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Firenze e la Pontina Pack: “No grazie, noi il caffè lo beviamo amaro!”

Dalle Donn(ol)e una segnalazione di cui leggete in basso.

A me viene da dire che:

– Qual è si scrive senza apostrofo;

– e chi l’ha detto che sia normale ammazzare una “maiala”;

– si può mettere in piedi lo sciopero dello zucchero (portatevi del miele da casa);

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Corpi Precari (e di Servizio)

http://www.youtube.com/watch?v=VOtqtq4A22g

Ieri a Firenze si è svolto un incontro a cura dell’Associazione Corrente Alternata: “Conversazioni Precarie” e ad una di noi – dopo una carrellata di bellissimi interventi – è toccato parlare di comunicazione e precarietà. Ecco le slides in jpg pubblicate su Archive.Org. Sopra potete vedere la carrellata in video e in basso il testo. Buona (visione e) lettura!

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Femminismo interclassista? Anche no!

Non crediamo nell’unione delle donne in quanto donne (la Fornero non ci rappresenta e le donne che supportano riforme per il lavoro e piani del welfare che ci rendono dipendenti e precari/e neppure).

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#terremoto in Emilia: servono aiuti e comunicazione dal basso!

“Allarme per gli sciacalli” titolano i giornali, e sembra di rivedere un film già visto perché, come avevamo previsto, questi sono i segnali di un preciso intento di dividere la popolazione colpita dal terremoto tra italiani e migranti e di alimentare divisioni sociali per scopi che favoriscono partiti di destra (pdl e lega) che sul dividi et impera hanno creato il loro dominio nella pianura padana. “Attenti agli sciacalli” significa militarizzazione, significa “emergenza” e rassicurazione e vuol dire sottrazione di diritti di sovranità territoriale alla gente del luogo, ai sindaci, significa recinti con regole gestite da una protezione civile che diventa sempre più una organizzazione militarizzata, significa assegnazione alla popolazione locale del ruolo di “vittima” da medicalizzare, bisognosa di un tutore, di una istituzione forte che intervenga in sua vece, significa che la gente del posto non avrà voce in capitolo su nulla perché gli sciacalli che si appropriano del potere sono quelli che si insinuano proprio quando tu hai paura, per toglierti la gestione di tutto e per indurti ad affidarti ed è così che hanno il controllo su di te.

Ancora non si pronunciano i nomi dei migranti morti dentro i capannoni, tornati al lavoro in una situazione in cui di sicurezza neanche l’ombra e sono le popolazioni locali stesse che dicono di non fidarsi di campagne per indurre alla donazione per aiuti tramite sms e conto correnti gestite da lobby che già per L’Aquila non hanno reso quanto dovuto alla gente che ne aveva bisogno. Truffe su truffe e sono quelli i veri sciacalli, assieme ai vari presentatori tv che spettacolarizzano il dolore per fare audience e per avere più introiti pubblicitari, contro i quali nessuno difende la gente. Ed è la consapevolezza che non si può lasciare in mano a chi gestisce le emergenze per lucrare e speculare che già dall’Aquila ha spinto una rete fitta di gruppi di persone che dal basso mettono a disposizione la capacità di autogestione, quella ricchezza che ti permette di agire senza aspettarti nulla da nessuno, secondo il principio dell’autodeterminazione, che restituisce dignità ai cittadini invece che lasciarli lì a pietire in fila una scodella di cibo piuttosto che un posto in una tenda.

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