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Stereotipi sessisti: cosa devono fare i genitori per aiutare i bambini e le bambine?

Gli stereotipi di genere sono quelle cose di cui poi ti devi liberare nel corso della vita facendo una fatica immane mentre ti ritrovi con tutto il mondo contro.

Sarà per questo che le donne di PinkStinks (il rosa puzza) si sono opposte alla commercializzazione della versione ovetto kinder rosa con le winx in allegato. Una cosa solo per bambini che è stata giudicata una apartheid dei generi. Bambole non adatte ai bambini, modelli giocattolo che ti insegnano a te bambina ad essere carina a tutti i costi. Questo è quello che dicono le donne che si oppongono a questa cosa.

Io posso dire che cos’è lo stereotipo di genere in molti altri giochi che ti insegnano a essere una cuoca, una mamma, una moglie, una servizievole persona che si presta ai lavori di cura e tutto ciò è frutto di una costante e oppressiva educazione, altro che istinto, altro che indole.

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Posted in Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio.


Bimbo con la gonna e Libero suggerisce: “un orecchione, vivo me lo mangio!”

Sto con i minatori, sempre e comunque, e non come quelli che dicono sto con i minatori e per dimostrarlo vado a pescare il fatto che tra una moltitudine di uomini ci sono lì sotto pure 4 donne (‘sti cazzi!) e via con il fenomeno di costume ché te lo vorrei vedere il 50/50 e relative lotte per le quote rosa in miniera. Ma che ci posso fare se dalle mie parti di miniere non ce ne sono? E non ci sono manco lotte virili in superficie, di quelle che piacciono ai compagni, perché quella che c’era, dei forconi, l’hanno fottuta quelli di forza nuova, e per il resto mi occuperei anche dei camionisti, i tir che bloccano le strade e le rivoluzioni nell’edilizia e i problemi di sicurezza sul lavoro, e in effetti me ne occupo, salvo che qualcuno poi arriva e dice “e che c’entra questo con il femminismo”?

Insomma io mi occuperei di un sacco di cose ma mi occupo anche di questioni di genere e dunque mi viene da occuparmi di due articoli, oggi, uno sul Corriere e uno su Libero, che parlano di un bambino con la gonna.

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Posted in Comunicazione, Corpi, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


Le cinquanta sfumature di Sasha Gray

Sasha Grey by Richard Kern

C’ho riso su un bel po’, ma so che ad alcuni non piacerà. Non piacerà per esempio agli integerrimi militanti che inveivano contro le Pussy Riot. Quelli che delegittimavano le lotte femministe, perché le performance orgiastiche di quelle donne inquinavano il campo, la fica non ci sta bene colla lotta.
Non piacerà a molti di quelli che seguono il porno mainstream, perché quello è fortemente reazionario, e certe cose da estremisti di sinistra non si possono sentire, manco che una che fa porno sappia leggere.
Non piacerà ai misogini e ai sessuofobi, ma a quelli non piace niente a parte i feti e le ragazzine morte.

Sasha Gray, l’ex pornostar statunitense ha firmato la sua lettera di addio al porno con le parole Lotta Continua. Lo apprendiamo da quest’intervista rilasciata a Panorama. La star mondiale del sesso estremo, delle scene BDSM, è una femminista, non si vergogna di niente (e che vergogna c’è? Non è mica andata a rubare!) e sa chi è Adriano Sofri. Ma va!

A me neanche piace il suo modo di fare porno, ma mentre il mondo si affanna a cercare l’erotismo in un libretto di bassa qualità, e ancora si parla delle donne che hanno causato lo scioglimento di Lotta Continua e dei Beatles, le vere sfumature di grigio sono tutte qui.

Potta Continua*

*la maternità di questo motto è di Lafra però!

Posted in Corpi, Fem/Activism, R-esistenze.

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