Skip to content


Quelli che lavorano (ovvero picchiano) anche il 1° Maggio

http://www.youtube.com/watch?v=C4UEVM_Kr7Q

Riporto da youtube, della serie in cosa consiste il lavoro dello sbirro:

Dal corteo del 1 Maggio si è staccato un gruppo di manifestanti, più di 500 persone che hanno proseguito verso il Comune di Torino, sono entrati in piazza e hanno occupando via Milano. In questo momento la polizia sta caricando per disperdere e allontanare i contestatori. Sono arrivati sin qui per denunciare la mala gestione delle risorse da parte del Sindaco.Questa giornata di festa era iniziata subito male, ragazzi dei centri sociali entrati nel corteo da via Sant’Ottavio al grido “fuori Fassino dal corteo” hanno subito assaggiato le manganellate della polizia, che per via precauzionale ha allontanato i contestatori. Nel parapiglia sono stati fermati e accompagniati in Questura tre ragazzi, tra cui Fabio, volto noto della contestazione antagonista e membro del centro sociale Askatasuna. Ma non solo loro hanno contestato la presenza del sindaco al 1 Maggio, lungo tutto il percorso e poi dal palco Fassino ha dovuto subire fischi e ingiurie proveniente da alcuni manifestanti, soprattutto No Tav e dalle cooperative sociale. Non sono mancati comunque anche gli applausi. Nel video realizzato si può vedere uno spaccato della mattinata, con gli scontri e le contestazioni.

Posted in Omicidi sociali, R-esistenze, Vedere.


Dei delitti, dei ruoli imposti e dei media

http://www.youtube.com/watch?v=40ODhBFGMLA

Belli gli appelli firmati dall’universo mondo, finanche da quelli e quelle che ogni giorno limitano la nostra libertà di scelta attraverso decisioni e provvedimenti di merda. Magari chiedere alle fasciste che ne pensano dell’ingerenza del movimento per la vita nei consultori, della proposta di legge Tarzia, degli obiettori di coscienza che predispongono percorsi lastricati di trappole e di punteruoli pur di non farti arrivare intera ad una maledetta pillola del giorno dopo, magari chiedere loro cosa pensano della nostra sessualità, del nostro modo di abbigliarci, delle ragazzine che sono spigliate e si prendono la vita salvo poi trovare sul loro percorso altre donne, oltreché certi uomini, che le limitano nel modo di agire, fare, dire, pensare, moraleggiando sulla loro esistenza, magari chiedere un minimino, l’abc dell’autodeterminazione femminile, ché altrimenti è facile farsi campagna elettorale, le polverini&co, e tra un saluto romano e un dio/patria/famiglia scaricarsi la coscienza piazzando una firmetta all’appello concepito in maniera non partecipata per poi tornare a fare ciascun@ le proprie cose.

Continued…

Posted in Comunicazione, Corpi/Poteri, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


1° maggio 2012: donne di piazza e non di governo!

 

Da Me-Dea:

Alla nascita del governo Monti alcuni gruppi di donne, non certo noi, avevano salutato con soddisfazione la presenza di tre donne in ministeri importanti, in particolare l’ingresso della ministra Fornero al Dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Come avevamo ipotizzato fin dall’inizio la natura ultra liberista del governo Monti ha ben presto attuato politiche disastrose, in particolare per le donne. I tagli alla spesa pubblica hanno colpito solo le spese sociali e i servizi, le pensioni e i salari, senza minimamente toccare anzi favorendo i potentati delle banche, le grandi rendite ed implementando le spese militari e l”’ordine pubblico”.

C’è voluta una Ministra del lavoro donna nel governo delle banche per portare a compimento la peggiore riforma pensionistica di tutta Europa!

Con il solo obiettivo di fare cassa, le donne sono le prime a pagare un prezzo intollerabile, obbligate a lavorare 5/10 anni in più in un momento in cui la crisi crea disoccupazione e precariato, gli ammortizzatori sociali vengono pressoché annullati o ridotti all’osso. E’ ingiusta e penalizzante soprattutto per le donne la norma che prevede che al momento della maturazione dell’età di pensione, se non si sono raggiunti almeno 20 anni di contributi, non si percepisca nessun trattamento fino a 70 anni. E in questa situazione, che ci ha riportato agli anni ’50, è davvero difficile racimolare 20 anni di contributi o avere una pensione dignitosa quando questa verrà calcolata con il solo sistema contributivo! Infatti come sappiamo per le donne il lavoro retribuito significa precarietà con continue entrate e uscite dal mondo del lavoro e orari a tempi ridotti. I tagli alla spesa pubblica hanno prodotto e produrranno effetti devastanti sullo stato sociale, gravando prevalentemente sulle donne che continuano sempre più a sobbarcarsi tutti i lavori di cura. La recente rilevazione ISTAT ci conferma che nel 2011 in Italia ci sono quasi 5 milioni di casalinghe non salariate considerando solo la popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni, le under 35 sono circa 800 mila e nel Sud le massaie superano le occupate.

Continued…

Posted in Fem/Activism, Omicidi sociali, Pensatoio, Precarietà, R-esistenze.