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#69 (forse #70) e nuovi sport: del lancio del neonato dal balcone!

Erano #68 e siamo (ora #69) a cinque donne uccise in tre giorni e c’è un bambino appeso ad un filo perché un uomo, suo padre, l’ha lanciato dal balcone prima di buttarsi pure lui.

Credo di averlo già scritto QUI. Non accetti la separazione? e risolviti invece che ammazzare tuo figlio.

C’è poco da girarci attorno. Facciamo una ricostruzione che riguarda solo quest’anno. Per l’egoismo di questi uomini possessivi e violenti ci sono andati di mezzo:

un bambino di 9 anni a Novara; due bimbi piccoli a Brescia; un bambino a Milano; un adolescente a Giaveno; un neonato a Roma; una bambina a Trapani.

Sono tutte vittime collaterali addebitate dai media alla volontà di uomini che volevano ricattare, minacciare, punire le ex mogli, compagne, comunque donne.

A questo massacro senza fine si risponde che la “colpa” era di lei, o che era meglio se ammazzava solo lei, che comunque è comprensibile questa cosa di uomini privi di equilibrio che per punire l’ex moglie o compagna ammazzano i figli.

Noi lo abbiamo sempre detto. Uno dei modi attraverso il quale un uomo rivendica il diritto di proprietà sui corpi delle donne è quello di vendicarsi utilizzando i figli, facendo pesare la paternità (nel caso di separazioni) e assumendo il ruolo di carnefici cui la società comunque rivolge uno sguardo comprensivo.

Continued…

Posted in Omicidi sociali, Pensatoio.


Bologna: Chiamata Assemblea Contro l’Obiezione di Coscienza e per i Consultori Pubblici

Riceviamo e volentieri condividiamo:

MANDIAMO IN CRISI L’OBIEZIONE!

Dal 1978 in Italia l’aborto è legale ed è un diritto sancito dalla legge 194.
Grazie a questa legge le donne sono libere di abortire se lo desiderano o se la gravidanza mette in pericolo la loro vita. Ma dal 2005 qualcosa sta cambiando: il numero di obiettori/trici di coscienza tra il personale sanitario è in aumento.
Infatti  le associazioni di ginecologhe/i e l’opinione pubblica hanno già lanciato l’allarme: tra qualche anno non sarà più possibile abortire in un ospedale pubblico perchè non ci saranno più medici disposti a farlo!
Con l’articolo 9 della legge 194 si permette ai/alle ginecologi/ghe, infermieri/e, anestesisti/e e ostetriche/ci di rifiutarsi di praticare aborti chirurgici e di prescrivere la pillola abortiva RU486, ma lo stesso articolo non regolamenta il numero necessario di personale medico perché il diritto della donna sia tutelato.

I dati forniti dal Minestero della Salute confermano l’allerta mediatica: in 4 anni (2005-2009) l’obiezione di coscienza tra i/le ginecologi/he è passata dal 58,7% al 70,7% su tutto il territorio nazionale.
In alcune regioni come  Sicilia, Basilicata, Puglia, Veneto, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Provincia Autonoma di Bolzano più del 75% dei/delle ginecologi/he ha scelto di obiettare.
Quello che ci chiediamo è: se l’aborto è un diritto di scelta delle donne, possiamo dire che questi dati lo garantiscono?

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Posted in Corpi, Fem/Activism, Iniziative.


Il mito del Padre autoritario che evita le “devianze”!

[Rapunzel di Dina GoldStein, tratta dalla serie di magnifiche immagini “Fallen Princesses”]

Federica segnala questo articolo dicendo che non sa se è più imbarazzante il suo contenuto o il fatto che a scriverlo sia stata una donna. Chissà.

Io arrivo da una settimana di giri per l’Italia a dibattere di comunicazione, media, violenza, corpi lesbici, precari (a proposito: il report e le slides sull’appuntamento sui corpi lesbici arrivano a breve, le slides sui corpi precari e su donne, media e violenza sono già online).

Continued…

Posted in Critica femminista, Misoginie, Pensatoio, Satira, Scritti critici.