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#tuttacolpadellepussyriot: compagni state male!

E sinistra radical un paio di ovaie.

Vabbè io non ho più parole.

Rash Roma sulla sua pagina facebook pubblica ‘sto po’ po’ di “analisi” per introdurre questo articolo tratto da un sito notoriamente rossobruno e prosegue con tanto di commenti complottisti al seguito di bene, bravo, bis.

Avete capito tutto, compagni. Minchia come avete capito tutto.

Buona lettura.

—>>>E se volete farvi gli occhi con altri sedicenti “compagni” che usano insulti sessisti per chiamare le Pussy Riot augurandogli che vengano prese a cinghiate dai nonni potete leggere QUI. Compagni, si, compagni un cazzo.

Ps: innazitutto iscriviamoci in massa alla pagina “ciao siamo quell* pagat* dalla Cia” e poi non sapendo, dato che non siamo milit0nte, abbiamo deciso che la cosa di Optor è una tetta a razzo di Afrodite che si può usare come soprammobile, pure con raggio laser o all’occorrenza per il fisting, pensiamo di fare al femblogcamp un workshop di famose tette di optor do it yourself o comunque un laboratorio autoprodotto ispirato al dètournement dell’immaginario politico-erotico del milit0nto. (copy di questa bella iniziativa anarcofem, psikosomatica, giusi, cyberperra, fs)

Continued…

Posted in Anti-Fem/Machism, Comunicazione, Critica femminista, R-esistenze.


Promo sessisti: saponi e femmine a strofinare!

Questa immagine sta sulla vetrina di un negozio Ingroshop a Trapani. Vendono prodotti per la casa, profumi, detersivi, detergenti, saponi, roba che combatte la zozzitudine insomma, e non hanno trovato di meglio che mettere una donna alla pecorina, con tatù e insaponamento fino alla vescica, per stabilire la destinazione del prodotto. Che si sa che a pulire le case, anche col culo, sono le donne, giusto?

Grazie ad Anna Venere per la segnalazione su Twitter.

—>>>Ecco perché bisogna che ci riappropriamo dei nostri corpi.

Posted in Comunicazione, Corpi, Critica femminista, Satira.


#tuttacolpadellepussyriot: e se io a manifestare con i compagni non venissi più?

Blasfeme. Anarchiche. Punk. Concettuali. Situazioniste. Per niente filoccidentali o filocapitaliste. Tre condannate a due anni di lavori forzati e due fuggite via dalla Russia. Tra tutte le cose dette e scritte quella che resta da discutere e chiarire è il prurigginoso senso della zoccolitudine intrinseca che i compagni e le compagne attribuiscono alle donne che usano il corpo come veicolo di diffusione di messaggi politici.

La nudità, tra compagni e compagne, è un tabù?

Lo so che ci sono altre cose importanti da discutere. Mi verrebbe da dire un sacco di cose su Rachel che è morta per impedire ai militari israeliani di buttare giù una dette tante case dei palestinesi. Morte accidentale l’hanno definita quelle merde, perché i militari israeliani accidentalmente hanno deciso di passare sopra il corpo di una ragazza con le mani alzate. E forse c’entra anche questa storia, l’uso dei corpi, del corpo di compagne e compagni per fare da muro tra carnefici e vittime. In una resistenza concreta e culturale che non può essere distinta a seconda di chi mostra le tette e chi no, di chi si presenta in fuseaux e chi in jeans.

Continued…

Posted in Anti-Fem/Machism, Comunicazione, Corpi, Critica femminista, Misoginie, Pensatoio, R-esistenze.