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Anonymous buca il server della Polizia: e la privacy?

Anonymous buca il server della polizia di stato e tira fuori un tot di documenti che rende disponibili in stile wikileaks su un sito pubblico. Ci abbiamo pensato un po’ prima di chiedere: e la privacy?

In giro un sacco di gente festeggia per questo, da notav.info sono arrivati i grazie. Però… possibile che nessuno s’è posto il problema di non divulgare nomi e indirizzi di compagn* che sono citati in quei materiali divulgati? Ora tutto ciò è disponibile online. La cultura del “non ho nulla da nascondere” dà i suoi frutti?

Siamo un po’ perplessi/e. Sentiamo anche una necessità. Bisognerebbe riaprire una discussione sul mediattivismo. Una buona parte di quella generazione di vecchi tech e smanettoni non ha lasciato a quanto pare alcuna eredità in termini di consapevolezza. Non è riuscita a lasciare un’impronta su una nuova generazione di mediattivisti.

Il risultato adesso è questo: persone capaci di bucare un sistema informatico ma incapaci di valutare a fondo le implicazioni politiche del non nascondere i dati sensibili (forse perchè infettati da quel derivato del legalitarismo e grillismo alla “voglio essere intercettato”), “militanti” che pensano di poter discutere su facebook e non in assemblea, mentre il questurotto ride, gente attaccata al computer per ore e ore al giorno ma che manco sa che cosa c’è dentro ad un computer.

Perché, cari di Anonymous, il punto non è cosa fai, se decidete di fare i rivoluzionari di frontiera o chissacchè. Il punto è “come” lo fai.

Posted in AntiAutoritarismi, Pensatoio.


12 Responses

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  1. cosmo says

    Una delle problematiche che mi sembra di vedere riguarda la gestione di una quantità di dati abbastanza grande, che andrebbero studiati uno a uno, selezionando quelli che possono avere una rilevanza di qualche tipo e farne quindi l’uso che si ritiene più opportuno. Non so se questo tipo di lavoro è stato fatto. Se c’è la sensibilità, questo mette anche al riparo eventuali esposizioni pubbliche di dati personali di compagn*.

  2. perplesso says

    non è così scontato quello che dici perchè è un lavorone (si parla di 1,5 Gb di testi ) e chi ha fatto questa cosa non è detto che conosca ogni singola realtà d’italia coinvolta, quindi non sono così netto nel dire che hanno fatto una cazzata. Non ho un giudizio preciso però tutto sommato in questo caso le informazioni pubbliche la polizia già le ha, certo adesso le hanno anche i giornalisti a cui piace da morire fare inchieste e scaraventare merda sulla gente, però se si doveva scegliere tra far uscire e non far uscire questi documenti meglio (per noi) che siano usciti no ?

  3. fasst says

    Tipo passare i file a gruppi e compagni di riferimento nelle città?

  4. perplesso says

    Ciao scusate, se i file sono in possesso alla polizia ormai i nomi sono già pubblici, la scelta a questo punto doveva essere se pubblicare o meno quello che è stato rubato alla polizia voi che avreste fatto? È chiaro che è un pò una merda leggere il proprio nome..Non sò la scelta è difficile, sicuramente chi ha trovato il proprio nome però ora può stare in campana più di prima e viceversa sarebbe stato impossibile avvertire le persone una ad una..Non sò, ma non è così banale la questione, di sicuro il paragone sui i comps che usan facebook è molto molto azzardato però si tratta di questioni completamente diverse..

  5. Elisabetta P. says

    @Humanoide: grazie per l’informazione, non posso visionare tutti i leaks.
    Direi comuqnue che sì, dovrebbero correggere il tiro alla prossima, o restringere il focus…

  6. lorcon says

    non contengono dati sensibili? cristodidio, c’è un documento di 54 pagine che è l’informativa sui movimenti a torino che contiene nomi, cognomi, indirizzi di casa e biografia di decine di militanti.
    altro che non contenere dati sensibili…

  7. Elisabetta P. says

    “non credo si riferisse ad anonymous quanto ad un più generico modo di stare su internet di compagni che come abbiamo detto al femblogcamp in ore e pre di discussione vanno in piazza a fare belle azioni di rivolta civile e poi si taggano a vicenda su facebook.”

    Non posso che essere d’accordo sulla valutazione che fai dei compagni che si autotaggano-denunciano su facebook dopo le manifestazioni. Ma il post sembrava tutto rivolto ad Anon, dal titolo alla chiusa. Al Camp purtroppo non c’ero.

  8. fasst says

    elisabetta dici “Però parlare di Anonymous come compagni di merende paragonabili a chi pensa di poter discutere la politica su Facebook invece che in assemblea, mi sembra un’esagerazione.”
    non credo si riferisse ad anonymous quanto ad un più generico modo di stare su internet di compagni che come abbiamo detto al femblogcamp in ore e pre di discussione vanno in piazza a fare belle azioni di rivolta civile e poi si taggano a vicenda su facebook.

  9. Elisabetta P. says

    Se hanno lasciato gli indirizzi e altri dati sensibili hanno sbagliato, si tratta comunque di una violazione della privacy. Però parlare di Anonymous come compagni di merende paragonabili a chi pensa di poter discutere la politica su Facebook invece che in assemblea, mi sembra un’esagerazione. E indebolisce il resto del post, con cui in sostanza concordo: problema della privacy e modalità dell’attivismo sul web, cose di cui vale la pena di parlare.
    Quel che ritengo importante dell’azione resa nota ieri è non solo l’aver ancora una volta reso evidenti falle di un sistema informativo che dovrebbe essere blindato (e se sono bravi quelli di Anon e anche vero che la maggior parte della sicurezza dei server della pubblica amministrazione fa acqua da più parti), ma l’aver dato un segnale a coloro che pensano di poter agire impunemente perpetrando soprusi, perché non identificabile, perché sempre e comunque protetto (anche dai media, che ormai sono arrivati addirittura a sollecitare la delazione delle/dei cittadine/i). Ciò è chiaramente espresso nel comunicato pubblicato sul sito NoTav, e credo abbia fatto ridere veramente poco chi è stato oggetto dell’attacco.

    Ma i dati sensibili (indirizzi e altro, i nomi erano già alle cronache) che dite di aver trovato e l’utente Paolo dice che non ci stanno, sono presenti sui leaks o no?

  10. fasst says

    pensa che queste considerazioni le hanno scritte due uomini. mediattivisti. ma il pregiudizio è grande nel mondo militante. 🙂

  11. paolo says

    Dal paternalismo al maternalismo il passo è breve. Un attegiamento così superficiale nei confronti di chi ha bucato i server della polizia italiana per la prima volta.
    I questurini ridono di questi post. Dell’attacco informatico di ieri non ridono per niente..
    Se non sono stati omesssi i nomi dei compagni questo è un errore. Ma tirare fuori il grillismo è ridicolo e furoi tempo massimo. Ho letto buona parte dei leaks contengono informazioni interessanti sui come si muove l’OP in Italia. Mentre dati sensibili di compagni non ne ho proprio visti.
    Comunque dare lezioni di mediattivismo lasciano il tempo che trovano-