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Avviso a* naviganti: malattia linkabilmente trasferibile

 malattia linkabilmente trasferibile

Ci siamo res* conto che Femminismo a sud ha una malattia linkabilmente trasferibile, per la quale non esiste prevenzione ma solo cura. Questa malattia si chiama paolo84.
E’ un virus che aggredisce i blog a tematica femminista, con una media di venticinque commenti a post, inviati di seguito.

Questa malattia, laddove non si intervenga, genera appiattimento su di se nelle discussioni, il blocco delle stesse, vertigini e nausea.

La cura è il ban.

Non approvate i suoi commenti, non rispondete ai suoi messaggi, non scrivete post che lo riguardano nel tentativo di curarlo con la medicina omeopatica (cioè attraverso altre parole). Noi ci abbiamo provato (qui e qui parlandogli indirettamente) ed è stato inutile.

Attacca sistematicamente tutti i vostri link.

Ripetiamo: l’unica soluzione reale è il ban.

Posted in Satira.

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Non serve nessuna task force contro il femminicidio

Guardi le foto delle ragazze che hanno partecipato alla fiaccolata o al funerale per la morte di Carmela Petrucci e sembrano spaventate, sorprese, sbigottite.

Stanno girando tanti slogan tra i quali quello sulla mafia che c’è e ne veniva negata l’esistenza e così la violenza sulle donne, dicono, c’è ma la società assopita, sedata, reagisce solo quando qualcun@ muore. C’è lo stesso livello di indignazione a Palermo. La stessa voglia di attraversare le strade prendendo le distanze da una modalità. Perché a Palermo chi reagisce ha del coraggio e quando lo fa allora si schiera. Proprio per quella cosa che esiste tanta luce, il sole, il clima bello, e le sfumature le vedi molto poco. Allora o ci stai dentro o ci stai contro.

I cortei contro la mafia erano attraversati dagli stessi umori. Dapprincipio passavi per la strada e chiudevano le finestre. Nessuno solidarizzava con la tua posizione. Poi ci fu il tempo dei lenzuoli, la gente stava con le finestre aperte e reagiva a quelle esecuzioni pubbliche, all’intimidazione, con rabbia e coraggio. Non ci faremo intimidire, dicevano, siamo qui in piazza, Ammazzateci tutti/e, chiedevano provocatoriamente. E oggi, per Carmela e Lucia, la reazione è la stessa. Ragazze e ragazzi sono presenti. Non si chiedono neppure, ed è un bene, chi abbia torto e chi ragione. O i tanti se e ma che vengono espressi dai media in queste occasioni. C’è che si può discutere di tutto fino a che si è vivi ma la morte è il chiaro segno che non c’è proprio nulla di cui si può più parlare. Di fronte alla morte violenta di una persona o sei a favore o sei contro. Così la vede Palermo che di sangue per le strade, lungo i marciapiedi, in altri androni esplosi con le bombe, o con mattanze ordite e messe in atto dalla criminalità organizzata, ne ha visto tanto.

Il sangue è sangue e se c’è sangue c’è qualcuno che ha deciso di porre fine alla vita di qualcun altr@. C’è qualcun@ che ha vinto in modo sporco. Che ha segnato il territorio, ha imposto il suo potere, ha intimidito, ha messo a tacere definitivamente una voce che diversamente avrebbe detto cose intollerabili.

Questo è un linguaggio, quello della prevaricazione, che Palermo conosce bene perché lo ha subìto e ad ogni esplosione di violenza ha reagito a spalle dritte, salvo poi consegnare voti a brutta gente (che ha come unico merito quello di scontentare il mondo e così favorire l’elezione di persone migliori) pur di beccare un posto di lavoro. Perché la ricattabilità e la dipendenza sono brutte cose che ti impediscono di reagire anche quando lo vorresti fare.

Continued…

Posted in AntiAutoritarismi, Critica femminista, Omicidi sociali, Pensatoio.


Lazio: é cominciata la campagna elettorale

Di qualche giorno fa la notizia che CasaPound si candida alle elezioni regionali del Lazio. E’ da due giorni che il blocco studentesco compie blitz nei licei romani.

Fanno cortei nei corridoi e volantinano.

Aspettiamo con ansia di sapere come divulgheranno le loro idee nel caso in cui qualcuno di loro fosse eletto. Una parata militare sangue e onore?

La scuola è attraversata da tante persone. Il diritto all’istruzione è sacrosanto. Nessuno può violarlo. Né i movimenti no-choice che portano doni e insulti per ragazze che vogliono fare sesso protetto e hanno bisogno di essere semmai informate su contraccettivi e prevenzione, né le reminiscenze di culture autoritarie che ancora oggi vengono tollerate.

Qualcun@, sdoganando questa gente, ha detto che darebbe la vita per consentire loro di parlare. Ma il fatto che loro violino il diritto altrui all’istruzione serena senza vedersi piombare a scuola gente che inneggia al duce non interessa a nessuno? Perché è questo il punto. Non c’è alcun risarcimento di parola che può essere dato a chi vuole toglierti la tua.

Posted in Anticlero/Antifa, Pensatoio, R-esistenze.