Il Feminist Blog Camp dello scorso anno è andato benone. Bellissimo, partecipato, ha messo in rete tante realtà e tante persone che gestiscono blog si sono incontrate, molte per la prima volta, per scambiarsi preziose informazioni e per condividere saperi. Grazie alle fantastiche ragazze del Laboratorio Sguardi Sui Generis di Torino e all’Askatasuna che ci ha accolto meravigliosamente e per tre giorni ci ha coccolati/e grazie alle tante persone che hanno partecipato attivamente per curare ogni cosa sin nei minimi dettagli. Dallo scorso Fem Blog Camp la decisione unanime di fare rete sul tema della difesa dei consultori, dell’autodeterminazione, del diritto di scelta.
Nella lista di Femminismo a Sud, una compagna da Budapest ci segnala questa splendida iniziativa:
Care compagne,
vi scrivo da Budapest dove si terrà la 8° Conferenza Femminista presso la Central European University. Come Radical Queer Affinity Collective, insieme ad altre organizzazioni, femministe lesbiche e queer abbiamo organizzato un’alternativa all’accademia, che tanto si sforza di teorizzarci come soggetività ma difficilmente si esprime politicamente sui territori. Abbiamo pensato che, in ogni caso, una conferenza di tale portata potesse essere l’occasione per creare rete tra le realtà ungheresi e quelle transnazionali. Viviamo tempi duri qui, come potete leggere dall’invito al forum. Perciò dal forum passeremo a una manifestazione (per la quale stiamo aspettando i permessi) e a un Party finale, perché, diciamolo, ce lo meritiamo!
Dear feminist and LGBTQI Activists!
RQAC invite you to three events which are going to take place between May 18th and 20th, during the 8th Feminist Conference in Budapest… Continued…
Sabato 19 a Napoli si terrà una diretta radio da L.O. Ska in cui si analizzeranno le conseguenze delle politiche di austerità che in nome della “crisi” stanno limitando ogni aspetto della nostra vita. Durante la diretta a cura di Radiodimassa ci saranno numerosi collegamenti con Francoforte dove si stanno svolgendo diverse manifestazioni europee contro la BCE e la crisi internazionale prodotta dalla finanza e dalle banche. E’ notizia di oggi che nel corso di quest’ultime centinaia di attivisti siano stati arrestati senza accuse specifiche, ma sembra per il semplice fatto di essere in piazza a manifestare, mentre altri hanno avuto restrizioni che gli impongono di non circolare per la città nei prossimi giorni. Tra gli arrestati si contano anche 10 attivisti e attiviste napoletani. Per questo motivo domani 18 maggio a Napoli ci sarà un “Presidio per la libertà degli attivisti arrestati a Francoforte e per il diritto al dissenso in Europa” fuori il Consolato tedesco, in Via Crispi 69. A tutt@ gli arrestat@ va ovviamente la nostra solidarietà.
Eccovi intanto il programma della diretta radio di sabato:
Dal 17 al 19 maggio si svolgerà a Francoforte una manifestazione internazionale contro lo strapotere dei mercati finanziari, contro le banche e il sistema capitalistico.
Napoli.
L’altro giorno sono passata accanto a un negozio di porte e infissi, attaccata a una grande vetrina c’era una pubblicità, molto evidente, che avevo già visto, questa:
Ero certa non solo di averla già vista, ma che fosse stata anche sottoposta allo IAP, e che
questo l’avesse giudicata sessista. Infatti, quando ho inserito il “claim” nel motore di ricerca + la parola “iap“, immeditamente mi è uscita la nota, questa qui, che dice:
Ingiunzione
n. 25/2012 del 23/3/2012
Nei confronti di
Centro Porte Italia srl
Prodotto
infissi e serramenti
Mezzo
affissioni
Articoli violati
10
Il Presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario “Rotondità attraenti e moderne”, rilevato su affissioni diffuse nella città di Napoli nel mese di marzo 2012, ritiene lo stesso manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.Per promuovere l’attività di un’azienda produttrice di infissi e serramenti, la comunicazione pubblicitaria mostra il profilo di una donna a quattro zampe davanti ad una vetrata, intenta a scrivere su un computer posto a terra, mentre il claim recita “Rotondità attraenti e moderne”.L’organo di controllo rileva come il messaggio sia offensivo della dignità della donna. L’utilizzo dell’immagine della donna ha infatti l’unico intento di colpire l’attenzione del pubblico e dare senso all’headline, con una commistione di piani donna/prodotto che non è accettabile. Tutto ciò in spregio a quanto espressamente previsto dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
La carica svilente del messaggio è sottolineata dal claim, che instaura una sovrapposizione tra la donna e il prodotto pubblicizzato, che amplifica i profili di contrasto con il Codice. Nessun altro elemento, infatti, giustifica la scelta creativa di accostare le rotondità del corpo femminile e le caratteristiche di infissi e serramenti in questione, come spiega lo slogan.
Quindi lo IAP è intervenuto a marzo per il Centro Porte Italia srl, solo che adesso il negozio ha un altro nome, Gruppo Navarra, qui:
Il fatto che prima quel negozio si chiamasse Centro Porte Italia ce lo testimonia Google map:
Come mai la pubblicità che l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria aveva bocciato è ancora lì?
Ovvero, della rappresentazione dei media rispetto al fenomeno della violenza sulle donne.
L’assassino è un uomo fragile. E’ “geloso”. In preda ai suoi istinti. Ha una sessualità proprietaria, una modalità di relazione dipendente. Non può fare a meno dell’altra. Non può vivere senza di lei. E di tutte queste cose sono infarcite le canzoni, le poesie, eleggendo un metodo d’essere amanti che è fatto di possesso, di sentimenti talvolta morbosi, di chi è incline a restituire nobiltà a modalità ossessive.
“Io la voglio, la amo troppo”. E lei di questo dovrebbe essere felice. “Perché se non c’è la gelosia vorrebbe dire che non mi ama…” e nei talk show, quelli in cui parlando di relazioni e corna, si dice ridacchiando che “un po’ di gelosia ci sta sempre bene… è il sale del rapporto”.
Di questa cultura è fatta l’Italia, che scorre giù giù fino alla mia terra, luogo che si dice in ritardo rispetto al resto della nazione ma chissà come poi nessuno spiega come mai è proprio da qui che partì la spinta di quella Franca Viola che mise fine al matrimonio riparatore ed è ancora dal sud che partì la rivolta contro il delitto d’onore perché di onore nell’ammazzare mogli, fidanzate e figli non ce n’è nessuno.
In Sardegna, precisamente presso il Comune di Siligo, vorrebbero intitolare una via a nome di “Julia Carta, majalza”, una donna processata due volte dall’inquisizione cattolica, sopravvissuta al rogo e che la prefettura però non riconosce come “esempio positivo” perché sostanzialmente vittima della chiesa cattolica. Non avrebbe “valore morale” stabilisce la prefettura, mentre i vari mussolini, sante varie canonizzate dalla chiesa eccetera ai e alle quali si pretende di intitolare le strade un valore morale ce l’avrebbero.
Ecco, questo è l’esempio di come si preferisce cancellare la storia quando la storia non fa comodo. In basso l’articolo sulla faccenda, per una volta riportato per intero, perché sembra una barzelletta e invece tutto ciò è un affare molto serio. Buona lettura!
«Era una strega», negata l’intitolazione di una via a Julia Carta
La prefettura di Sassari ha risposto no alla richiesta del Comune di Siligo di intestare una strada del paese a una “majalza” vissuta a Siligo tra il 1596 e il 1606, processata due volte dall’Inquisizione per stregoneria, ma scampata al rogo
SILIGO. “Via Julia Carta. Strega”. Si può immaginare una targa così? Certo, niente a che vedere con il Vicolo d’oro di Praga, la via degli alchimisti, che cercavano di tramutare il ferro in oro per l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. Ma dalle nostre parti una via in memoria di una strega non è cosa da poco. Negli ultimi mesi, per due volte, il comune di Siligo ha fatto richiesta alla Prefettura di Sassari di intitolare la strada a Julia Carta, “majalza” vissuta tra 500 e 600. La risposta, dietro il parere “vincolante” della Deputazione di storia patria, l’istituto che si occupa di queste materie, è stata negativa.
Oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia… Oggi è la giornata in cui si ricorda che in Italia gay, lesbiche, trans sono considerat* ancora malat*, senza diritti. Il diritto di amare, di immaginare, di progettare, di vivere, di parlare, di essere chi si ha voglia di essere. Oggi è la giornata in cui ricordiamo che in Italia esistono politici che sono liberi di pronunciare frasi omofobe, fascisti che sono liberi di accoltellare una persona per il suo orientamento sessuale, uomini, donne, ragazzi, ragazze, che sono liber* di fare male a qualcun@ perchè gay, lesbica, trans.
Il Csoa Cartella di Reggio Calabria è stato incendiato. Pare siano stati i fasci, delinquenti, affaristi, boh, però li dobbiamo chiamare “ignoti”. Quando i fascisti gli ignoti fanno porcate sono sempre non noti, singole individulità impazzite o per necessità bisogna fare quadrato e dire che quella tale associazione di estrema destra “respinge la violenza”. Collaborati da politici e amministrazioni locali. Coccolati dalla stampa. Muniti di grandi avvocati che se gli dici chiaro e tondo che sono merda poi ti querelano e ti inculano a sangue. Oltre il danno la beffa.
Pubblico qui un intervento inserito nella pagina facebook a nostro sostegno. Da questa nota è scaturita poi una discussione di cui vale la pena raccontare. Alla fine della nota troverete la sintesi dei commenti.
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Continuano a dire che si tratta di 55 donne. Si tratta di pura disinformazione ed è preoccupante che nessun quotidiano, nessun giornalista, nessuno, littizzetto inclusa, si sia preoccupat@ di verificare la fonte. Le vittime di femminicidio secondo Bollettino di Guerra (http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/) sono attualmente #60 dall’inizio del 2012, e la cifra comprende donne, uomini, bambini. Lo abbiamo sempre scritto e detto anche quando abbiamo parlato di #54 vittime ma il dato è stato ignorato. Volutamente? Per quale ragione? Non è preoccupante che non esista un Osservatorio Nazionale e che tutta questa gente si affidi ad un dato distorto tra l’altro proveniente da un blog militante (che per inciso è nostra fatica, ma è solo una rassegna stampa ehm…)?
A Firenze, in occasione della manifestazione “Terra Futura” che si tiene alla Fortezza da Basso dal 25 al 27 maggio, il venerdì 25 dalle ore 17.30 alle 19.15 presso lo Stand Regione Toscana si svolgerà il
convegno MEDIA: RAPPRESENTAZIONE DELLE DONNE E BANALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA
A cura di assessorato al Welfare e politiche di genere Regione Toscana
Intervengono
- SALVATORE ALLOCCA, assessore Welfare e Politiche per la casa Regione Toscana
- ENZA PANEBIANCO, blogger
- BARBARA SPINELLI, Giuristi Democratici (Siti: Femminicidio, Cedaw)
Leggi anche, a proposito di comunicazione sulla violenza sulle donne:
Da Senza Soste, scritto da Leila Chinapoli, un pezzo che parla di “opportunità” professionali. Non so cosa ne pensiate voi ma io opto per la legalizzazione delle sex workers e in un mondo futuro, bhé si, potrebbero esserci anche dei corsi per insegnare alle donne come svolgere questa professione a partire dalle consapevolezze maturate dalle più esperte, esperte non solo nel mestiere ma anche nella capacità di evitare clienti molesti e violenti, di rivendicare i propri diritti, di difendersi in quella giungla che è il mercato del sesso, di ritagliarsi una nicchia di mercato di un certo tipo piuttosto che di un altro, di adoperare ogni precauzione per prevenire il contagio di malattie sessualmente trasmissibili, modi/segreti/trucchi per vivere, sopravvivere, restare in salute, luoghi di riferimento ai quali rivolgersi (perché ne hanno bisogno anche loro) e via così.
APPELLO VERSO IL CORTEO ANTICLERICALE DEL 2 GIUGNO
A fine maggio a Milano e nel Parco Nord di Bresso si svolgerà il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, manifestazione organizzata dall’ Arcidiocesi di Milano e dal Pontificio Consiglio della Famiglia in collaborazione con la regione Lombardia, che vedrà anche la partecipazione nei giorni del 2 e del 3 giugno di Joseph Ratzinger. Un incontro che raccoglierà esponenti di tutto il mondo del potere ecclesiastico, delle lobby di Comunione e Liberazione e delle altre realtà bigotte e reazionarie. Pensiamo che sia necessario e doveroso non rimanere in silenzio di fronte a tutto questo.
Siamo cittadini/e di Milano e provincia, studenti e studentesse liceali e universitar*, siamo gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e trans gender, siamo laici e anticlericali, siamo donne, femministe, siamo lavoratori e lavoratrici, precar*, disoccupat*, siamo antifascist*, antisessist* e antirazzist*, siamo migranti, siamo single, coppie non sposate, sex workers, siamo antimilitarist* e siamo contrari al potere del Vaticano, delle lobby cattoliche e di CL.
Denunciamo l’operato della Regione Lombardia nel finanziare questo evento e i suoi favoritismi verso ambienti e personaggi del fondamentalismo cattolico. Contestiamo il potere sociale ed economico che CL e la Compagnia delle Opere detengono in Lombardia e in tutto il Paese, all’interno della sanità pubblica, delle scuole pubbliche, delle università statali e delle istituzioni.
Ci dissociamo dal plauso che il sindaco di Milano ha espresso per la visita del Pastore tedesco a Milano, visita che costerà al Comune denaro e risorse (4 milioni di euro che potrebbero invece essere destinati a coprire sempre più emergenti bisogni sociali) ed ai/alle singoli/e cittadini/e l’ inaccessibilità di determinate zone, l’ inibizione della libertà di movimento per chi sarà obbligato/a a tenere le tapparelle chiuse durante il passaggio del corteo; come se non bastasse i vigili urbani saranno costretti a fare straordinari, nonostante il sindacato di riferimento abbia espresso la propria contrarietà.
Denunciamo Banca Intesa San Paolo, sponsor ufficiale scelto dagli organizzatori del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, banca italiana che detiene il primato nel finanziamento bellico e in quello relativo alla linea ad alta velocità Torino–Lione; è inoltre l’ istituto bancario che ogni anno sponsorizza il Meeting estivo di Comunione e Liberazione, a dimostrazione dell’ipocrisia dell’operato del potere ecclesiastico e delle lobby cattoliche di fronte all’unico interesse del profitto.
Con rabbia, con amore. La linea del martirio non ci aiuta. Sta diventando una abitudine. Anche nel “mondo” femminista. Da un po’ di tempo (forse più) per le donne, come fosse una cosa perpetuata e introiettata da una cultura vittimista, si impone il metodo del farsi martiri per sfuggire alle critiche. Perché il martirio, per cultura religiosa, serve a guadagnare e gestire “potere, perché è un metodo di dominio e dominare significa escludere e c’è gente che se non ti può usare o se si sente delegittimata da te allora ti vuole distruggere. Ma questa è un’altra storia.
Questo è un blog collettivo antisessista, antifascista, antirazzista, antispecista e non addomesticabile che non avreste trovato su facebook non fosse che per alcune sostenitrici che hanno creato una pagina che trovate QUI! Leggi e sottoscrivi il Nuovo Manifesto Femminista [1]! Leggi: Nessuna dovrà mai più essere sottomessa! Una nostra intervista su un quotidiano italiano [...]more →
Tutte le domeniche dalle 16 alle 17, sulle libere frequenze di Radio Blackout, 105.250 fm
Il fenomeno dell'interferenza è dovuto alla sovrapposizione , in un punto dello spazio, di due o più onde. Quello che si osserva è che l'intensità dell'onda risultante in quel punto, può essere diversa rispetto alla somma delle intensità associate ad ogni singola onda di partenza.
Nei sistemi di telecomunicazione si chiama interferenza la sovrapposizione d'informazione che crea disturbo all'interpretazione corrente di una qualsiasi informazione
E' un programma di informazione femminista: ogni sabato dalle 18.30 alle ore 20.00 su RadioLina. Potete ascoltare lo streaming via web a partire da Qui e potete chattare in diretta sul canale irc dedicato.
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