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Milano, 11 maggio: Il consultorio ai tempi di Facebook!

Continued…

Posted in Corpi, Fem/Activism, Iniziative.


Femminismo all’improvviso. Contributo di A.L.M.A.Blog

Condividiamo questo post pubblicato sul blog collettivo A.L.M.A. scritto da Migena Proi con una riflessione sull’appello Mai Più Complici.

Buona lettura!

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Non è facile rivestire i panni del cinismo. E’ molto più semplice crogiolarsi nel possibilismo e che credere che una serie di “può” porti alla soluzione di un determinato problema. Mi riferisco nello specifico all’appello MAI più COMPLICI promosso dal comitato “Se non ora quando”, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo – Il corpo delle donne.

Ecco, io credo che un simile appello non può proprio nulla. Esso ha avuto ampia risonanza in quotidiani quali l’Unità e La Repubblica (qua potete firmare la petizione), senza che nessuno – faccio riferimento ai canali “ufficiali” – abbia messo in discussione questa iniziativa, o quantomeno discusso seriamente i pro e i contro. E’ piuttosto accaduto quello che accade per qualsiasi avvenimento della nostra società. I media hanno trasformato in triste show la violenza sulle donne, senza focalizzarsi seriamente sulle cause culturali da cui questa violenza scaturisce. Uomini che si reputano “padre padrone padreterno” – prendo in prestito l’espressione di Joyce Lussu – tolgono la vita a quelle che reputano di loro proprietà. Purtroppo, la complessità di un tema del genere, che richiederebbe analisi a più livelli, è stata appiattita su un numero: cinquantaquattro, ovvero il numero delle donne che da inizio anno sono state ammazzate. Ricorre in maniera ossessiva negli articoli o nei servizi televisivi il numero 54. Sembra che tutto sia stato ricondotto a una questione di quantità. Continued…

Posted in Corpi/Poteri, Critica femminista, Pensatoio, Scritti critici.


Noi Femministe… traduzione dell’appello dalla Francia

Nella nostra mailing list G. ci invia e traduce (grazie mille!) un testo che condividiamo con piacere. Ma prima di farlo riportiamo delle informazioni utili a riguardo.

Agnese ci ricorda che:

“Questo testo nasce in reazione a un altro appello, pubblicato su Libération alcuni giorni prima, un appello che sprona a votare Hollande in nome dei “diritti delle donne”, del “femminismo”, che a detta dei firmatari sono compatibili solo con la “sinistra” (fa accapponare la pelle, chi legge il francese lo trova qui).

In risposta a quel testo, Elsa Dorlin, che è una studiosa di femminismo nero e post-coloniale, una delle rare persone in Francia a coniugare il femminismo con l’antirazzismo e l’anticolonialismo, ha prodotto questo manifesto. Non si trattava di “prendere la parola seguendo le scadenze elettorali”, meno che mai di ritenere che la vittoria di Hollande sia un successo (l’appello afferma chiaramente la lontananza dalla politica dei socialisti), ma rimettere i puntini sulle i rispetto a cos’è il femminismo e a cosa si può o non si può dire in nome del femminismo. Nell’attuale situazione francese, in cui quello che io definisco “femminismo di Stato” usa i diritti delle donne per rinforzare l’islamofobia, l’appello di Dorlin è un testo di altissimo valore.”

Inoltre G. aggiunge che:

“Questo appello, scritto da intellettuali e militanti femministe che sta circolando ora in Francia, denuncia le derive xenofobe e fasciste che stanno attraversando il dibattito elettorale, ed invita alla mobilitazione contro le feroci strumentalizzazioni, fatte nella Fortezza Europa, delle violenze legate al genere.

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Posted in Anticlero/Antifa, Critica femminista, R-esistenze, Scritti critici.