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Questo è il mio aborto!

This is my abortion (Questo è il mio aborto) è un progetto di una donna che ha deciso di realizzare un sito con foto e notizie relative il suo aborto per i motivi che seguono:

mia intenzione è quella di documentare e condividere tutto sul mio aborto per demistificare il sensazionalismo legato a immagini propagandate da religiosi e politici di destra su questo argomento. L’uso perverso di foto di feti senza vita è una propaganda tipica del dibattito no-choice vs pro-choice che riguarda le donne e i loro corpi e le foto sono usate per realizzare pressioni a modifica dell’agenda politica, religiosa, culturale negli Stati Uniti.

Ne dà notizia il Guardian. QUI trovate il sito e tutte le foto. Grazie a Lola che ha segnalato questa cosa.

Come dire, a sei settimane, di bambolotti insanguinati e di pezzi di feto orribili messi in circolo dai fascisti no-choice che hanno il gusto dell’orrido e che amano fare apparire le donne come assassine, non ce n’è neanche l’ombra.

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi.


Trolling, microfama e cyberbullismo femminile

Ancora social network e il trolling e poi la microfama.

Due modalità. Non per attribuire stereotipi ma perché così più o meno abbiamo visto funzionare. Certi uomini sono virili. Virilmente idioti.

Prendono spazio sulla propria bacheca e scrivono nero su bianco il messaggio rivolto al signor x. “Signor X” – dicono – “lei è un perfetto coglione!” e cose di questo genere. Chiaro, diretto, coraggiosissimo, e mentre loro si immolano per queste cause perse, immaginando che al signor x venga in mente di passare per quella anonima bacheca, comunque affidano a facebook, per dirne uno, i punti di un manifesto isterico di gente che svende le rivendicazioni alla monetizzazione utilitarista del social network svilendole a banali sfoghi così come dicevamo nel post dedicato alla maniera di farsi querelare sui social net.

Certe donne invece usano modalità da aggressività indiretta. Un po’ un te lo mando a dire perché il mio scopo è fartelo sapere e tu capisci e se non capisci chissenefrega, tanto basta che io caghi merda, qualcuno raccolga e io mi svuoto. Perché sulla bacheca della signora tal dei tali ci sarà scritto qualcosa tipo:

Certe volte il vomito è viola, il piscio è blu e la cacca è in forma gassosa…” o cose così, che le capisce solo chi le ha scritte e dovrebbe capirle anche la persona alla quale sono dirette non si capisce in virtù di cosa.

Perché il senso di messaggi del genere sta nel fatto di ricercare solidarietà in pubblico ché ci si reputa nella propria dimensione ossessiva/compulsiva, tipica di chi acquisisce una dipendenza da facebook, danneggiat@ per qualche ragione anche se nessuno se le è cagat@ di striscio. Anche se il punto vero è che la paranoia abbonda e che c’è gente che pensa di essere al centro di complotti tridimensionali con tutti i clan del mondo a ordire trame contro di lui/lei (ché sono certa che ora ci sarà qualcun@ che pensa che questo ragionamento è formulato in una direzione precisa e invece no, è pura paranoia sentirsi al centro dei pensieri di qualcun@), e questa modalità diventa contagiosa perché alla fine anche le amiche finiscono per pensare che esista un motivo x per cui bisogna guardarsi le spalle da qualche persona e in men che non si dica tutte quante cominciano a scrivere sulla propria bacheca le parole d’ordine, cifrate: “il vomito è viola, il piscio è blu e la cacca è in forma gassosa…“.

Continued…

Posted in Comunicazione, FaceAss, Pensatoio, Satira.


Alle donne hackers e informatiche

Al nostro indirizzo collettivo fikasicula@grrlz.net ci ha scritto Mi, ponendo l’attenzione sulle donne informatiche, nello specifico sistemiste/amministratrici. Non anticipo altro e vi riporto direttamente le sue parole.

Buona lettura!

Ciao
vi scrivo per questa tematica:
Lavoro come sistemista/amministratore di sistema (adesso h24 ossia faccio i turni) in ambiente informatico da ormai 5/6 anni, un ambiente ancora prettamente maschile.
All’inizio non ho ben realizzato questa cosa (cioè che è prettamente maschile e chiuso) ma piu vado avanti con gli anni piu mi rendo conto che un pò di discriminazione c’è ed è tenuta tra le righe.
Spesso in questi ambienti le donne ricoporono posizioni solo delegate alle aree del marketing che richiedono il culto dell’aspetto e questo non aiuta. Spesso è anche colpa loro perchè si arrendono in fretta. Continued…

Posted in Comunicazione, Precarietà.