[da Punkcancer by Amazzone Furiosa]
Io di cancro non so molto. Anche se in famiglia non ci siamo mai fatti mancare niente. Malattie di ogni genere, anche parecchio gravi, però di cancro ho visto morire parenti più lontani, persone che oggi c’erano e dopo una settimana non c’erano più e i commenti erano sempre fatalisti, come fu e come non fu, gli ha preso così e in un mese la malattia l’asciucò (se l’è asciugato, l’ha sfinito), con quell’espressione un po’ sorpresa che trovi in faccia a chi ti parla di un delitto in famiglia. Stessa posa, stesso fatalismo. Sembrava tutto normale e poi d’improvviso il raptus o eccola la malattia fulminante, che arriva senza dirti nulla, un pizzico, uno starnuto, proprio niente. Ti seppellisce talmente presto che è meglio non pensarci perché finché non sai respiri meglio e quando sai stai per morire e non ti sei sprecata l’esistenza tra ansie e panico e cure. Ed è l’atteggiamento ignorante di chi affronta la malattia come fosse una punizione divina per cui si evita incoscientemente di praticare un minimo di prevenzione e poi di occuparsi della propria salute.

