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#MiSalvoDaSola: di spot con vibratori, moralismi e censure

Da Abbatto i Muri:

A proposito di censure e moralismi in difesa della “dignità” delle donne.

Qualche tempo fa avevo parlato della pubblicità della Desigual perché in qualche modo, con tutti i distinguo del caso, mi era piaciuta. Rappresenta persone, giovani perché il target è quello, e ci mette dentro corpi, sessualità, un vibratore che dice che una donna può regalarsi piacere prima di uscire di casa al mattino.

Bene. E’ stata colpita dall’ingiunzione dello Iap perché giudicata “indecente”.

Dice lo Iap a proposito della pubblicità ‎#Desigual che:

Infatti il gioco di parole contenuto nell’headline (‎#falloalmattino ndb) in relazione alle immagini che mostrano l’oggetto rosa di forma fallica non lasciano spazio all’immaginazione sul significato indecente. In ciò si sostanzia altresì una intollerabile commistione tra la sfera intima della sessualità (territorio che resta di scelta personale e riservata) e la sfera esteriore della pubblicità commerciale, che il messaggio presenta al fine unico di provocare disagio e turbamento.

601434_560072297345042_1972367059_nOvvero: pubblicità in cui i ruoli delle donne, di mogli e madri, sono sempre lì a rappresentare la morale catto/fascista di questo paese non le ingiunge nessun@. Dove c’è una rappresentazione di una donna sessuata e finalmente sganciata da stereotipi sessisti che la mostrano solo come accessorio alla sessualità etero/maschile invece si ingiunge.

E se questo è quello che può fare lo Iap, al quale io ho sempre detto che non avrei affidato la mia critica sessista per vedere sanzionato alcunché, giacché odio le censure in generale, cos’altro potrebbe fare una commissione ministeriale (immaginate chi potrebbe esserci…) che per disposizioni di legge, proposta da donne del Pd, inaugurerebbe la stagione di pene detentive e multe salatissime?

A me sembra necessario a questo punto fare partire una campagna che sia contro la censura, il moralismo, ogni genere di autoritarismo che riguardi la pretesa salvezza/difesa delle donne. Una campagna che si chiami #NoGrazieMiSalvoIo#MiSalvoDaSola o #MiSalvoIo o #NonHoBisognoDiEssereSalvata o #SonoUnaDonnaAutodeterminata o quello che volete e che racconti come in Italia, in questa pretesa unità tra donne, l’unico elemento unitario che davvero abbiamo deciso di ignorare, quello che dovrebbe mettere in piazza tutte e tutti, è il rispetto per l’autodeterminazione di ciascun@ e il fatto che nessun@, mai, può e deve imporre la propria morale all’altr@. 

Senza rispetto per l’autodeterminazione, senza la consapevolezza che siamo tante e diverse e che nessun@ può decidere al posto nostro chi siamo, da cosa ci sentiamo ferite, quali direzioni e scelte vogliamo intraprendere, non ci può essere alcun percorso comune. Si apre, e per quello che mi riguarda si è aperta già un po’ di tempo fa, una stagione di conflitto – perennemente rimosso – ove ciascun@ avverte il peso di una morale normativa sulla propria pelle. Peggio è se quella morale normativa arriva da un preteso femminismo che somiglia sempre più ad una delle tante religioni integraliste delle quali pure, in senso laico, vorremmo liberarci.

Ecco. Qualunque sia la tua scelta, qualunque sia il tuo sentire, tu devi avere la possibilità e le garanzie necessarie per poter vivere, esistere, senza sentirti perennemente additata da chi da un lato ti dice che se ti spogli è male perché è peccato e/o provochi i molestatori e dall’altro ti dice che se ti spogli per scelta comunque non è ok perché saresti vittima di qualcun@.

Direi che è sufficiente. Andiamo avanti e archiviamo, per favore, questa stagione di istanze pseudofemministe mediaticamente guidate per il bene di un partito o più d’uno. Non ce le vedo davvero quelle del Pd nel ruolo di pasionarie che sfidano i poteri forti per difendere la mia pelle. Non mi interessa che guadagnino punti su concetti unificanti e generici che parlano di corpo nudo. Mi interesserebbe di più si concentrassero sui ruoli che ci assegnano e in questo momento l’unico ruolo che mi stanno assegnando è quello di una imbecille che non sa produrre da sola le proprie istanze e le proprie rivendicazioni.

Esigo strumenti perché #MiSalvoDaSola e a modo mio, qualunque sia la mia scelta. Esigo strumenti e garanzie e non tutele. Sono soggetto e non oggetto (di Stato). Questo è il primo riconoscimento che mi deve essere concesso. Perché altrimenti non c’è molto altro da dire.

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Posted in AntiAutoritarismi, Comunicazione, Critica femminista, Pensatoio, R-esistenze, Scritti critici.

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