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A Natale regalate “Lei viene prima”

copertina-del-libro-lei-viene-prima-616837_tndi Elisabetta Ambrosi per il “Fatto quotidiano

La penetrazione? Giusto un preliminare. Il clitoride? Il tempio del piacere femminile. La via maestra per l’orgasmo femminile? Il sesso orale, e niente di più. No, non sono le ultime dichiarazioni di un’attrice porno, né le rivelazioni del romanzo erotico del momento, ma le conclusioni scientifiche di una manuale che negli Stati Uniti, dove ha già venduto 250.000 copie, spopola ovunque: “Lei viene prima”. La guida dell’uomo pensante al piacere femminile (tradotto in Italia dall’originale casa editrice Odoya).

L’autore è il sessuologo clinico Ian Kerner (già autore, per par condicio, di Passionista: The Empowered Woman’s Guide to Pleasuring a Man); il quale, con una buona dose di autoironia, precisa che il libro è stato scritto dal punto di vista di un ex eiaculatore precoce che, ormai convinto che sulla sua lapide sarebbe stato scritto “Veni, vidi, et denuo veni”, si è accostato al cunnilingus come se “fosse una scappatoia dalle gioie e degli splendori del vero sesso”.

Per scoprire (e non è il solo, visto che negli Stati Uniti sono usciti anche Lip Service. On Being a Cunning Linguist della scrittrice Anka Radakovich e The Clitoral Truth di Rebecca Chalker), che il sesso orale è la via maestra al piacere femminile . “Ogni uomo”, scrive Kerner, “dovrebbe fare una mantra della celebre battuta che Reth Butler rivolge a Rossella O’Hara in Via col Vento: “Dovreste essere baciata, e spesso, da un esperto”.

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Posted in Autodeterminazione, R-esistenze, Recensioni, Sensi.


#25N #Bologna: Violenza di genere, violenza di classe

25 novembre volantino 1-p1

Riceviamo e volentieri condividiamo:

VIOLENZA DI GENERE
VIOLENZA DI CLASSE
Le donne del Partito Comunista partecipano alla manifestazione di Bologna in Piazza XX settembre, concentramento ore 18.00, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La giornata contro la violenza sulle donne per noi comuniste non è semplicemente una data da “commemorare” eventualmente con tanto di gran cassa mediatica, come da alcuni anni a questa parte viene fatto da media e partiti di governo/ opposizione (la differenza non ha più alcun senso!)
La data e la vicenda delle sorelle Mirabal che la giornata internazionale vuole ricordare, ci parla di una lotta di classe, fatte dalle donne più povere e sfruttate, contro una dittatura imposta, organizzata e consolidata dallo stato principe del capitalismo.
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Posted in AntiAutoritarismi, Corpi/Poteri, Fem/Activism, Iniziative, Omicidi sociali, Precarietà, R-esistenze.


Il coraggio di essere sé

di Beatriz Preciado (da L’Internazionale)

Quando ho ricevuto questo invito a parlare del coraggio di essere me, all’inizio il mio ego ha fatto le fusa. Come se gli avessero offerto una pagina pubblicitaria di cui sarebbe stato l’oggetto e al tempo stesso il fruitore. Mi vedevo già una medaglia al petto, eroica. Poi il ricordo degli oppressi mi ha assalito e ha cancellato ogni compiacimento.

Oggi mi concedete il privilegio di evocare il “mio” coraggio di essere me, dopo avermi fatto portare il fardello dell’esclusione e della vergogna per tutta la mia infanzia. Mi offrite questo privilegio come regalereste un bicchierino a un malato di cirrosi, negando al tempo stesso i miei diritti fondamentali in nome della nazione, confiscando le mie cellule e i miei organi per la vostra delirante politica. Mi accordate questo coraggio come se regalaste qualche gettone a un malato di gioco d’azzardo, continuando a rifiutare di chiamarmi con un nome maschile o di accordare il mio nome con aggettivi maschili, solo perché non ho i documenti ufficiali necessari né la barba.

Ci riunite qui come un gruppo di schiavi che hanno saputo allungare le loro catene ma che rimangono sempre più o meno disponibili, hanno ottenuto i loro diplomi e accettano di parlare la lingua dei maestri. Siamo qui, davanti a voi, tutti nati in corpi femminili, Catherine Millet, Cécile Guibert, Hélène Cixous, sporcaccione, bisessuali, donne dalla voce roca, algerine, ebree, virago, spagnole. Ma quando vi stuferete di assistere al nostro “coraggio” come se fosse un divertimento? Quando vi stuferete di differenziarci per identificare voi stessi?

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