Prima fu a Pisa, fu intollerabile anche alle consigliere del Pd vedere le donne vestite in modo “indecoroso” lungo la via. Allora compagne e compagni fecero una sfilata indecorosa dentro l’aula consiliare incontrando tante personcine scandalizzate, soprattutto alla vista del vibratore, temo. Però la deriva pro-decoro della zona si estende alle comari del vicinato e dunque ecco il sindaco del Pd, Zubbani, di Carrara, firmare l’altra ordinanza contro le prostitute che detta le norme per vietare l’abbigliamento che non sia considerato di “pubblica decenza” e a seguire eccone un’altra a Massa con gli stessi presupposti. Il risultato di tutto ciò è la criminalizzazione delle sex workers, ancora di più se migranti, che con questa scusa saranno rastrellate e deportate dentro i Cie in maggior numero, e poi ne deriva il confinamento delle prostitute in periferia dove vengono investite dalle auto in corsa, vengono più facilmente aggredite, violentate e uccise. Ma il risultato è anche di una moralizzazione della vita di tutte le donne perché queste ordinanze parlano di decoro, di pubblica decenza, si riferiscono a comportamenti e abbigliamento, segno per cui si rende necessario per ciascun@ di noi fare un Meretricio Test. Quand’è successo che i sindaci toscani, del Pd, assumessero la stessa posa di preti affiliati a Savonarola? E per finire eccovi una riflessione da un blog amico.
Nelle stancanti giornate di luglio, fra una distratta occhiata ai quotidiani locali ed una più interessata agli effetti della crisi, mi colpisce un articolo, uscito sul Tirreno del 7 luglio.
Si tratta della descrizione dell’ennesima misura discutibile di quest’amministrazione, per la quale i problemi degli ultimi se non si possono affrontare si devono almeno nascondere dalla vista. Era già successo con gli ambulanti di Piazza Aranci, dopo tutto.

