10.02.10

Ribellarci è un'arma: con Joy ed Hellen!

Post in Fem/Activism & Iniziative at 09:17 :: 點閱次數 (76)


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RIBELLARcI È UN’ARMA
CON JOY E HELLEN

Joy ad agosto si è ribellata al tentativo di stupro di Vittorio Addesso, ispettore capo del Centro d'identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano. Hellen l'ha aiutata. [Leggi la storia]

RibellarCi è un'arma

Joy si è ribellata al C.I.E. insieme ad altri uomini e donne.

RibellarCi è un'arma

Sono state incarcerate, hanno subito un processo. Joy e Hellen hanno urlato la violenza subita da Vittorio Addesso, denunciandolo in aula.

RibellarCi è un'arma

Sono state denunciate per calunnia.
Domani, 12 febbraio, usciranno dal carcere e rischiano di essere rimandate nel C.I.E.
Non permettiamo che ricadano nelle mani dei loro aguzzini.
Non basta più urlare.
Come Joy e Hellen, contro l’oppressione di genere, di razza e di classe, ribelliamoci anche noi.

ROMPIAMO OGNI GABBIA!
LIBERE TUTTE E TUTTI!

giovedì 11 febbraio, ore 16.30
metro Piramide - Roma
volantinaggio di donne, femministe e lesbiche

venerdì 12 febbraio, ore 6.30 di mattina
appuntamento davanti alla stazione Albate Camerlata FS - Como
info 3272029720

venerdì 12 febbraio, dalla mattina
fuori dal carcere di Verziano (Bs) dove ora è detenuta Hellen.
per info: Radio Onda d'Urto - 030.45670
(plausibilmente l'appuntamento sarà dalle 9 di mattina)

CONTRO SESSISMO, RAZZISMO E AUTORITARISMO
DONNE CONTRO I C.I.E.

10.02.10

Le donne e i lavori

Post in Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism at 05:14 :: 點閱次數 (76)

di Stefania Cantatore

Le donne e i lavori, pagati o non pagati, sono la materia dell’art. 1 della Costituzione.

L’unico articolo sul quale davvero, per mantenere un legame se pure tormentato tra donne e costruzione dell’universo politico condiviso, sembra colpevole e autoritaria una cancellazione.

Allo stato delle cose, se una discussione vera c’è nel paese sui temi costituzionali, è questo il punto sul quale esplicitare i sottintesi gesti responsabili quotidiani delle donne, sui quali appunto si fonda la sopravvivenza, non solo la Repubblica. Come sempre nei riguardi della parte femminile, c’è uno spazio in cui riconoscere ed un altro per obbligare e sottovalutare. Infatti, l’articolo 37 della Costituzione recita: “ La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.”.

Le donne lavorano almeno per metà della loro vita senza che il loro agire venga chiamato lavoro, senza che questo rientri nella responsabilità sociale. E non si tratta solo del lavoro di cura materno, ma del complessivo farsi carico del minore impatto possibile dei danni connaturati al sistema. È quel complesso di gesti che nessuno vuol fare perché, essendo “naturalmente delle donne” non sono retribuiti o sede di prestigio. Sono quei gesti che fanno le donne, da sempre e nuovamente, fuori dal lavoro “vero”: quello che è signoria degli uomini, ceduto a malincuore all’altro genere sotto la pressione della “necessità”

Oggi la necessità è anche rappresentata dalla migliore attitudine e qualificazione femminile emergente in tutti i campi.

Negli Atenei come nelle scuole secondarie, per ammissione dei titolari di cattedra, la debordanza dell’eccellenza femminile, potrebbe far prevedere un fenomeno di femminilizzazione della classe dirigente se…

 (Continua)

10.02.10

Riflessione sul Popolo Viola

Post in Pensatoio & Fem/Activism & Scritti critici at 03:17 :: 點閱次數 (201)

http://www.noberlusconiday.org/wp-content/uploads/2009/12/mano-viola.jpg

di Serena Ganzarolli

Premessa: questa è la mia personale esperienza del tempo passato nel movimento “Il Popolo Viola”. Non voglio, pertanto, far passare questo post come un articolo giornalistico, ma solo come e quanto alcuni avvenimenti mi hanno cambiare opinione sul movimento nato il 5/12.

Inizio dalla fine.
Poche settimane fa ho lasciato il “Popolo Viola”, movimento nato sul web con una pagina Facebook dall'evento del 5 dicembre “Una Manifestazione Nazionale Per Chiedere Le Dimissioni di Silvio Berlusconi.”
Illo tempore vi aderii con veramente tanto entusiasmo. Sapevo che c'era stato un problema con il gestore della pagina, l'anonimo San Precario, ma poco me ne importava. Me ne importava ancor meno, nonostante il mio attivismo in campo femminista e comunista, del fatto che il movimento si dichiarasse apartitico.
Il viola, come colore rappresentativo, arrivò più tardi. Il viola è il colore della voglia di cambiamento in Oriente. Inoltre non apparteneva a nessun partito politico esistente in Italia.

La manifestazione del 5, a Roma, fu grandiosa.
La più bella cui ho mai partecipato nel corso della mia – breve – esistenza. Era piena di energia. Non c'era servizio d'ordine, non quello abituale: noi fummo il nostro servizio d'ordine, con le pettorine gialle, fu tutto improvvisato, un cordone di manifestanti che si autorganizzava.
Anche questa cosa mi piacque molto: non ci furono disordini, né momenti di tensione.
I partiti vi aderirono, il corteo non era di certo tutto viola, cosa che infastidì alcuni, ma non me.
Arrivati a piazza San Giovanni, l'Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, ma più che altro IdV, avevano occupato letteralmente la piazza, il viola si confondeva, tra le bandiere bianche e rosse, ma a me, personalmente, andò bene così.
Non mi importava un fico secco, perché si sentiva l'energia delle persone che volevano riscattare il Paese dallo schifo marcio partorito dall'industria di un omuncolo, industria che aveva dato vita, per non stare qui a elencare tutto quello che ha fatto, a certi mezzi di informazione che non fanno nient'altro che denigrare le donne. Giusto per dirne una, perché l'argomento mi sta a cuore.

Prima del 5 avevo anche creato la pagina della manifestazione anti-B. del mio ateneo. Insomma, ero veramente convinta che il movimento potesse essere una possibile alternativa al nano. In fondo, io non ho visto nient'altro che governi di Berlusconi, Prodi e D'Alema a parte. Vi rendete conto?
Io ce l'ho a morte con lui, perché non conosco la libertà di informazione, non conosco la lotta vera, perché lui l'ha spenta. Lui, e tutti quei politici democristiani che ora si sono infognati nel pd, e che stanno, praticamente, attuando il famoso “Piano di Rinascita Democratica” previsto dalla Loggia P2. Ho conosciuto la più grande indifferenza, ho conosciuto la parola “comunista” come peggiorativo.
Ho rivisto mio nonno, dopo anni, e sentendolo parlare ho capito quanto potere hanno i mezzi di comunicazione sui vecchi, che a loro insaputa sono indifesi, se non hanno il modo di informarsi così come ce li ho io.

 (Continua)

09.02.10

Manicomi chiusi? La repressione sociale di identità e individui è ancora lì

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 15:01 :: 點閱次數 (178)

Valerio, a commento del post in cui parlavo della prima parte del film su Basaglia, scrive:

"Dopo aver visto la seconda parte, direi che a me il film su Basaglia non è piaciuto... E' una visione sentimentale, alla "mulino bianco" della follia quella che è stata rappresentata, nel solito linguaggio piatto delle fiction... E il solito culto dell'eroe e della personalità carismatica e da osannare quello che ne risulta...
Certo le tematiche e il racconto non si possono trasformare più di tanto... Ma in questo "siamo tutti più buoni e tolleranti perché nel 1999 è stata definitivamente messa in pratica la legge Basaglia", ci si dimentica dell'orribile campagna anti-psicolabili del post-Tartaglia... I matti non sono innamorati sofferenti e incompresi... I film sulla follia sono "El" di Bunuel, "Images" di Altman, "Santa sangre" di Jodorowsky...
"

Condivido. Alla fine della seconda parte la visione buonista è risultata stomachevole. Tutti assolti, compresi quelli che oggi vogliono rivedere la 180 proprio con le stesse argomentazioni che venivano usate per non metterla in atto e in atto non è stata messa mai anche perchè è stata frutto di mille compromessi e perchè tutto è comunque stato delegato alla psichiatria che di progressi da allora ne ha fatti ben pochi. L'unica cosa che si è evoluta è la quantità di psicofarmaci sul mercato ma per il resto i ricoveri coatti possono essere realizzati tuttora e se ne discute.

Di recente, come più volte qui abbiamo scritto, ne hanno discusso a proposito di anoressia e depressione. Gli psichiatri insistono nel sostenere che le donne non "vogliono curarsi" e il punto è che tante donne probabilmente non hanno nessuna voglia di bombardarsi di psicofarmaci che producono soltanto dipendenza, altre patologie croniche, crisi di panico, gravi stati d'ansia e infine collassi cardiaci.

Il Tso viene usato ancora dalle forze dell'ordine nel caso in cui ritengono un soggetto molesto ed è così che è morto francesco pochi mesi fa, un insegnante ammazzato da un tso, morto di psichiatrizzazione forzata, dentro un carcere. Per non parlare delle persone sedate nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione.

I lager esistono ancora e vogliono soltanto rilegittimarli perchè in fondo fa sempre comodo tornare a classificare alcune categorie umane come inaffidabili. Le donne, per esempio, questo tanto insistere sul numero di depresse, quando invece sono i maschi a commettere un femminicidio al giorno solo in italia e a perseguitare le donne in mille modi. Eppure si parla sempre e solo di donne depresse, per toglierci credibilità e dignità: Per riportarci allo stadio in cui erano le donne dei tempi di basaglia.

Ed è questo aspetto che comunque ho apprezzato nel film. L'ho apprezzato perchè mi ha sorpreso che rai uno evidenziasse con così tanta chiarezza il sessismo di quei tempi.

La donna finita in manicomio perchè la madre aveva l'ossessione per la sessualità che considerava sporca, giacchè lei stessa era stata stuprata e aveva fatto la prostituta per anni nel periodo della guerra. 

C'è l'infermiera che si guadagna il diritto di scegliere e di dire la sua opinione e viene minacciata dal marito il quale vuole far ricorso alla denuncia per abbandono del tetto coniugale. Peccato che il reato non c'era già più e allora il marito, anzi il padre separato fa di tutto per toglierle i figli e alla fine riesce a toglierli perchè questo fanno i mariti che non riescono più a dominare e controllare la vita delle donne che considerano di loro proprietà: le offendono e le uccidono in mille altri modi possibili.

 (Continua)

09.02.10

Il 12 febbraio tutte a Como: ribellarci è giusto!

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa & Iniziative at 08:54 :: 點閱次數 (114)


http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/joy_manifesto.JPG

Da Noi non siamo complici (seguono dei gravi aggiornamenti su Joy che copincolliamo sotto):

Negli ultimi giorni l'attenzione sulla vicenda di Joy ed Hellen sta crescendo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare una sintesi dei fatti che renda chiara – anche a chi non l'ha seguita dall'inizio – la gravità della situazione e l'importanza di non mancare all'appuntamento del 12 febbraio sotto il carcere di Como. 

Ma prima vorremmo fare una breve premessa.

Ciò che sta accadendo a Joy in particolare, così come ciò che è accaduto a Preziosa – la cui storia la trovate nella prima versione del dossier, sotto il mese di luglio 2008 – ci conferma che i Cie sono fra i pilastri fondamentali del meccanismo securitario. Un meccanismo di controllo totalitario che, oltre a calmierare coi Cie la forza-lavoro immigrata per meglio sfruttarla e ricattarla, legittima e moltiplica le violenze e gli abusi– istituzionali e non solo – nei confronti di immigrate ed immigrati dentro e fuori i Cie.

E guai a chi, direttamente coinvolta/o oppure solidale, si permette di interferire con questo meccanismo, mettendone a nudo violenze e connivenze. Si massacra nei Cie chi si ribella alla violenza dei guardiani, così come si massacra nelle piazze chi rompe il cerchio dell'omertà e denuncia politicamente e pubblicamente le sopraffazioni e le violenze che donne e uomini immigrate/i vivono quotidianamente nei lager di Stato e negli ambiti lavorativi.

Per questo ripetiamo, ancora una volta e con sempre maggiore determinazione, che ribellarci è giusto e che è importantissimo essere il 12 mattina sotto il carcere di Como.

Sintesi cronologica

Una sera dei primi d'agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all'aiuto di Hellen,  sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi. 

 (Continua)

09.02.10

Speculazioni e revisionismi. Sciatori incoscienti e fascisti coscienti

Post in Pensatoio & Vedere & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 06:07 :: 點閱次數 (118)

Stare a sentire i tg regionali di rai tre è una gioia perchè in alcune regioni le donne non sono rifatte, e gli uomini hanno la esse che sputa. Sono straordinari ed è uno specchio della società reale. Poi però parlano e allora ti accorgi che sono come noi solo all'apparenza.

In realtà seguono il copione che segue tutta la televisione nazionale in tempo di elezioni e allora giù con l'elenco dell'assalto alle vecchiette e con le cifre sui furti in casa, in villa, persino in baracca, perchè gli uomini della sicurezza ti rassicurano dappertutto, a costo di abbattere le tue quattro pareti di latta.

Al momento la notizia che va molto di moda è quella delle slavine ed è fontamentale che si sappia che il governo sta pensando ad una punizione penale (il carcere) per gli incoscienti, ovvero per chi è causa involontaria di un incidente.

Facciamo che tu arrivi in montagna, dove chi si occupa della stazione sciistica ti dice che è tutto ok anche se ha piovuto, c'è il sole, il buco nell'ozono, il riscaldamento globale e la neve non può certo stare paralizzata per fare contento te e per arricchire i titolari di impresa del turismo. Facciamo che tu chiami il tuo amico o la tua amica a voce alta per dirgli che sei proprio felice di respirare tanta bell'arietta frescolina e "pura". D'improvviso il tuo urlo provoca la slavina e chi ci resta secco non sa con chi prendersela. Con i metereologi? Con i titolari delle stazioni sciistiche? Con il governo che per un po' ha risarcito danni alle imprese per calamità naturali o con chi ha lanciato l'urlo?

La risposta viene da se: chi ha lanciato l'urlo deve essere giudicato responsabile di tutto ed eccoci dunque a ragionare di una legge che punisce l'incoscienza (o dei permessi a punti per essere umani sulla base della etnia) mentre tutti quelli che commettono reati in modo parecchio cosciente stanno discutendo - per se' - di immunità parlamentare.

Per cui, sentite noi, se vi capita di ululare alla luna e provocare una slavina quando siete in montagna inventatevi immediatamente che la neve è notoriamente comunista e fatevi candidare per diventare deputati. Secondo le ultime notizie in italia esiste un partito apposito che fa al caso vostro. Lo chiamano il partito della libertà. Il sottotitolo è: "la libertà di quelli che i giudici vogliono mettere in galera". E non parliamo di stranieri e partigiani.

Un'altra notizia che ci ha alquanto turbato è quella di un ex assessore di Olgiate Comasco che per difendere la figlia da un presunto stalker gli avrebbe sparato. Lui dice di aver mirato alto ma il proiettile avrebbe beccato la macchina dell'individuo.

La notizia è passata in sordina perchè non si tratta di un padre marocchino che prova a spaventare il fidanzato italiano della figlia destinata all'islam. Si tratta solo di un ex assessore di una giunta in odor di lega, per argomenti e modalità, il quale avrebbe dovuto confidare sulla eccezionalità della legge della quale tutta la destra si riempie la bocca. L'antistalking non era dunque il massimo delle soluzioni antipersecuzione e antiviolenza contro le donne che si poteva sperare? Quel che è certo è che c'è una contraddizione nei mondi della giustizia fai da te. Se si tratta di accoppare un immigrato per presunta legittima difesa allora sono tutti a regalare licenze di caccia e porto d'armi. Se invece si tratta di difendersi dagli stalker allora gli uomini stanno tutti un po' sul chi va la', oggi a me domani a te non sai mai a chi può capitare.

 (Continua)

08.02.10

Le lasagne vegetariane e gli esorcismi della Rai

Post in Pensatoio & Vedere at 18:11 :: 點閱次數 (327)

http://www.worst-jobs.com/cartoons/exorcist-devil-witch-demon-ghost-cartoon.jpg

Appena rientrata da una notte rumorosa. Vi segnalo la "rassicurante" lettura della mappa della Milano nera, tra neofascismo, pdl e lega, pubblicata oggi su Liberazione.

Poi volevo dire che il prossimo che mi parla ancora del film sessista e misogino "attrazione fatale" come se fosse il verbo sulle modalità relazionali delle donne gli tolgo il saluto, l'amicizia (non quell@ idiota su facebook) e la possibilità di accedere alle mie lasagne vegetariane (che sono davvero fantastiche).

Se proprio non avete capito che quella modalità invadente, invasiva, molesta, orrenda è tipica degli stalker e se non avete affinità con la ricerca in web potete semplificarvi la vita, in attesa che il canale di ricerca cinese baidu fornisca una versione in lingua italiana o almeno in inglese, facendovi inviare al vostro indirizzo mail da google alert tutte le news che rispondono alla parola "stalking". Potete farvi mandare anche tutto quello che riguarda lo "stupro" o la "violenza sessuale" o la "violenza domestica" o il "femminicidio" o i fatti rispondenti ai termini "marito uccide" o "uomo uccide" e noterete, senza ombra di dubbio, che vi arriveranno giornalmente a pioggia notizie su notizie di decine di episodi di violenza maschile sulle donne che dimostrano che il film "attrazione fatale" è una gran cazzata. E spero di non doverne parlare mai più.

Infine volevo complimentarmi con raiuno per aver trasmesso la prima puntata della eccezionale esperienza di franco basaglia, di cui parla su un articolo del Manifesto la sociologa che lavorò con lui. La prima parte della fiction (la seconda andrà in onda domani sera) è valsa la pena. 

Un racconto serrato sul primo periodo in cui lui sperimentò all'interno di un manicomio i nuovi metodi di cura e maturò l'idea della chiusura dei manicomi che avrebbe portato alla legge 180. Nel film ho visto tantissimi elementi di attualità: c'era la sessualità repressa di una adolescente rinchiusa in manicomio e sottoposta a torture incredibili perchè si baciava con un ragazzo, c'era la lesbica rinchiusa per le sue tendenze sessuali, c'erano le vittime del fascismo rinchiuse per aver subito il trauma della perdita dei parenti sterminati dai nazisti, c'erano persone il cui disagio era innanzitutto di tipo sociale e che venivano rinchiuse per eludere una domanda e per realizzare una sorta di eugenetica in vita tra chi ce la fa e chi invece no secondo i ritmi di una società diretta secondo criteri di monopolio volti ad ottenere esclusivamente il profitto.

Si racconta di quello che erano i manicomi prima che arrivasse basaglia: lager in cui le persone venivano private della propria storia, delle proprie cose, proprio come oggi accade ancora nelle carceri, nei reparti psichiatrici dentro le carceri e nei centri di identificazione ed espulsione per stranieri. Lager in cui le donne venivano stuprate dagli infermieri e che venivano fatte abortire costringendole al silenzio. Lager senza umanità in cui la negazione della vita era frutto di una concezione "preventiva" dell'eliminazione delle possibili fonti di pericolo sociale.

Basaglia - nel film - fa un esempio e dice che quasi ogni giorno un marito "geloso" ammazza la propria moglie e secondo il criterio usato per i manicomi bisognerebbe rinchiudere preventivamente tutti i mariti gelosi. Così: solo uno tra tanti che soffrono di patologie gravi è veramente pericoloso per gli altri e il punto è che i rastrellamenti per categorie generiche e generalizzate, così come piace tanto a chi ama le istituzioni totali, siano essi gay, lesbiche, trans, persone depresse, vivaci, stranieri, donne, uomini, disoccupati, persone che non amano la catena di montaggio e le "norme" produttive del capitalismo, per "prevenire" presunti problemi sociali, in realtà sono solo strumenti repressivi di normalizzazione ed imposizione di un unico modello sociale.

 (Continua)

08.02.10

L'italia è una res pub(bl)ica basata sul patriarcato

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism & Anticlero/Antifa & Misoginie at 05:22 :: 點閱次數 (386)


http://z.about.com/d/atheism/1/0/_/8/3/Smash-Patriarchy-361x501.jpg

Mentre il corriere insiste nel definire le donne in quanto inaffidabili depresse (guardate stasera e domani la fiction su rai uno sulla vita di basaglia e vedrete i motivi per cui le donne venivano rinchiuse nei manicomi), contraddicendo i tanti articoli in cui nomina gli uomini che uccidono donne e bambini giustificandoli proprio perchè malati, depressi e parecchio squilibrati; mentre lo stesso Corriere ci illumina d'immenso continuando la sua campagna misogina contro le donne, lavoratrici, madri, italiane, straniere, ecco che stamane il premio per il peggior articolo della categoria misogina va a Il Giornale.

L'articolo di oggi, tanto per cambiare, esalta la figura del padre e trasforma centinaia di migliaia di commenti sessisti e senza senso sparsi per la rete in un editoriale a firma della "redazione" in cui è ben chiaro il tipo di recinto che costoro vogliono realizzare attorno alle donne.

 (Continua)

08.02.10

L'ex occupava casa della moglie. Lei l'ha demolita

Post in Precarietà & Omicidi sociali & Fem/Activism & Misoginie at 03:51 :: 點閱次數 (260)

http://www.europa-movimento-terra.it/img_vi/5/1/63823.jpg

Se sei una donna, hai una casa o hai contribuito ampiamente a costruirla, con una somma o un anticipo versato dai tuoi genitori o un mutuo che ancora stai pagando tu;

Se hai un figlio e ti sei sposata in comunione dei beni;

Se ti stai separando e ti trovi ad avere a che fare con la nuova legge sull'affido condiviso voluta dalla destra, dalla lega, dal pdl (ministero prestigiacomo, pari opportunità dei maschi, 2006);

Se concorrono questi tre elementi devi sapere che:

- tuo figlio diverrà oggetto di scambio e tu non potrai controbattere all'affido condiviso neanche se il tuo ex marito è una persona violenta e molesta; tuo figlio potrà finire in un istituto o in una casa famiglia perchè il tuo ex, se anche non dovesse ottenere l'affido, impedirà che lo ottenga tu;

- tuo figlio diverrà il perno su cui si gioca affidamento e assegnazione della casa (la casa viene assegnata a chi ottiene l'affidamento del figlio). La casa viene assegnata indipendentemente dal fatto che tu sia la proprietaria. Ciò accade perchè su questo la nuova legge basa la sua filosofia fondante: fregarti i tuoi beni e tuo figlio;

- il tuo ex marito non avrà l'obbligo di versarti alcun contributo per la crescita di tuo figlio ma potrà vederlo quando e come gli pare e potrà denunciarti mille volte se tu, per qualunque ragione (se lui è un violento, se non rispetta gli orari, se non rispetta le giuste e corrette regole della giornata del bambino) non glielo permetterai; perciò tu non potrai mai e poi mai trasferirti per ragioni di lavoro o altro; rimarrai così schiava del tuo ex a vita;

- il tuo ex marito può evitare di rispondere ad una accusa di violenza grazie alla PAS, falsa sindrome da alienazione genitoriale che sostiene che qualunque sia l'accusa che tu muovi nei confronti del tuo ex marito devi evitare di farla perchè altrimenti "escludi" il padre dalla vita di tuo figlio: ne consegue che dovrai farti stuprare, picchiare, molestare, perseguitare e che dovrai assistere impotente alle molestie che il tuo ex marito farà a tuo figlio perchè a priori, secondo la legge e secondo l'altra proposta che la lega (lussana) sta avanzando, tu sarai ritenuta sempre e solo una matta e una bugiarda.

Giacchè queste sono le premesse e gli ex mariti usano i figli per accaparrarsi perfino le proprietà delle ex mogli; giacchè gli ex mariti dichiarano di essere "svenati" dalle ex mogli che mirerebbero all'inesistente contributo che gli ex mariti spesso NON danno in favore dei figli; giacchè, come nelle migliori tradizioni dei momenti di crisi economica avvenuti nel mondo, quando interviene l'alibi della crisi i nemici sono sempre gli altri, ovvero gli stranieri e le donne e che contro di essi si perpetra una guerra che mira a sottrarre tutte le risorse a stranieri e donne, esattamente come fu fatto agli ebrei nel periodo del nazifascismo; giacchè le donne attualmente non hanno altra arma di difesa se non l'autodifesa noi comprendiamo, sebbene non condividiamo in alcun modo, il gesto estremo della donna che non avendo altra scelta per sgomberare l'ex marito da casa sua (di lei) ha deciso di demolirla con una ruspa. Ovviamente ci complimentiamo ancora con Il Corriere per la campagna misogina che continua a fare contro le donne... 

 (Continua)

07.02.10

Il cosmonauta e Le ricamatrici

Post in Vedere at 09:43 :: 點閱次數 (218)

Alla fine di una lunga giornata piena di iniziative antifasciste in tante città d'italia (a firenze tutta la toscana antifascista in presidio, a napoli l'assemblea antifascista nazionale), contrassegnata da notizie di altre aggressioni fasciste, dopo quelle di napoli, ancora a roma stanotte, meritiamo di sapere che alternative possiamo avere ai programmi infami che passano per la tv.

Vi suggeriamo due film: Il Cosmonauta e Le Ricamatrici.

Il Cosmonauta è una meraviglia di film di Susanna Nicchiarelli in cui si racconta di una donna che prova ad essere comunista tra tanti maschilisti di partito. 

Una donna non sottomessa che eredita dal padre l'amore per gli ideali e la voglia di lottare per il futuro. Una donna che si scontra con tutti gli stereotipi sessisti di quell'epoca e con quelli che resistono tutt'ora: la religione imposta, i pregiudizi sulla disabilità del fratello, la burocrazia interna al partito che ti fa acquisire una posizione visibile solo se la dai al segretario di sezione, e poi i pregiudizi, la divisione tra sante e puttane nella sede comunista, tra quei compagni che fingono di fare la differenza e che quella differenza invece non la fanno proprio in quelle cose che potrebbero determinare una vera, grande, rivoluzione culturale.

La protagonista del film combatte e alla fine vince, contro una madre calata nel ruolo della donna dipendente dalle convenzioni sociali, contro un patrigno maschilista e fascista, contro i "compagni" di sezione che la bollano come puttana perchè lei è una che vive una vita sessuale senza fronzoli, contro le altre donne del partito che con parole diverse le intimano comunque codici da seguire e regole da rispettare: neanche le donne di partito possono fare sesso liberamente a meno di sposarsi.

Chiesa diversa ma stessa radice dogmatica e patriarcale.

 (Continua)

07.02.10

Canada: padri separati, misoginia e apologia del femminicidio

Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Fem/Activism & Misoginie at 06:05 :: 點閱次數 (186)

http://www.dangerousdreamalani.com/blog/050109_2230_Ledonnehann1.jpg

Mentre siamo intente nella traduzione del fascino fascista della Sontag (che condivideremo appena finita) e meditiamo di scrivere un "fascino sessista e maschilista", ci comunicano che i misogini canadesi (simili a quelli americani), parenti dei misogini italiani di cui parliamo spesso, hanno subito un duro colpo e si appellano alla libertà della rete per continuare a fare circolare la loro istigazione al femminicidio.

Un blogger maschilista ha esaltato la figura di un fanatico che ha ucciso 14 donne spinto da motivazioni profondamente antifemministe. Il blogger è stato arrestato e tutto si svolge in un contesto assai simile a quello italiano.

Morciano, su giornalettismo scrive:

"Non tira una buona aria, in Canada, per le femministe, le donne in generale e chiunque abbia a cuore i loro diritti. Gruppi di “attivisti per i diritti degli uomini” fanno sentire sempre di più la loro voce: anche in Parlamento, dove è arrivata una proposta di legge che affiderebbe automaticamente un figlio a entrambi i genitori in caso di divorzio, indipendentemente dalla storia pregressa. Secondo Antonia Zerbisias del Toronto Star, gli attivisti appoggiano questa legge, dando la colpa alle “femi-nazis” per le sentenze che danno l’affido alla madre. La paura è che questa legge consenta agli ex-mariti di “continuare a esercitare il controllo sulle ex-mogli e sui bambini”. "

Vi ricorda vagamente qualcosa?

In italia una legge che consente agli ex mariti di controllare le ex mogli, di perseguitarle in nome dell'affido condiviso a prescindere dalla storia pregressa e dalle imputazioni di violenza, stalking, pedofilia, percosse a carico dell'ex marito è già passata nel 2006 grazie alla prestigiacomo & company.

Attualmente la stessa truppa di maschi che usano i bambini e l'affido condiviso, come dice l'avv. Elena Coccia dei giuristi democratici "come una clava contro le donne", ne sostengono un'altra addirittura peggiorativa della precedente della quale abbiamo parlato qui.

Il fanatismo di chi divulga idee a questo proposito noi lo abbiamo sempre denunciato giacchè abbiamo compreso il legame tra causa ed effetto a partire dall'osservazione del web per scovare pagine profondamente sessiste e misogine.

Ma basta che voi facciate ora un giro su google (o su facebook) cercando il termine offensivo e improprio "nazifemminismo", che i tizi non riferiscono alle kapo' o alle donne in stile santanchè ma a quelle come noi, antifasciste per dna e antisessiste a tal punto da disturbare questi antifemministi che cercano di marchiarci a fuoco targando in negativo anche le parole che ci caratterizzano [1] [2] (quello che fanno è demonizzare le donne per dominarle, sottometterle). Basta dunque che facciate un giro per vedere chi usa quel termine e troverete siti e spazi web che in un modo o nell'altro sono interessati alla questione dei "padri separati".

Potete verificare voi stess* qui, qui, qui, qui, qui. Tutti gruppi in cui si criminalizza il femminismo che non piace a loro, addirittura veicolano dati falsi dicendo che le femministe sarebbero dietro un complotto gigantesco che manipola dati istat e cronache giornalistiche quando si enumerano gli atti di violenza contro le donne. Su facebook ultimamente hanno anche preso l'abitudine di creare gruppi fake che sembrano parlare di femminismo, addirittura rubano simboli caratterizzati e slogan (meraviglia! :D - mentono scrivendo di essere per l'aborto, contro il sessismo e il fascismo e contro la violenza sulle donne) poi veicolano tutt'altro. Ci sono quelli che creano gruppi fake contro la violenza sulle donne e poi veicolano altro. In basso a destra, tra le pagine preferite di chi crea questi gruppi, vedrete che la questione dei "padri separati" è pregnante per ciascun@ di loro. I gruppi maschilisti che si occupano di "padri separati" poi non si contano più, gli spazi in rete sono infiniti e tutti appassionatamente investono energie per istigare odio contro le donne e far crescere misoginia e sessismo in rete.

 (Continua)