Erano #68 e siamo (ora #69) a cinque donne uccise in tre giorni e c’è un bambino appeso ad un filo perché un uomo, suo padre, l’ha lanciato dal balcone prima di buttarsi pure lui.
Credo di averlo già scritto QUI. Non accetti la separazione? e risolviti invece che ammazzare tuo figlio.
C’è poco da girarci attorno. Facciamo una ricostruzione che riguarda solo quest’anno. Per l’egoismo di questi uomini possessivi e violenti ci sono andati di mezzo:
un bambino di 9 anni a Novara; due bimbi piccoli a Brescia; un bambino a Milano; un adolescente a Giaveno; un neonato a Roma; una bambina a Trapani.
Sono tutte vittime collaterali addebitate dai media alla volontà di uomini che volevano ricattare, minacciare, punire le ex mogli, compagne, comunque donne.
A questo massacro senza fine si risponde che la “colpa” era di lei, o che era meglio se ammazzava solo lei, che comunque è comprensibile questa cosa di uomini privi di equilibrio che per punire l’ex moglie o compagna ammazzano i figli.
Noi lo abbiamo sempre detto. Uno dei modi attraverso il quale un uomo rivendica il diritto di proprietà sui corpi delle donne è quello di vendicarsi utilizzando i figli, facendo pesare la paternità (nel caso di separazioni) e assumendo il ruolo di carnefici cui la società comunque rivolge uno sguardo comprensivo.
