Il Coordinamento Antiviolenza 21 Luglio convoca tutt* ad un presidio. Iniziativa che anticipa la fiaccolata organizzata dalle compagne di Liceo di Carmela Petrucci per la sera di lunedì prossimo alle 21.00 davanti la sede del Liceo, in Via Parlatore 1. Quello che è successo a Carmela, uccisa dall’ex fidanzato della sorella mentre lei tentava di difenderla, poteva succedere a ciascuna di noi, dice Bianca, una delle compagne di Liceo di Carmela che annuncia in una breve lettera la fiaccolata organizzata per lunedì. Già da ieri ci sono iniziative, un presidio davanti all’ospedale in cui l’altra sorella sopravvissuta, Lucia, è ricoverata.
Fanno bene le coetanee di Carmela a interrogarsi e a dire forte che così non va bene. E’ da loro principalmente che deve venire una opposizione a questa cultura che scambia un brutale assassinio con l’amore. Intollerabile che si continui sui giornali a parlare di raptus, perché noi sappiamo che un femminicida non è un mostro, che troppo spesso è la persona più vicina a noi e che per la mentalità comune si tratta solo di una persona che le voleva bene. Ma non è amore quello di chi rivendica il diritto di possesso su di un corpo. Non è di certo amore quello di chi si reca armato di coltello ad un appuntamento. E non è di raptus che si tratta se l’intenzione è di fare male. E non lo diciamo perché vorremmo pene gravi perché il nostro commento prescinde da quello che succede nelle aule di giustizia. Lo diciamo per amore di verità e deve esserci consentito dire che è la cultura che imprime una attenuante a questi gesti che si ripetono alla fine delle storie già concluse quando più spesso, ed è impossibile non riconoscerlo, lei viene uccisa da lui che non accetta che la storia sia conclusa.
Queste ragazze a scuola hanno un grande compito. Quello di ragionare tra di loro, con i compagni e le compagne, affinchè non si ripeta più. Perché tutti e tutte capiscano che bisogna rispettare la decisione di chi ti dice basta e di chi ti dice No.

