persona imperfetta, in grado di fare cose giuste o sbagliate. E’ anomala perché normalmente, così dicono, una donna incinta o comunque madre è colei che dà la vita, quella buona per antonomasia, quella perfetta e gentile e miracolosa. E dunque chi è costei che pare posseduta da un demonio e che merita un esorcismo fatto per mezzo dei media?

Non dico che le madri siano tutte così ma neppure il contrario. L’idea romantica secondo cui le donne non sarebbero in grado di immaginare cose orribili e che una madre si realizzi carezzando il pancione che già di per se’ dovrebbe conferirle il titolo di meraviglia dell’umanità è piena zeppa di stereotipi. Più nascondiamo questo dato e più sarà possibile lasciare spazio alla demonizzazione qualora chiunque tra noi sfuggisse anche di poco, e non certo per azioni così criminali, alla norma.

L’articolo che parla delle ragioni di lei poi racconta altre storture:

Mi maltrattava, l’ho sfregiato” – titola il Corriere mentre descrive il titolo di studio della donna per dire che non è mica la straniera, una ignorante, no. Una che frequenta l’università e dunque chissà che le è successo poverina perché arrivasse a tanto. Perché arrivasse ad usare un metodo orribile di mutilazione che in altre culture sono gli uomini ad usare contro le donne, anche bambine, che non vogliono intraprendere una relazione amorosa.

Continued…

Posted in Comunicazione, Corpi/Poteri, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio, Sessismo.