No, davvero, questo me lo dovete spiegare sul serio: io voglio capire chi ha cominciato a definire gli ideatori di certe campagne pubblicitarie “creativi”. Stante che i capisaldi della creatività made in italy (ma non solo eh) sono:
1-ciò che il cliente vuole, tu daglielo: e mediamente il cliente vuole una gnoccolona languidamente abbarbicata a …(una moto, un box doccia, una cucina in muratura, un pannello solare…ecc,ecc).
2-se il cliente però è un pò puritano allora passa alla versione b: la donnina tanto materna dal sorriso rassicurante e vestita in colori ecrù, con il trucco che c’è ma non si vede, graziosa ma non appariscente, e con quel fascino che deriva dalle manine sante curate sì, ma comunque screpolate da anni di lavaggi di stoviglie (che “lei preferisce lavarli a mano, la lavastoviglie non lava bene i piatti come lei!”)
3 – nel dubbio, metti una figa.
E allora, squillo di trombe… ecco qui, dopo le fashion scienziate, il contraltare catto-fascista dell’ideale di donna che va per la maggiore… la retorica della MADRE dispiegata a piene mani, il MOMIFESTO!:
http://www.youtube.com/watch?v=soCZcHAfP1Q&rel&feature=player_embedded
