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Feminist Blog Camp (2°): si ricomincia con l’organizzazione!

Il Feminist Blog Camp dello scorso anno è andato benone. Bellissimo, partecipato, ha messo in rete tante realtà e tante persone che gestiscono blog si sono incontrate, molte per la prima volta, per scambiarsi preziose informazioni e per condividere saperi. Grazie alle fantastiche ragazze del Laboratorio Sguardi Sui Generis di Torino e all’Askatasuna che ci ha accolto meravigliosamente e per tre giorni ci ha coccolati/e grazie alle tante persone che hanno partecipato attivamente per curare ogni cosa sin nei minimi dettagli. Dallo scorso Fem Blog Camp la decisione unanime di fare rete sul tema della difesa dei consultori, dell’autodeterminazione, del diritto di scelta.

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#61 – La fragilità dell’assassino

Ovvero, della rappresentazione dei media rispetto al fenomeno della violenza sulle donne.

L’assassino è un uomo fragile. E’ “geloso”. In preda ai suoi istinti. Ha una sessualità proprietaria, una modalità di relazione dipendente. Non può fare a meno dell’altra. Non può vivere senza di lei. E di tutte queste cose sono infarcite le canzoni, le poesie, eleggendo un metodo d’essere amanti che è fatto di possesso, di sentimenti talvolta morbosi, di chi è incline a restituire nobiltà a modalità ossessive.

“Io la voglio, la amo troppo”. E lei di questo dovrebbe essere felice. “Perché se non c’è la gelosia vorrebbe dire che non mi ama…” e nei talk show, quelli in cui parlando di relazioni e corna, si dice ridacchiando che “un po’ di gelosia ci sta sempre bene… è il sale del rapporto”.

Di questa cultura è fatta l’Italia, che scorre giù giù fino alla mia terra, luogo che si dice in ritardo rispetto al resto della nazione ma chissà come poi nessuno spiega come mai è proprio da qui che partì la spinta di quella Franca Viola che mise fine al matrimonio riparatore ed è ancora dal sud che partì la rivolta contro il delitto d’onore perché di onore nell’ammazzare mogli, fidanzate e figli non ce n’è nessuno.

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Sopravvissuta all’inquisizione ma per la prefettura è ancora una strega!

In Sardegna, precisamente presso il Comune di Siligo, vorrebbero intitolare una via a nome di “Julia Carta, majalza”, una donna processata due volte dall’inquisizione cattolica, sopravvissuta al rogo e che la prefettura però non riconosce come “esempio positivo” perché sostanzialmente vittima della chiesa cattolica. Non avrebbe “valore morale” stabilisce la prefettura, mentre i vari mussolini, sante varie canonizzate dalla chiesa eccetera ai e alle quali si pretende di intitolare le strade un valore morale ce l’avrebbero.

Ecco, questo è l’esempio di come si preferisce cancellare la storia quando la storia non fa comodo. In basso l’articolo sulla faccenda, per una volta riportato per intero, perché sembra una barzelletta e invece tutto ciò è un affare molto serio. Buona lettura!

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Da la nuovasardegna:

«Era una strega», negata l’intitolazione di una via a Julia Carta
La prefettura di Sassari ha risposto no alla richiesta del Comune di Siligo di intestare una strada del paese a una “majalza” vissuta a Siligo tra il 1596 e il 1606, processata due volte dall’Inquisizione per stregoneria, ma scampata al rogo

SILIGO. “Via Julia Carta. Strega”. Si può immaginare una targa così? Certo, niente a che vedere con il Vicolo d’oro di Praga, la via degli alchimisti, che cercavano di tramutare il ferro in oro per l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. Ma dalle nostre parti una via in memoria di una strega non è cosa da poco. Negli ultimi mesi, per due volte, il comune di Siligo ha fatto richiesta alla Prefettura di Sassari di intitolare la strada a Julia Carta, “majalza” vissuta tra 500 e 600. La risposta, dietro il parere “vincolante” della Deputazione di storia patria, l’istituto che si occupa di queste materie, è stata negativa.

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Oggi è il giorno in cui si può dire che l’omofobia è merda!

Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia… Oggi è la giornata in cui si ricorda che in Italia gay, lesbiche, trans sono considerat* ancora malat*, senza diritti. Il diritto di amare, di immaginare, di progettare, di vivere, di parlare, di essere chi si ha voglia di essere. Oggi è la giornata in cui ricordiamo che in Italia esistono politici che sono liberi di pronunciare frasi omofobe, fascisti che sono liberi di accoltellare una persona per il suo orientamento sessuale, uomini, donne, ragazzi, ragazze, che sono liber* di fare male a qualcun@ perchè gay, lesbica, trans.

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Csoa Cartella incendiato: in Italia, oggi, i fasci si chiamano ignoti!

Il Csoa Cartella di Reggio Calabria è stato incendiato. Pare siano stati i fasci, delinquenti, affaristi, boh, però li dobbiamo chiamare “ignoti”. Quando i fascisti gli ignoti fanno porcate sono sempre non noti, singole individulità impazzite o per necessità bisogna fare quadrato e dire che quella tale associazione di estrema destra “respinge la violenza”. Collaborati da politici e amministrazioni locali. Coccolati dalla stampa. Muniti di grandi avvocati che se gli dici chiaro e tondo che sono merda poi ti querelano e ti inculano a sangue. Oltre il danno la beffa.

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Se è inopportuno dire che sul Femminicidio si fa disinformazione

Pubblico qui un intervento inserito nella pagina facebook a nostro sostegno. Da questa nota è scaturita poi una discussione di cui vale la pena raccontare. Alla fine della nota troverete la sintesi dei commenti.
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Continuano a dire che si tratta di 55 donne. Si tratta di pura disinformazione ed è preoccupante che nessun quotidiano, nessun giornalista, nessuno, littizzetto inclusa, si sia preoccupat@ di verificare la fonte. Le vittime di femminicidio secondo Bollettino di Guerra (http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/) sono attualmente #60 dall’inizio del 2012, e la cifra comprende donne, uomini, bambini. Lo abbiamo sempre scritto e detto anche quando abbiamo parlato di #54 vittime ma il dato è stato ignorato. Volutamente? Per quale ragione? Non è preoccupante che non esista un Osservatorio Nazionale e che tutta questa gente si affidi ad un dato distorto tra l’altro proveniente da un blog militante (che per inciso è nostra fatica, ma è solo una rassegna stampa ehm…)?

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Napoli, 26 maggio: Donne e Media

A Napoli, il 26 maggio, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in Via Monte di Dio 14, a partire dalle 10.30, si terrà un incontro a cura dell’Associazione Pulitzer a tema Donne e Media [Pagina Evento Facebook e Pagina Fb Donne e Media]. All’incontro parteciperà anche una di noi.
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Firenze, 25 maggio, convegno: Media, rappresentazione delle donne e banalizzazione della violenza!

A Firenze, in occasione della manifestazione “Terra Futura” che si tiene alla Fortezza da Basso dal 25 al 27 maggio, il venerdì 25 dalle ore 17.30 alle 19.15 presso lo Stand Regione Toscana si svolgerà il

convegno MEDIA: RAPPRESENTAZIONE DELLE DONNE E BANALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA

A cura di assessorato al Welfare e politiche di genere Regione Toscana
Intervengono

- SALVATORE ALLOCCA, assessore Welfare e Politiche per la casa Regione Toscana

- ENZA PANEBIANCO, blogger

- BARBARA SPINELLI, Giuristi Democratici (Siti: Femminicidio, Cedaw)

Leggi anche, a proposito di comunicazione sulla violenza sulle donne:

OccupyMedia: per una diversa comunicazione sulla violenza sulle donne [vedi video]

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Newsletter studenti.it: cerchi lavoro? Segui un corso per diventare prostituta

Da Senza Soste, scritto da Leila Chinapoli, un pezzo che parla di “opportunità” professionali. Non so cosa ne pensiate voi ma io opto per la legalizzazione delle sex workers e in un mondo futuro, bhé si, potrebbero esserci anche dei corsi per insegnare alle donne come svolgere questa professione a partire dalle consapevolezze maturate dalle più esperte, esperte non solo nel mestiere ma anche nella capacità di evitare clienti molesti e violenti, di rivendicare i propri diritti, di difendersi in quella giungla che è il mercato del sesso, di ritagliarsi una nicchia di mercato di un certo tipo piuttosto che di un altro, di adoperare ogni precauzione per prevenire il contagio di malattie sessualmente trasmissibili, modi/segreti/trucchi per vivere, sopravvivere, restare in salute, luoghi di riferimento ai quali rivolgersi (perché ne hanno bisogno anche loro) e via così.

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Milano: Appello verso il corteo anticlericale del 2 giugno!

Riceviamo e volentieri condividiamo:

APPELLO VERSO IL CORTEO ANTICLERICALE DEL 2 GIUGNO

A fine maggio a Milano e nel Parco Nord di Bresso si svolgerà il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, manifestazione organizzata dall’ Arcidiocesi di Milano e dal Pontificio Consiglio della Famiglia in collaborazione con la regione Lombardia, che vedrà anche la partecipazione nei giorni del 2 e del 3 giugno di Joseph Ratzinger.  Un incontro che raccoglierà esponenti di tutto il mondo del potere ecclesiastico, delle lobby di Comunione e Liberazione e delle altre realtà bigotte e reazionarie. Pensiamo che sia necessario e doveroso non rimanere in silenzio di fronte a tutto questo.

Siamo cittadini/e di Milano e provincia, studenti e studentesse liceali e universitar*, siamo gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e trans gender, siamo laici e anticlericali, siamo donne, femministe, siamo lavoratori e lavoratrici, precar*, disoccupat*, siamo antifascist*, antisessist* e antirazzist*, siamo migranti, siamo single, coppie non sposate, sex workers, siamo antimilitarist* e siamo contrari al potere del Vaticano, delle lobby cattoliche e di CL.

  • Denunciamo l’operato della Regione Lombardia nel finanziare questo evento  e i suoi favoritismi verso  ambienti  e personaggi del fondamentalismo cattolico. Contestiamo il potere sociale ed economico che CL e la Compagnia delle Opere detengono in Lombardia e in tutto il Paese, all’interno della sanità pubblica, delle scuole pubbliche, delle università statali e delle istituzioni.
    Ci dissociamo dal plauso che il sindaco di Milano ha espresso per la visita del Pastore tedesco a Milano, visita che costerà al Comune denaro e risorse (4 milioni di euro che potrebbero invece essere destinati a coprire sempre più emergenti bisogni sociali) ed ai/alle singoli/e cittadini/e l’ inaccessibilità di determinate zone, l’ inibizione della libertà di movimento per chi sarà obbligato/a a tenere le tapparelle chiuse durante il passaggio del corteo; come se non bastasse i vigili urbani saranno costretti a fare straordinari, nonostante il sindacato di riferimento abbia espresso la propria contrarietà.
  • Denunciamo Banca Intesa San Paolo, sponsor ufficiale scelto dagli organizzatori del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, banca italiana che detiene il primato nel finanziamento bellico e in quello relativo alla linea ad alta velocità Torino–Lione; è inoltre l’ istituto bancario che ogni anno sponsorizza il Meeting estivo di Comunione e Liberazione, a dimostrazione dell’ipocrisia dell’operato del  potere ecclesiastico e delle lobby cattoliche di fronte all’unico interesse del profitto.

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Buongiorno: sono una donna e di mestiere faccio la martire!

Con rabbia, con amore. La linea del martirio non ci aiuta. Sta diventando una abitudine. Anche nel “mondo” femminista. Da un po’ di tempo (forse più) per le donne, come fosse una cosa perpetuata e introiettata da una cultura vittimista, si impone il metodo del farsi martiri per sfuggire alle critiche. Perché il martirio, per cultura religiosa, serve a guadagnare e gestire “potere, perché è un metodo di dominio e dominare significa escludere e c’è gente che se non ti può usare o se si sente delegittimata da te allora ti vuole distruggere. Ma questa è un’altra storia.

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Il riposizionamento aziendale e il peccato originale

Segnalata da Monica (grazie!). Arriva da qui, dove si trova scritto:

Quali settori subiranno maggiormente la crisi nei prossimi 5 anni? Come una PMI può e deve diversificare il proprio core business? Cosa servirà fare per non finire tra il 30% delle aziende che verranno eliminate dal mercato? Dove e come esportare i propri prodotti o servizi? Come si evolverà l’e-commerce? Cosa significa puntare sull’on-line? Come essere efficaci commercialmente oggi? 
Tutto questo (e molto di più) nel prossimo incontro Winner Group Emilia Romagna del 29 Maggio.

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Snoq Città: la 194 non si tocca!

Pubblichiamo il comunicato dei comitati territoriali Snoq realizzato e diffuso a partire del gruppo fb Snoq Città in merito alla manifestazione romana del movimento per la vita del 13 maggio 2012.

Condividiamo quanto espresso dai comitati territoriali che sono intervenuti colmando il silenzio imbarazzante del comitato promotore, completamente non pervenuto in questo frangente.

Nel documento vengono infatti avanzate richieste di concretezza a chi dice di essere dalla parte delle donne: non possiamo più tollerare di essere chiamate impunentemente assassine; chi è dalla parte delle donne si schieri in difesa della 194 e lo faccia con azioni incisive, con proposte e percorsi di lotta.

Dopo la squallida marcia di ieri, dove fascisti e fanatici religiosi hanno trovato sponda e agibilità all’interno di una manifestazione all’insegna della trasversalità politica, le donne dei comitati territoriali di Snoq prendono finalmente voce dal basso, autonomamente, per dire che sulla autodeterminazione e la salute delle donne non si devono giocare compromessi.

La trasversalità con chi vuole toglierti diritti e libertà conquistate con fatica è inaccettabile.

Ecco ad una cosa ci è servita la Marcia prolife, a ricordare (per chi se lo fosse dimenticato) che il femminismo e le lotte per i diritti delle donne oggi non possono permettersi di scendere a patti con chi non si vergogna ad affiancarsi a chi le donne le odia, e che essere femministe è anche essere antifasciste.

Il resto è fuffa (o silenzio).

Buona lettura! Continued…

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