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Trova l’orrore

A volte nel sistema si crea una falla, e sarebbe un peccato non approfittarne.
Proprio ieri è uscito un ‘interessante’ articolo sulla pagina web di Repubblica (edizione di Roma) , della quale inseriamo uno screenshot enigmistico:

 

 

A quale articolo ci riferiamo? Bisogno di aiuto? Eccolo qui: Continued…

Posted in Animalismo/antispecismo, Comunicazione, Pensatoio, R-esistenze.


Intervista: Judith Butler e Beatriz Preciado a confronto – Prima parte

Nel 2009 uscì sulla rivista francese Tetù questa intervista-dibattito tra Judith Butler e Beatriz Preciado realizzata da Ursula Del Aguila. L’ho scoperta perché ho visto circolare nel web la traduzione in spagnolo fatta da questo blog.

Non volendo fermare le peregrinazioni virtuali di questo testo inizio pubblicando la prima parte tradotta in italiano, a breve anche il resto!

Buona lettura!

Continued…

Posted in Corpi/Poteri, Critica femminista, fasintranslation, Pensatoio, Scritti critici.


L’eroe

Pausa. Devo raccontarvi di martiri ed eroi. Di piazze brulicanti di corpi in lotta e dell’appeal della resistenza.

L’ho conosciuto che eravamo in marcia, come stava eretto lui nessuno. Muoveva un passo dopo l’altro, deciso, mio bel soldato, che sguardo fiero, che temperamento, non arretrava neppure sotto una pioggia di lacrimogeni. Tutta l’acqua degli idranti era la sua, anzi ci camminava sopra come un cristo che muoveva passi svelti sulle acque.

Della sua faccia intravedevo gli occhi o forse solo uno ché l’altro era nascosto da un bel ciuffo. Ma mi piaceva, che muscoli, che portamento, che meraviglia ed emozione, mi proteggeva. Per fare a pari bendo l’occhio anch’io e lacrimando abbestia per il fumo gli dico “sono eretica”. Mi guarda ed è emozione pura. Mi eccita pensarlo in un angolo quieto del centro sociale, potessi togliergli pezzo per pezzo la divisa.

E lui si immola, passa avanti a me e para con il petto un pezzo di armeria piovuto da una folla di celerini. Stiamo facendo resistenza e va tutto bene finché non si avvicina per dirmi una cosa tipo “è tutto ok, baby” o perlomeno il tono era quello. Diventa gara e salto un passo avanti e assolvo al compito della ribelle stringendo un san pietrino in una mano e sfiorando il suo culo con quell’altra.

Fammi toccare, caro, lo sai che nelle piazze l’amore precario è meglio. Si gira e mi stritola una tetta in un abbraccio. Baciare un casco non è bello ma ci si accontenta. Poi arriva un’altro lacrimogeno e mentre lo ributta indietro gli parte una scintilla e temo che si bruci i pantaloni. Non è divertente un eroe che sbraita perché gli vanno in fiamme i suoi coglioni.

Di passo in passo quelli arretrano e noi vinciamo. Il suo è lo sguardo del vincente e accanto vuole una compagna che sia uguale. Combattente, come lui, coraggiosa, come lui, ma certo, si, andiamo pure in galera insieme, tanto che ci frega. Per gli ideali questo ed altro.

Continued…

Posted in Anti-Fem/Machism, Narrazioni: Assaggi, Precarietà, R-esistenze, Satira, Storie Precarie.