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Corpi liberati contro la violenza sulle donne

Ma che due palle, bella gente. Non se ne può più. Certe bacheche facebook sono strapiene di crocifissi e conta dei cadaveri e sono lì a segnare come preti e suore se tu fai la brava vittima, se tu fai il perfetto carnefice.

Violenza sulle donne è: che tu hai da fare solo la santa e partecipare a queste processioni di affranti/e con i ceri accesi e se pur essendo cadavere o sopravvissuta vuoi sfuggire a quelle marce ti imputano una puttanaggine mai vista. Perché sei donna e devi marciare, sei vittima e devi marciare, sei tutta quella roba e non puoi più neppure godere.

Una vittima di violenza è asessuata. In nome del sacro principio che le donne sono tutte vittime riteniamo vittime pure quelle che non si sentono tali. Per dire: tante volte abbiamo ragionato di sottomissione e masochismo ed è materia che la psicologia conosce bene, desiderare di essere dominate. Ma giammai, dissero i tutori e i repressori della sessualità (A)normale, i normalizzatori delle relazioni etero, quelli che se tu godi mentre lui ti lega ti dicono che sei perversa e sei sicuramente da ricoverare.

Patologizzano il desiderio, reinterpretano le tue narrazioni, bigotti, suore e preti, moralisti, che godono di orgasmi ipercontrollati e pensano che il mondo debba piegarsi alle loro considerazioni.

Sapete che vi dico? Che una donna violentata alle vostre marce non ci viene, perché ne ha piene le ovaie di essere considerata troia dall’una e l’altra parte. La prima perché non ha ascoltato un NO e la seconda perché non accetta che ci possa essere un SI.

Le relazioni e i desideri non possono essere normati secondo le regole della tutela necessaria e se c’è chi fa crociate e ti leva l’orgasmo perché non rispetta la sessualità altrui, perché ha poca cognizione dei corpi, non ha la dimensione della pelle, non conosce il gusto, l’odore, nulla che abbia a che fare con il piacere che non gli appartiene, se c’è gente così è da evitare.

Ma fate voi le marce delle sante mentre io godo e vivo e pretendo di poter raccontare e gestire la mia sopravvivenza, perché mi fate pena, voi, in questa misera gara ad accumulare voti per la santità.

Che tempi, che dilemma, che tristezza, queste giornate di retoriche antiviolenza dove la vita delle donne è negata così come i loro desideri e la loro sessualità.

Sapete come celebro io la solidarietà verso le donne che hanno subito violenza? Augurando loro di riprendersi la pelle e raccontarla e viversi la sessualità che scelgono e che vogliono senza che nessuno debba patologizzarle, in modo disonesto, per far quadrare il proprio piccolo mondo fatto di santi e demoni.

Per le donne violentate davvero basta sofferenze e basta contrizione e religione e basta controllo sociale sui propri desideri.

Un orgasmo di piacere, per me, per voi, per noi.

#BodyLiberationFront e se volete liberare un pezzo di corpo contro la violenza sulle donne per interrompere questa processione triste di crocifissi e fiaccole normative inviate il vostro messaggio contro la violenza sulle donne e un pezzo di corpo a fikasicula@grrlz.net (in versione Fuck-Zombie)

—>>>QUI altri contributi di immagini e un aggiornamento

E ancora: Contro il moralismo della retorica antiviolenza che ci vuole solo sante e vittime, The Riot Must Go On [Guarda] [Guarda] [Guarda].

My Body My Choice

Posted in AntiAutoritarismi, Corpi, R-esistenze.

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