Skip to content


Chi ha sdoganato Casapound?

Tanta visibilità in regalo a Casapound, chiamata per i camerati a partecipare in questi giorni a trasmissioni televisive nazionali e locali, le cui lettere e i cui comunicati circolano sulle pagine dei giornali a smentire, prendere le distanze, negare (da leggere il post di jumpingshark, soprattutto la parte in cui cita Saverio Ferrari da Il Manifesto che dice “Ieri notte da Roma è stata indirizzata a tutti i responsabili locali di Casa Pound la seguente email: «Comunicazione interna urgente e riservata. Fare quadrato ora significa: negare la sua appartenenza al movimento, cancellare ogni traccia, stare zitti e far parlare solo i dirigenti autorizzati» Troppo tardi!“).

Tanta visibilità, sulla pelle dei morti. Un’occasione come un’altra per farci sapere quanto sono bravi e umani, anzi umanitari, con il paio di iniziative sulla birmania, quelle sull’emergenza abitativa, e lì bisogna dire che le abitazioni rivendicate per le famiglie bisognose le malelingue dicono che siano finite in mano ad amici di Casapound che non ne avevano affatto bisogno, e poi senza contare la movida e le varie iniziative sul pensiero di evola e simili.

Strategia comunicativa dei fascisti del terzo millennio, quelli che “né rossi né neri ma liberi pensieri” e politica sociale presa dagli archivi del partito nazional socialista. Si interviene sul bisogno dei poveri, sulla rabbia dei disoccupati, su tutto quello che è possibile cavalcare, un po’ come la lega ma dal sapore tanto più noglobal, con le loro occupazioni e i gruppi studenteschi ammessi perfino a partecipare ai confronti interni nei licei e nelle università, con le loro iniziative “culturali” in cui si divulga il pensiero di estrema destra un po’ dappertutto, con l’occasione della presentazione di libri di vario tenore e il patrocinio di comuni, province, regioni, incluse quelle di sinistra. Sono bravi ragazzi, non c’è che dire. Un vero gruppo di boyscout.

Vorremmo qui ricordare, e integrate se ne avete voglia e se avete più memoria di noi, quali giornalisti, intellettuali, personaggi libertari o presunti tali, di sinistra e simili, hanno sdoganato Casapound affinché arrivasse tranquilla a poter esigere di stare sulle piazze, ovunque, mentre gli antifascisti subiscono repressione e insulti.

Lo sdoganamento dei gruppi di destra, così come la “tolleranza” per i vari “spariamo agli immigrati” pronunciati da sindaci, politici, ministri leghisti (vedi il viceministro Castelli e il consigliere regionale veneto Daniele Stivai e il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, tutti armati di mitra, fucili e pistole per sparare agli immigrati come “leprotti”), ammiccamenti, istigazione, scivoloni di cui talvolta registravamo delle rivendicazioni e per altre si attribuivano all’esasperazione sempre giustificata quando qualcuno prendeva a sprangate l’immigrato di turno, avviene da anni e noi l’abbiamo sempre avvertito, monitorato e messo in relazione alle tantissime aggressioni di stampo neofascista che hanno insanguinato l’Italia negli ultimi anni.

E la caccia al “negro” checchè se ne dica ha un’impronta innanzitutto istituzionale, con le varie polizie a pestare persone di colore, con la gente forcaiola a fare esecuzioni pubbliche per il sospetto di un furto per un pacco di biscotti, ve lo ricorderete, o altri inseguiti per le vie per varie ragioni, e poi ci sono tutte le persecuzioni formato ronda, ronde leghiste, ronde dei partiti di estrema destra, ronde di cittadini “volenterosi”, ronde di cittadini dediti al linciaggio di neri, rom, così come si è visto in varie occasioni e in vari roghi ai campi nomadi, baraccati e via così. Potete rinfrescarvi la memoria con il nostro Bestiario razzista, parte prima, seconda e terza.

Ad un certo punto il fascino fascista, per dirla alla Susan Sontag, ha contagiato un po’ di gente, anche insospettabili, tutti a citare voltaire, tutti a immolarsi pur di fare parlare un neofascista, tutti a dare lezioni di libertarismo agli antifascisti che sapevano quello che stava accadendo e avvisavano tutti del fatto che la legittimazione culturale a certa gente significa legittimazione alle orrende azioni che da quella cultura sono istigate e ispirate. Ovvero, i fascisti agiscono spinti dall’idea di avere ragione, dalle tante sollecitazioni di chi non ha fatto altro che scrivere un giorno si e un giorno no che l’emergenza” stranieri, e il “pericolo” straniero, e lo straniero stupratore, e lo straniero ladro, e lo straniero sporco, e lo straniero che fa schifo, e lo straniero invasore, e lo straniero barbaro, e lo straniero da affondare, rimandare a casa, ammazzare, perchè prima gli italiani e poi gli stranieri, prima la cultura locale e poi la vendita di kebab, perché il pericolo dell’islam, e l’emergenza musulmana, e la diversità come minaccia, e il terrore del diverso, e i regolamenti comunali, e le ronde, e i Cpt, poi i Cie, e il patto con quel criminale di Gheddafi, e i tanti morti nel mediterraneo, e le ordinanze leghiste nelle varie città del nord, e potremmo continuare all’infinito.

Insomma tutti presi a curiosare tra futurismo e tatuaggi con la celtica, a chiudere gli occhi sulle mani alzate all’elezione del sindaco di roma e poi a ignorare quella faccetta nera cantata in quel di genova g8 2001 e altri mille esempi che si potrebbero fare. Tutti a invocare la democrazia, perchè di destra e sinistra non aveva più senso parlare, perchè il fascismo non esisterebbe più, perché sarebbero cose superate, e badate che sto andando a memoria di tutte le cazzate che ho letto e mi sono state dette in tutti questi anni.

E da lì a descrivere quegli straccioni degli antifascisti come gentaglia senza appeal, sfigati fermi all’anteguerra, mentre li vedì i fasci, quelli lì son proiettati verso il futuro, oramai vanno di nazirock, sono roba del terzo millennio, fanno la cinghiamattanza, son per il sociale, come mussolini, e fanno revisionismi meglio che bruno vespa. Si appropriano di miti della sinistra, li vedi a dire cose su rino gaetano, scoprono che il che guevara in fondo era uno di loro, poi citano perfino peppino impastato, che i fasci li schifava essendo lui un libertario vero. Operazioni di marketing, azioni dimostrative e a roma tutti rincoglioniti da quelle quattro cose fatte e dette, perché che vuoi che sia, son brava gente, che importa se qualcuno dice di loro che sono un po’ aggressivi.

Il filone “fascio trendy”, quello sdoganato per le adolescenti, lo reperimmo su TopGirl. Parlava di Forza Nuova, che non è bravissima in queste cose ma ci provò.

Poi ci fu l’articolo di Alessandra di Pietro su Gioia che parlava delle donne di Casapound.

Il correntone che spingeva verso uno sdoganamento di quell’area partiva da quel Sansonetti che ne scrisse su L’Altro.

Poi ci fu l’Onorevole Paola Concia che si appropinquò a sdoganare l’organizzazione. E l’altra del Pd, Cristina Alicata, che nel 2009 si esprimeva su Casapound con estrema tolleranza.

E Il Fatto Quotidiano, il giornale di Travaglio, che applaudiva Casapound.

E Walter Veltroni che iniziava l’iter per l’assegnazione dei locali occupati da quelli di  Casapound equiparandoli ad un qualunque movimento di lotta per la casa.

E Luca Telese sempre tanto aperto e disponibile con i “cuori neri”.

Poi ci fu il consiglio comunale di Roma che approvò, credo all’unanimità, una mozione sul “Tempo di essere madri“, che arriva dall’area femminile di Casapound. (tempo di essere uteri)

C’è un bell’articolo ammiccante de l’Espresso, stesso gruppo editoriale de la Repubblica, che parla di Casapound. Quella repubblica che annuncia gioiosa l’elezione del figlio di Alemanno nella consulta provinciale degli studenti a partire dalla lista di Casapound.

Questa la proponiamo come risorsa ed è il file pdf con dentro un dossier sull’estrema destra a Pisa a cura di Rebeldia. Ancora una risorsa realizzata dal gruppo antifa/napoli su casapound.

E si potrebbero contare a centinaia le occasioni in cui politici del pdl, di futuro e libertà, di altri gruppi affini, hanno appoggiato, legittimato e portato alla ribalta i casapoundini. [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12]

Così come potremmo descrivere le tante iniziative di Casapound patrocinate anche da amministrazioni di sinistra, come a Bari, con tanto di marchio del consiglio regionale pugliese. O gli appoggi a Casapound da liste come quelle dei grillini a Bolzano. Val la pena ricordare anche il voltafaccia di Capossela, perchè no.

Poi ci fu tutta la banda de Gli Altri, capeggiata ancora da Sansonetti, che divulgò e firmò un appello per lasciare la piazza al Blocco studentesco di Casapound.

L’appello diceva cose piene di poesia e parlava di libertà, la libertà per quelli di Casapound di dire quello che hanno da dire, così come la libertà per gente come Gianluca Casseri, lo stragista di Firenze, di dire quello che avrà detto e scritto in giro tra Pistoia e altri posti della toscana.

A supporto di Casapound si erano precipitati proprio in tanti, un vero cordone bipartisan, che da destra a sinistra è bene ricordare per intero, con tanto di nomi e cognomi. Nomi e cognomi che potete trovare tutti i fila, sul sito di Casapound, a seguire gli appelli che hanno firmato. Firme, a partire da quelle di persone di cosiddetta sinistra alle quali ora chiediamo:

- glielo andate a spiegare voi ai morti senegalesi, alle loro famiglie, alla comunità senegalese, perché siete stati così gentili con quelli di Casapound?

A chiedere la revoca del divieto a manifestare c’era TUTTA la redazione de Gli Altri e poi:

Ritanna Armeni – giornalista e scrittrice
Angela Azzaro – giornalista de Gli Altri
Massimo Bordin – direttore Radio Radicale
Andrea Colombo – giornalista e scrittore
Lanfranco Pace – giornalista La 7 e Il Foglio
Piero Sansonetti – direttore de Gli Altri
Gian Luca Minotti – scrittore
Massimo Ilardi – professore di sociologia urbana all’Università di
Camerino, direttore Gomorra
Paola Tavella – giornalista del settimanale femminile del Corriere Io Donna
Alberto Abruzzese – professore ordinario di sociologia dei processi
culturali e comunicativi presso l’Università IULM di Milano
Rita Bernardini – deputata Partito Democratico.
Paola Concia – deputata Partito Democratico
Carlo Grassi – professore Università Iuav di Venezia (nome che viene ancora riportato sul sito di Casapound ma per cui pare vi sia una smentita)

A chiedere la libertà di manifestazione per costoro c’erano anche:

1. Pietrangelo Buttafuoco – giornalista di Panorama e Il Foglio
2. Luciano Lanna – vicedirettore de Il secolo d’Italia
3. Enzo Raisi – deputato del Pdl
4. Flavia Perina – deputato del Pdl (che è anche quella che viaggia dentro le Se non ora quando)
5. Francesco Aracri – deputato del Pdl
6. Mario Borghezio – parlamentare europeo Lega Nord
7. Paola Frassinetti – vicepresidente della Commissione Cultura e
Istruzione della Camera dei Deputati
8. Cristano De Eccher – senatore del Pdl
9. Giorgio Holzmann, deputato pdl e candidato sindaco di Bolzano
10. Ugo Maria Tassinari – saggista
11. Annalisa Terranova – giornalista de Il secolo d’Italia
12. Annamaria Gravino – giornalista de Il secolo d’Italia
13. Massimo Malpica – giornalista de Il Giornale
14. Mia Grassi – giornalista
15. Vitaldo Conte – critico d’arte
16. Carlo Gambescia – Saggista ed economista
17. Adriano Scianca – giornalista de Il secolo d’Italia
18. Raffaele Morani – giornalista
19. Daniele Petraroli – giornalista
20. Corrado Delfini – pittore
21. Antonio Pannullo – giornalista del Secolo d’Italia
22. Antonio Rapisarda – giornalista di FareFuturo webmagazine
23. Gabriele Adinolfi – Noreporter
24. Federico Brusadelli – giornalista di FareFuturo webmagazine
25. Marco Guerra – Ufficio Stampa Ministero Ambiente
26. Giovanni Damiano – scrittore
27. Domenico di Tullio – scrittore
28. Alfio Krancic – vignettista de Il Giornale
29. Maurizio Murelli – società editrice barbarossa
30. Augusto Grandi – giornalista de Il Sole 24 ore
31. Federico Zamboni – giornalista
32. Marco Battarra – Ritter Edizioni
33. Alberto Manca – Ritter Edizioni
34. Andrea Benzi – giornalista
35. Vito Orlando – caporedattore Ufficio stampa Regione Sicilia
36. Antonio Lodetti – giornalista de il Giornale
37. Adolfo Spezzaferro, giornalista de la Discussione
38. Giorgio Ballario, giornalista La Stampa
39. Fernando M. Adonia – redazione cataniapolitica.it
40. Roberto Alfatti Appetiti – giornalista
41. Maria Rosaria Nappa – pittrice
42. Miro Renzaglia – poeta e scrittore
43. Paolo Corsini – giornalista Rai
44. Luca Maurelli – scrittore e giornalista
45. Roberta Di Casimirro – regista
46. Gianfranco de Turris – scrittore e giornalista
47. Daniele Lazzeri – centro studi ‘Vox Populi’
48. Monica Mainardi – giornalista di “Chi”
49. Enzo Cirillo – direttore E-Polis
50. Giandomenico Casalino, scrittore e saggista
51. Luciano Zippi – Editore di viaroma100.net
52 – Stefano Pantini – www.lamoscabianca.eu
53 – Sandro Solinas – scrittore
54 – Vincenzo Maida – giornalista
55 – Alfonso Rossetti – vice presidente del consiglio Muncipio Roma VII (PdL)
56 – Alberto Lombardo – Presidente Centro Studi La Runa
57 – Paolo Caioli – Noreporter.org
58 – Andrea Lignani Marchesani – Consigliere Regionale Umbria PDL
59 – Matteo Mascia – Giornalista collaboratore de Il Secolo d’Italia
60 – Mario Michele Merlino – poeta e autore teatrale
61 – Antonella Serafini – censurati.it
62 – Enzo Cipriano – editore Settimo Sigillo
63 – Alexandra Javarone – giornalista
64 – Tonio Pino – Assessore Comune Novoli
65 – Domenico Naso – giornalista
66 – Ulderico Nisticò – scrittore
67 – Luigi Songa – Assessore Comune Omegna
68 – Marco Valle – giornalista
69 – Cecilia Moretti – giornalista ffwebmagazine
70 – Teresa Alquati – collaboratrice del quotidiano Linea
71 – Filippo De Ferrari – giornalista CronacaQui
72 – Ninni Dimichino – editore “L’Arco e la Corte”
73 – Francobaldo Chiocci – giornalista
74 – Christian Continelli – consigliere comunale PDL Ostuni
75 – Ugo Cassone – consigliere comunale PDL Roma
76 – Luca Gramazio – consigliere comunale PDL Roma
77 – Barbara Ricciuti – giornalista, portavoce assessore istruzione,
formazione e lavoro Regione Veneto
78 – Michele De Feudis – Giornalista di E polis
79 – Alessandro D’Agostini – artista
80 – Fernando Crociani Baglioni – presidente del centro studi Patria e libertà
81 – Maurizio Pio Rocchi – artista
82 – Roberto De Lorenxo Meo – artista
83 – Ema Omega – artista
84 – Maurizio Messina- giornalista
85 – Amedeo Renzulli, scrittore
86 – Francesco Filippo Marotta – editore consulente Editoriale
87 – Luca Loseto – artista
88 – Associazione Progetto Zero
89 – Raffaele Zanon – direzione nazionale Pdl
90 – Fabrizio Fabbri – giornalista free lance
91 – Luca Roseto – pittore
92 – Blokulla – musicista
93 – Cesare Ferri – scrittore
94 – Riccardo Ghezzi Antonioli – giornalista
95 – Eva Fontana Castelli – storica e saggista
96 – Pietro Cappellari – ricercatore storico
97 – Sandro Consolato – saggista, direttore de La Cittadella

Continueremo a documentare su questa materia perché è fondamentale capire quanto l’estrema destra, in realtà, non esiste da sola ma è supportata da tante brave persone.

Continueremo a ricordare tutto a partire dall’intervista dell’Annunziata e Radiorock al presidente o coordinatore nazionale di Casapound, non so come definirlo. Continuando per Daniele Rustici e il suo intervento a impedimento della chiusura di Casapound.

Leggi anche:

Firenze 17 dicembre: report e foto della manifestazione antirazzista

L’estrema destra e la centrifuga dei media

Firenze: appello del comitato regionale dei senegalesi

Strage neofascista a Firenze: restano due salme e un pugno di soldi alle famiglie

Contro il fascismo, con ogni mezzo necessario

La mattanza razzista

Razzisti

Firenze, 14 e 17 iniziative antirazziste

Lo stragista non è un pazzo. E’ un neofascista

Strage razzista a Firenze. Fuori i fascisti da tutte le città!

Posted in Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


36 Responses

Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.

  1. John Balcksad says

    Che ridere però,
    Daniel Walker aka daniele rustici got pwnd
    (traduzione italiana: se l’è preso nel cacapranzi)
    dal gestore del sito su Berlinguer, Qualcosadisinistra,
    che si è incazzato, ha rimosso l’articolo “Non toccate Casa Pound”
    ed è ancora più infuriato per il fatto che la chiave di ricerca più usata
    su google per arrivare al sito nei giorni dopo gli omicidi di Firenze
    è “berlinguer casa pound”,
    il che rovinerebbe l’immagine del sito e di Enrico Berlinguer
    (che un’pò se lo merita; “io non parlo con i fascisti”, ma a momenti
    andava a letto con i democristiani: molto meglio eh ? Stupido bastardo…).
    Fatto stà che il webmaster e ideologo del sito lo ha chiuso per pausa di riflessione
    e il Rustici, che sperava forse che enricoberlinguer.it gli parasse il culo dalle critiche,
    si è trovato scoperto ed è assai probabile che non ci scriverà più.
    Puppa! 1 a 0 per noi

  2. giova says

    i detrattori di femminismo a sud si sprecano e i casapoundologi diventano infiniti.
    ora c’è luca sappino (http://www.lucasappino.com/2011/12/la-brochure-di-casapound-2-non-siamo.html) e emanuele toscano che ha fatto pure un libro.
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/che-errore-chiudere-casapound/2169871

  3. sebastiano isaia says

    L’articolo di Alessandra di Pietro avrebbe potuto intitolarsi, nella prospettiva degli Antifascisti – nobile categoria alla quale non appartengo –, Le donne di CasaPound. Ossia la banalità del Male. Infatti, cosa viene in luce nella sua rapida inchiesta presso quel demoniaco sito, se non la banale e abissale indigenza “umana” che si coglie a piene mani praticamente in ogni ambiente sociale, culturale e politico? Chi ha creato questa miseria “umana”? È stato il Fascismo? quello «storico»? quello «del XXI scolo»? Ma siamo un po’ seri! Si sono forse abbassate le difese immunitarie della Repubblica nata dalla resistenza? Ogni volta che la società che tutto domina, sfrutta e consuma contraddice le pie illusioni dei feticisti della democrazia e della Costituzione, ecco gli Antifascisti tirare in ballo il pericolo fascista. «La polizia fascista!» «Marchionne Fascista!» «Sei un maschilista fascista!». Fascismo è diventato sinonimo di Male. La classe dominante di questo Paese lucra su questo equivoco da sessant’anni. Da una parte il Fronte Democratico, dall’altra i Fascisti. Dalla parte democratica la «lotta di classe» (sic!) non è sospesa, ma piuttosto messa in secondo piano, depotenziata, perché il Nemico Principale del Popolo è il Fascismo! Per dirla col Presidentissimo Mao, le contraddizioni in seno al Popolo evaporano dinanzi al Nemico Supremo. Ci sono momenti in cui le divisioni sociali e politiche devono lasciare il posto alla Sacra e Democratica Unità Nazionale Antifascista! Solo «Antifascista»? «Giammai! Solidarietà Nazionale anche per battere la crisi economica e il terrorismo!» E poi, chi altri ancora? «Gli estremisti di sinistra che remano contro il Bene Comune della Patria Democratica e Antifascista, facendo, tra l’altro e oggettivamente, gli interessi dei Fascisti!» Negli anni Settanta del secolo scorso il glorioso (per stalinisti, cattostalinisti e statalisti, s’intende) PCI di Berlinguer e la gloriosa (come prima) CGIL di Lama agirono esattamente in quel senso. In quegli anni ho preso insulti («Provocatore trotskista» o «bordighista», nonché «Amico dei padroni e dei fascisti»), pugni e pedate solo dai “compagni” del PCI e della CGIL, anche perché evitavo accuratamente di giocare alla “rivoluzione” andando a sfasciare qualche testa di «fascio». Pavidità? Può darsi. Può anche darsi che iniziavo a capire quello che scriveva l’ubriacone di Treviri. Lo ammetto: allora al «sit-in Antifascista» preferivo le passeggiate in spiaggia con annessa… Beh, ci siamo capiti. Amore e lotta di classe!
    «La democrazia se vuole sopravvivere deve avere dei limiti. Lo diceva persino un liberista come Karl Popper: dobbiamo riservarci l’intolleranza verso gli intolleranti. Lo hanno stabilito i padri costituenti. Il fascismo non può avere spazi di dialogo e rappresentanza. Chi glielo fornisce non è più liberale, democratico, inclusivo. Chi glielo fornisce è complice, lo è nei fatti, indipendentemente da quale sia la sua sedicente casacca politica» (UomoInPolvere). Non è stata sufficientemente e programmaticamente intollerante: ecco perché la di Pietro merita il primo posto sulla Lista degli oggettivamente sdoganatori di fascisti! Chissà cosa prevedevano Karl Popper e «i padri costituenti» per chi osava sostenere la tesi secondo la quale fascismo e democrazia sono due diverse forme politico-istituzionale-ideologiche dello stesso Dominio Sociale (capitalistico), interscambiabili e tutt’altro che incompatibili l’uno nei rispetti dell’altro. Devo mettere in allerta il mio avvocato? In quanto «oggettivamente fascista» devo preoccuparmi dell’intolleranza dei veri liberisti? Per mutuare Adorno, chi vuole la libertà e comportamenti eticamente corretti nella società che nega sempre di nuovo libertà e umanità prepara, in assoluta buonafede, l’inferno sulla Terra. Inferno democratico, ci mancherebbe!
    «Il ventennio fascista ha a che fare con una crisi economica, con uno stato “forte” e con l’individuazione dello straniero, dell’ebreo, del dissenziente come nemico giurato di tutti» (Femminismo a Sud). Vero. Ma faccio umilmente notare che la crisi economica non l’ha inventata il fascismo, ma il capitalismo internazionale. E già che ci sono ricordo anche, sempre pacatamente, che il Fascismo non nacque dalla testa che diventerà pelata (più della mia!) di Mussolini, ma fu il prodotto più genuino degli interessi borghesi. Ancor prima del manganello del futuro Duce, fu la Democrazia di Giolitti e dei socialisti «responsabili» a fiaccare le capacità di resistenza del movimento operaio italiano. I fascisti completarono l’opera, agevolati peraltro dalla disillusione che si impossessò del proletariato che aveva sperato nella democrazia e nel socialismo riformista. Fu la prima e democratica guerra mondiale che mise a nudo l’enorme violenza sistemica che contraddistingue la Civiltà Borghese giunta al suo più alto grado di sofisticazione scientifica e tecnologica. Anche in Germania i primi massacri di comunisti furono firmati dalla Socialdemocrazia. Il Fascismo fu la prosecuzione del dominio sociale capitalistico con altri mezzi, nelle mutate circostanze nazionali e internazionali. Poi l’Italia perse la Seconda Guerra Mondiale, e il Bel Paese si scoprì improvvisamente Antifascista: «Dai, cambiamo cavallo!» E via un’altra galoppata sulla pelle delle classi dominate, ipnotizzate dal mito resistenziale come lo erano state per vent’anni dal mito fascista. Naturalmente gli stalinisti italiani (il PCI di Togliatti, insomma) ebbero un ruolo fondamentale nella nuova strategia borghese tesa a salvare le sorti di una Nazione finita col sedere per terra, e non a caso essi sono diventati i sacerdoti più ortodossi e i difensori più zelanti del dominio sociale capitalistico in guisa di Repubblica Democratica fondata sul lavoro (salariato!). Ma è meglio fermarsi qui.
    Amici, il Male, prima che banale, è soprattutto radicale. E le sue radici si trovano in un rapporto sociale che disumanizza l’intero spazio sociale, l’intera esistenza degli individui. Continuare la coazione a ripetere dell’Antifascismo Militante, magari illudendosi di poter usare la Potenza del Leviatano per fini umani, significa chiudere gli occhi sulla natura sociale di un Paese che quest’anno ha festeggiato i suoi primi 150 anni, attraverso risorgimenti, democrazie, fascismi, antifascismi… E non capire, ad esempio, come il razzismo leghista non sia, in primo luogo, una questione di inciviltà e di mancanza di cultura, quanto piuttosto l’espressione di vecchie e radicate contraddizioni sociali che nel fenomeno leghista hanno trovato la loro adeguata espressione. Non è la Lega che vuole dividere il Paese: esso è da sempre diviso in almeno tre aree geosociali. Sputare sull’ignoranza dei leghisti può forse salvare l’anima di qualche anima progressista, ma di certo non aiuta le classi subalterne del Nord e del Sud a capire come davvero stanno le cose.
    Il problema non è mai stato il manganello (come metafora, soprattutto), ma la mano che lo impugna. È la stessa che ogni tot anni ci consegna la democratica scheda elettorale per farci “scegliere” da chi desideriamo farci amministrare.

  4. Giovanni says

    Bravo arg
    Se dobbiamo essere precisi il direttore è Antonio Padellaro che prima dell’esperienza del fatto lavorò e risollevò insieme a Furio Colombo e Marco Travaglio il giornale l’Unità oramai fallito, quindi se Travaglio fosse di destra non lo avrebbe toccato neanche con le pinze
    In più voglio farvi vedere l’opinione di Furio Colombo che sul fatto scrive, l’opinione su Pound e casapound http://diksa53a.blogspot.com/2011/12/razzismo-ma-pound-non-era-un-grande.html

  5. arg says

    precisazione.
    l’articolo di Stefano Caselli si può leggere qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/02/03/fiat-casa-pound-scavalca-i-sin/13012/ . Ritengo sbagliato, proceduralmente e concretamente, ricondurre ad un singolo articolo una presunta linea editoriale, che si tratti di quella del quotidiano o peggio ancora di un singolo giornalista che lo “controllerebbe”. Il Fatto Quotidiano non è il giornale di Travaglio, quest ultimo ne possiede il 4,87%, ne è il vicedirettore e fino ad ora non risulta abbia esercitato pressioni indebite sulla redazione. Definirlo “il giornale di” è una grave offesa.
    fine precisazione.

  6. Daniel Rustici says

    innanzitutto grazie per il signore, ma ho 19 anni mi fate sentire vecchio ;)
    Tullio mi fa piacere che non ti dimentichi di me, ma continui a non capire il mio pensiero: non volevo difendere nè i fascisti di ieri nè quelli di oggi, ma solo ribadire il mio dissenso a tutte le forme di fascismo!
    Frank condivido il tuo discorso sul primato della libertà di essere, ma toccare la libertà di dre equivale, ci insegna il vecchio Kany, a toccare anche la libertà di essere, perchè noi siamo e diventiamo anche in base all’altro e al suo modo di pensare. Detto questo non è dicendo ad uno che odia i neri e o i gay di non dire le sue opinioni che risolvi il problema, perchè lui continuerà a pensarle: bisogna fare CULTURA e PREVENZIONE perfar sì che gli passino dalla mente certe stronzate.

  7. Frank says

    Signor Rustici, si assuma il peso di quanto ha scritto. Lei ha difeso il diritto a esistere della discriminazione in base a un principio astratto di non discriminazione, parafrasando un Voltaire apocrifo. Lei ha creduto di “dire qualcosa di sinistra” ma ha solo ripetuto la vulgata liberale della libertà di pensiero. È incorso in un errore logico poiché discriminare il discriminante non è discriminazione, ma opposizione ad essa, come dire “guerra alla guerra” o “vietato vietare”, slogan pacifisti e anarchici la cui forma paradossale non è contraddizione in senso stretto (aristotelico).
    La libertà non è un concetto astratto, ma concreto, se la si assume astrattamente si incorre in aporie insormontabili. La libertà ha dei gradi, non è monolitica: la “libertà di essere” (ebrei, neri, gay, ecc.) ha la priorità sulla “libertà di dire” (male di ebrei, neri, gay, ecc.), impedire la libertà di odiare in nome della libertà di vivere in pace non è una negazione della libertà ma la sua affermazione.
    In conclusione, il suo ragionamento, come tutti gli altri di questo genere, risponde a un semplicismo e a un approccio “fondamentalista” alla libertà che non differenziando il concetto lo tradisce.

  8. Frank says

    Signor Rustici, si assuma la responsabilità di quanto ha scritto. Lei ha difeso il diritto a esistere della discriminazione in base a un principio astratto di non discriminazione, parafrasando un Voltaire apocrifo. Lei ha creduto di “dire qualcosa di sinistra” ma ha solo ripetuto la vulgata liberale della libertà di pensiero. È incorso in un errore logico poiché discriminare il discriminante non è discriminazione, ma opposizione ad essa, come dire “guerra alla guerra” o “vietato vietare”, slogan pacifisti e anarchici la cui forma paradossale non è contraddizione in senso stretto (aristotelico).
    La libertà non è un concetto astratto, ma concreto, se la si assume astrattamente si incorre in aporie insormontabili. La libertà ha dei gradi, non è monolitica: la “libertà di essere” (ebrei, neri, gay, ecc.) ha la priorità sulla “libertà di dire” (male di ebrei, neri, gay, ecc.), impedire la libertà di odiare in nome della libertà di vivere in pace non è una negazione della libertà ma la sua affermazione.
    In conclusione, il suo ragionamento, come tutti gli altri di questo genere, è figlio di un semplicismo e di un approccio “fondamentalista” alla libertà che non differenziando il concetto lo tradisce.

  9. Tullio says

    Che bella lista di personcine a modo, così solidali e caritatevoli da farsi in quattro per sdoganare gente che, anche con la mascherata da “gente civile”, resta e resterà sempre FASCISTA. A tutte queste belle testoline d’intellighenzia fine (e di pseudo sinistra) consiglierei un viaggetto non a Cuba (di tanta intellighenzia non saprebbero che farsene) ma una capatina ai campi di sterminio e una rinfrescatina sui libri di storia del secolo scorso (le atrocità del fascismo e del nazismo). Questo invito é anche per il sig. Rustici (non vorrei si offendesse pensando d’averlo dimenticato!).

  10. Lev Petrovitch Uljanov says

    Mi sembra che molti imbecilli che hanno commentato questo ottimo post pensino che tutte le idee siano buone a dire in nome della libertà di parola. Stronzate. La libertà di circolazione delle persone non da diritto a un malato di peste di andare in giro a spargere il contagio tossendo in faccia alla gente. Allo stesso modo coloro che, come Casa Pound, diffondono idee perniciose debbono essere messi a tacere e coloro che li appoggiano meritano tutto il nostro disprezzo.

  11. Daniel Rustici says

    il mio pensiero è che l’intolleranza non si combatte con l’intolleranza: l’operazione “chiudiamo casapound ” è a mio avviso inutile, se non si riuniranno legalmente lo faranno illegalmente. Poi non condivido l’assunto secondo cui la responsabilità di ciò che è accaduto a Firenze sia da attribuire all’intero movimento CPI, sarebbe coem dire che la responsabilità dell’incendio del campo rom a torino è del pd perchè in mezzo ai barbari c’era una militante di quel partito! L’ultima frase a cui fai riferimento è una provocazione: quello che penso è che tutti abbiano diritto di dire la propria opinione, nel rispetto degli altri certo e sempre sfuggendo ad ansie totalitarie.

  12. lucha says

    Signor Rustici, una curiosità: ma che vuol dire «il razzismo è un male da estirpare nel mondo, [..] ma difenderò fino alla morte il diritto di chi non la pensa come me ad esistere»?

    Ciò io lo trovo incoerente. Nessuno qui sta proponendo di chiudere CasaPound “col fuoco”, eppure tutti sembrano preoccupati di difendere chi per sport va in piazza a prendere a cinghiate minorenni (e mi si dica che non è vero!) dal pericolo dell’autocombustione indotta, quando il problema è semplicemente: CasaPound senza i soldi, gli appoggi, ed il sostegno del PDL e di certi ambienti che definire “intellettuali” mi sembra di fare offesa, non esisterebbe come lo conosciamo oggi.

    Cioè, questa cosa che il CasaPound in Italia è un fenomeno sociale ce la stiamo (ce la state!) un po’ raccontando. CasaPound non è la Lega Nord: sono operazioni finanziate e create “a tavolino” ad uso e consumo e con ben altri scopi.

    Secondo me CasaPound andava chiusa ben prima dell’attentato di Firenze. Ora, io sono d’accordo che non abbiamo bisogno di Capri Espiatori, ma non mi sembra questo un buon motivo per proteggere le povere targarughe celtocrociate.

    E a me l’idea che “chi non è d’accordo può anche lasciare il paese” proprio non mi va giù. A me sembra una sublimazione geografica di un desiderio alquanto violento, quello di “eliminare ciò che non può essere inquadrato nel discorso”. Che è esattamente l’accusa che rivolgi agli “antifasciti stalinisti”… e siamo punto e a capo.

  13. Daniel Rustici says

    Non ho intenzione di surriscaldare i toni, in quanto sono sempre per il dialogo civile. Ma non posso non esprimere il mio disappunto per l’inserimento del mio nome nella lista dei finacheggiatori fascisti: io sono sempre stato dentro la sinistra, dentro il movimento gay, al fianco delle donne e dei migranti. Sarebbe oppurtuno informarsi meglio prima di pubblicare certe cose, soprattutto se vanno a toccare persone che sanno cosa vuol dire essere discriminati. Cordiali saluti.

  14. Jo says

    Alcune persone hanno visto quella lista di nomi per la prima volta ADESSO su questo post. Sta sul sito di Casapound e gira in rete da maggio 2010. Sveglia.

  15. andrea says

    Però Allegrezza è un pioniere dello sdoganamento di casapound, addirittura dal 2008
    http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/06/22/serata-a-casa-pound/

  16. Giovanni Ugo says

    Davvero bel posto, gli uomini della Resistenza sarebbero fieri di voi (noi) ;)

  17. Shining says

    Sono un articolista del giornale indipendente LaMeteora, vorrei sengalarvi quest’articolo, pubblicato da gente che si dice di “sinistra”:
    http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/?p=6325

  18. d says

    per quanto abbia trovato parecchi spunti condivisibili nel post, mi sembra che si mescolino arbitrariamente due concetti che ritengo distinti ovvero la “legittimazione culturale” e la “libertà di espressione del proprio pensiero”. credo infatti che l’una possa esistere indipendentemente dall’altra e che sia preferibile concentrarsi sulla genesi della legittimazione culturale piuttosto che cercare una soluzione nella censura rischiando di cadere nel tranello oltranzista reazionario.

    il dramma non consiste nella libertà che chiunque possiede di farsi pubblicità, quanto piuttosto dai motivi che spingono le persone a dar retta a un certo tipo di personaggi: questa predisposizione sociale esiste a prescindere dal tipo di utilizzo che si fa dei mezzi di comunicazione (detto ciò, è ovvio che lo sforzo di questi ultimi nell’inquadrare i movimenti per ciò che sono sarebbe apprezzabile).

    nel momento in cui una sottocultura perniciosa si fa largo sui media essa ha già metastatizzato, che se ne parli bene o male. a volere esser pessimisti, se una soluzione c’era andava cercata prima, senza prendersela ora con il megafono, né con chi ci sta dietro; piuttosto con chi si ferma un po’ troppo a lungo ad ascoltare…

  19. me says

    http://www.lucatelese.it/?p=825

    mughini, tassinari e mellone più morucci

  20. fikasicula says

    x Giovanni, avevamo già rimosso e corretto solo un paio d’ore dopo la pubblicazione di questo post. ne abbiamo dato notizia al signor Allegrezza che se vuole può usare questo blog per veicolare una ulteriore nota di chiarimento sull’equivoco. grazie mille per la segnalazione.

  21. giovanni says

    ricevo e inoltro:
    Nel post è erroneamente presente il mio nominativo a sostegno di un appello dell’organizzazione Blocco Studentesco
    Poiché non ho mai dato né inteso dare il mio sostegno, vi prego di rimuovere tempestivamente il mio nome da quella lista e di farmi avere notizia dell’avvenuta cancellazione. Potete verificare che nella versione originale del comunicato di B. S., il mio nome non appare: http://tinyurl.com/7umtxe2
    Grazie,
    Guido Allegrezza
    Sinistra Ecologia Libertà, Roma
    allegrezza@gmail.com

  22. Ramiro says

    MI fa strano che non ci fosse anche Pannella…
    Lui, Fioravanti, lo proteggeva sempre.

  23. SoloCon_io78 says

    sansonetti è un traditore e/o un infiltrato. personaggio losco e ambiguo, mai mi ha convinto.
    il fatto quotidiano non è ufficialmente di travaglio ma sostanzialmente sì, dunque non sorprende il plauso a suo tempo a casapound dato il retroterra e l’estrazione politico-culturale del marco nazionale, liberalconservatore montanelliano, uomo schiettamente di destra per sua ammissione dichiarazione e autodefinizione ribadita in più circostanze.
    il permissivismo liberaleggiante delle pseudosinistre nostrane salottiere è peloso e patetico.
    alemanno in principio affascinò e convertì una buona parte dell’ambientino ‘artistico’ romano, prodigo di redenti tessitori di lodi a una destra attenta al sociale, alla cultura e aperta al dialogo e al confronto.
    i de gregori vari pronti a buttare nel cesso la loro appartenenza politica ormai avvertita come polverosa e inadeguata, sorpassata dai tempi e dalla Storia -e io in solitudine a riflettere su quanti danni abbia fatto quella gaberiana destra e sinistra, canzone quanto mai sopravvalutata, comoda, qualunquista, stupida e sbagliata (perfettamente modaiola e adatta a quest’epoca).
    le cose vanno chiamate con il loro nome, e questi centri social-culturali pessimamente celano neonazismo e il solito merdume fascista.
    grazie e complimenti per i vostri articoli. vi ho scoperto assai di recente, forse perché maschio e ddu nord (pur se di partenopee origini).
    dietro la stereotipata facciata solare l’italia rimane un paese maschilista, incivile, vigliacco, ipocrita, xenofobo, corrotto, cattoconservatore, mafioso e a maggioranza fascista o fascistoide.
    questi poundini inoltre vorrebbero fascistizzare tutto e tutti, e se si può sorvolare sull’assurda grottesca maldestra operazione tendente all’appropriazione indebita del Che (ci sarebbe da ridere ma ora non mi riesce) non posso mettere a tacere l’irritazione cagionatami dalla loro calunniosa rivisitazione di Rino Gaetano, il quale pressoché in ogni canzone (basterebbe ascoltare con un minimo d’attenzione) denuncia i mali del belpaese, attacca i poteri occulti da una posizione palesemente di estrema sinistra (il nipote lo dice a chiare lettere, ce ne fosse bisogno) combattiva quanto in parte disincantata e delusa. Rino che finanziava le radio libere e simpatizzava fortemente per i movimenti del ’77…
    ma purtroppo le giovani e giovanissime generazioni, in particolare, non sanno non vogliono cogliere né l’ironia né la sua rosa d’amore e di niente. temo l’ottusa arroganza ignorante delle microgenerazioni successive alla mia (ho 33 anni, a scanso d’equivoci, e la mia generazione certo non è esente da gravi responsabilità). la temo e mi deprime e infine disarma, imbevuta com’è di spirito d’omologazione conseguenza -anche, non soltanto- del loro esser cresciuti e formatisi a pane e berlusca (e croci celtiche per ornamento e revisionismo criminalizzante la Resistenza e così via -in alternativa c’è la più vuota indifferenza individualista e menefreghista da dare compiaciuti in pasto al sistema).
    esistono certo le eccezioni. voi, ad esempio.
    -la penuria estrema di maiuscole e l’alquanto scarna punteggiatura sono scelte consapevoli-
    grazie ancora e rinnovati complimenti.
    solidarietà, fratellanza/sorellanza, resistenza ovvero lotta di liberazione ora e sempre.

    una voce (‘e notte) da Trieste

  24. cybergrrlz says

    Manca l’Annunziata e Radiorock che ha intervistato recentemente Iannone suscitando grandi polemiche. Boris Sollazzo che scrive su Liberazione si è schierato a favore della scelta della radio.

  25. antonella says

    Grazie per la lunga rassegna di materiali che sto via via consultando e che mi serviranno anche sul lavoro, dato che insegno alle superiori.Mi sono bloccata all’articolo dell’Espresso, nel punto dove trovo scritto “E’ qui che si ritrova la palingenesi del fascismo del terzo millennio: così come il pogo dei punk inglesi metteva in crisi le forme classiche del ballo nel rock, allo stesso modo la cinghiamattanza attraverso il ballo esaspera e rappresenta – per i militanti di CasaPound – aspetti fondamentali dell’esistenza: la vitalità, il gioco, la lotta, contrapposti a un modello culturale dominante e imposto che ha con il corpo “un rapporto complessato, paranoico, decadente”.
    La cinghiamattanza attraverso il ballo (???!!!!) rappresenta la vitalità e il gioco?

Continuing the Discussion

  1. PERCHE’ L’ITALIA NON FA PIU’ SOGNARE GLI AFRICANI di Jamila Mascat | il marxismo libertario linked to this post on gennaio 10, 2012

    [...] a Sud, un blog antisessista e antifascista, ha pubblicato  una sorta di provocatorio “J’accuse” che ha suscitato un animato dibattito in rete . Il blog ha compilato una lista di giornalisti e politici di sinistra che avrebbero in un modo o [...]

  2. Anche noi stiamo con Femminismo a Sud! « linked to this post on dicembre 27, 2011

    [...] in un post le firme di adesione ai vari appelli di Casapound di questi intellettuali da operetta (leggi). Articolo, quello delle compagne, pienamente condivisibile (qualcosa di simile l’abbiamo scritta [...]

  3. Le ombre della violenza « Letteratura erotica Il blog di Crisa linked to this post on dicembre 25, 2011

    [...] sito di Femminismo a sud, con il suo post “Chi ha sdoganato Casapound?” ben affronta il problema, argomentandolo attraverso diversi articoli. Al post di Fas sono [...]

  4. Io sto con Femminismo a Sud « Meno e Pausa linked to this post on dicembre 23, 2011

    [...] avvenuta a Firenze in cui un neofascista ha colpito a morte Modou Samb e Mor Diop ha pubblicato un post in cui racconta come e perché il fascismo e il razzismo sono diventati “accettabili” [...]

  5. Agora' di cloro » Femminismo a sud, casa pound e il mainstream che apprezza i fascisti… linked to this post on dicembre 20, 2011

    [...] parecchio, che le amiche di Femminismo a Sud siano state prese di mira malamente, stavolta per aver pubblicato una lista di giornalisti e uomini di cultura piu’ o meno allineati col potere che avrebbero [...]

  6. Fascisti del terzo millennio: chi ha sdoganato CASA POUND? | VITAMINE PER PATERNO linked to this post on dicembre 16, 2011

    [...] fonte: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/12/16/chi-ha-sdoganato-casapound/ [...]