Skip to content


Se l’informazione dipende dalle pubblicità

Abbiamo una domanda semplice: perchè sull’Unità, quotidiano del PD e volendo anche di riferimento per la CGIL, dove si ospitano le pagine di fuoco di travaglio, uomo di
destra prestato alla sinistra per il suo particolare furore
giustizialista, campeggia in bella vista vicino alle solite chiacchiere sulla ritrovata questione morale, scandali a corte e bromuro per il premier, la pubblicità di una banca del gruppo mediobanca di proprietà di berlusconi?

Già avevamo fatto una sintesi su quali fossero le proprietà del cavaliere e della sua famiglia e già avevamo rivolto la domanda a tutti i soggetti che fanno cultura a proposito della possibilità di cercare un modo autonomo di essere diffusi, pubblicati, promossi, distribuiti, senza dover essere dipendenti da berlusconi.

La domanda ora si amplia: come fa un giornale ad essere obiettivo, l’unità così come altri quotidiani, se dipende economicamente dalle pubblicità e se quelle pubblicità le assegna in gran parte la zona di interesse del cavaliere?

Volendo essere molto cattiv@, dato che il PD ha avuto una bella svolta autoritaria (sempre più al centro) legittimata dall’intervento della trentottenne navigata e reazionaria (come renzi, il nuovo che avanza a firenze), segretaria di sezione Pd di Udine, con la posa e le timidezze tipiche della bambina che si mette sulla sedia a recitare la poesia per papa’ il giorno della festa di natale, tanto per fare tenerezza mentre finge un "rinnovamento" che si capisce lontano un miglio che non è tale, potremmo dire che assieme alla struttura a voce unica, alle decisioni durante le riunioni ultraserie della segreteria del partito, al dichiarato interesse (a parole) per la lotta senza frontiere sul conflitto di interessi (dimenticando che in ben due occasioni il governo d’alema e poi prodi hanno evitato di affrontare la questione), per la affermazione di uno stato laico (con i democristiani in cilicio a gestire le questioni di *coscienza*), per un pluralismo e una democrazia a parole, giacchè nei fatti senza il proporzionale l’astensionismo aumenterà sempre di più perchè tra la padella e la brace c’e’ chi sceglie il crudo, ne viene fuori un altra che potremmo chiamare in un modo che forse è familiare a tant* di voi: consociativismo. 

Tanto lo sappiamo che la faccia del Pd – scava scava – è quella della finocchiaro che se la guardi e la ascolti attentamente sembra un po’ d’alema senza i baffi (perchè se li rade non perchè non li abbia, perchè a furia di fare la donna ombra degli uomini del suo partito è diventata un uomo anche lei), è quella della binetti, è quella di rutelli, è quella dei cattolici democristiani che ci faranno sputare sangue pur di non concederci nessun diritto. A noi, alle donne, a voi che ancora sperate e immaginate che la politica degli uomini e delle donne che somigliano agli uomini possa essere una risposta. 

Insomma: che ci fa la pubblicità della banca del gruppo berlusconiano sul sito dell’Unità? Soprattutto: quanto paga il gruppo berlusconiano per lo spazio pubblicitario?

Posted in Pensatoio.


4 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. samuele says

    Leggo il tuo blog ormai da un bel po’ di tempo e per pigrizia e imbarazzo non sono mai intervenuto per farti i complimenti (come invece molte volte avrei voluto fare), scusami quindi se lo faccio la prima volta per una dubbio:
    non è che stai confondendo “mediobanca” (quella che fu “di Cuccia”) con “banca mediolanum” (quella “di Doris”, il tizio assurdo che traccia cerchi nella sabbia)? a me pare che mediobanca non sia strettamente collegata all’impero di b.
    sì, è vero che fininvest è nel patto di sindacato, detenendo una piccola percentuale di mediobanca, ed è vero anche che si vociferava (non so poi se l’abbia fatto davvero) dell’ingresso della liftatissima figlia nel cda…
    però non è strettamente uno dei giocattolini di famiglia.
    (a meno che le mie informazioni non siano sbagliate)

    ok, ora che ho espresso il dubbio, passo (finalmente) ai complimenti: mi fa benissimo leggere il tuo blog, mi fa benissimo sforzarmi ogni giorno di assumere un punto di vista sulle questioni di genere diverso dal mio.
    quindi… GRAZIE!

    samuele

  2. claudio. says

    Link.

    http://punto-informatico.it/…iuso-rettifica.aspx

  3. Damiel says

    Parliamo de l’Unità. D’altronde, se non ricordo male, era arrivata anche Oltralpe la notizia per cui, nel passaggio al nuovo formato, aveva ben pensato di attaccarsi a una pubblicità beceramente sessista. Se quella fu la scelta in ambito comunicativo, figuriamoci che può accadere in ambito economico. Riformismo continuerà a fare rima con ipocrisia – da sempre e per sempre, credo.

  4. cloro says

    purtroppo, per usare una “ritrita” formula filosofica: quello che noi chiamiamo “informazione” è una sovrastruttura del sistema capitalistico e quindi porta intrinsecamente in se il “telos” della borghesia: autoconservarsi coi propri privilegi..