Dal libro “Silenzi: non detti, reticenze e assenze di(tra) uomini e donne” a cura di Stefano Ciccone e Barbara Mapelli, dove potete trovare molti interventi davvero interessanti, rubiamo un capitolo dal titolo “Il rancore degli uomini” per condividerlo con voi.
Il capitolo è difficile, racconta cose di cui abbiamo parlato mille volte, anche se l’interesse, da parte di qualcun@ di noi, è andato in direzioni un po’ più complesse.
Sollecitate da una pioggia di commenti misogini che proponevano link, dei quali abbiamo tenuto a capire l’origine e le motivazioni, sbagliando nel giudicare tutto l’insieme come si trattasse della stessa cosa, ché c’è da distinguere tra un maschio100% che ti dà della satanista femminista e un antifemminista che ti dà della nazi (lo so, non è per nulla chiaro quale sia la differenza perché il linguaggio pare identico ma tant’è) per distinguere e arrivare ad altre conclusioni ci sono voluti anni.
Non ha aiutato in questo la comunicazione prevalente di chi sul web parla di alcuni argomenti. Persone che per lo più prendono a pretesto la questione maschile o la questione dei padri separati per divulgare pensieri lesbofobi, cattolico/integralisti e fascisti di chi ha dei problemi con le femministe, per esempio, perché sono espressione di un’altra cultura politica, facendo volutamente confusione tra una destrorsa Santanché, tra una leghista in cerca di castrazioni chimiche e una libertaria e antiautoritaria di Femminismo a Sud, perché di uomini che odiano le donne e di uomini che odiano le donne se femministe, di sinistra, non cattolico/integraliste, per la legge 194, per la libertà di scelta delle donne, antifasciste, antiautoritarie e via così ce ne sono un po’ dovunque.
FikaSicula, che è quella tra noi che in via del tutto personale sta approfondendo oltre i pregiudizi e la comunicazione opinabile che sul web viene diffusa, tiene a ribadire che bisogna saper distinguere e che malgrado la differenza di idee, di contenuti e di proposizioni, dall’altra parte c’è chi è in assoluta buona fede. Perciò ritiene, lei, che sia sbagliato concludere superficialmente che si tratti di “uomini che odiano le donne” perché la questione è molto più complessa di così.
