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Sesso, amore e bulimia

Disturbi alimentari. Ancora racconti a contributo delle “Storie di Dipendenze” che raccolgono per ora le autonarrazioni (Diario di una bulimica) di EreticaEve, le voci raccolte da Antonella, di Valentina, di Haberman. Dal personale al politico perché anche di questo bisogna parlare. Se volete partecipare al nostro progetto e contribuire scrivete a fikasicula[at]grrlz.net. Buona lettura!

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Sesso, amore e bulimia

di Eve Blisset

Quando ero innamorata o pensavo di esserlo ascoltavo spesso una canzone dei Massimo Volume che si chiama “Meglio di uno specchio”.

Visto? Non sono meglio di uno specchio?

Quando si trattava di me e te, ma anche quando si trattava di me e chiunque altro, la risposta era no, era sempre no. Semmai eri peggio.  Quando ero innamorata o pensavo di esserlo vomitavo sempre. Sulla tua presenza e nello spazio della tua assenza, su quello che non c’era. E ti odiavo perchè esistevi, e perchè il fatto che tu esistevi mi rendeva ancora più malata, e debole, e mi odiavo e mi facevo spesso del male perchè non potevo essere così debole, non avevo ancora capito che il corpo è rivolta gioiosa e non oppressione cupa, non gabbia genetica (e forse non l’ho capito ancora, ma ci sto lavorando).

Una volta avevo scritto un racconto. Parlava di Jim Carroll e di una ragazzina che aveva smesso di innamorarsi perchè ogni volta che s’innamorava vomitava. Era autobiografico anche se allora ancora non lo sapevo. Era una premonizione. Non m’innamoro più, non ne sono capace. Questa cosa, questa cosa che ho in testa, mi ha resa totalmente disempatica. Faccio i blablabla sul pornoattivismo, sulla liberazione dei corpi, nè leggo, nè scrivo e nè parlo, ma di fatto anche adesso che sto imparando a vivere attraverso il corpo e insieme al corpo,  ogni volta a stento a superare il gap del sesso, del mostrarmi completamente e totalmente nuda e negli ultimi due mesi, paradossalmente in parallelo con la guarigione, questo aspetto della malattia sta peggiorando. La verità è che ho quasi perso qualsiasi interesse. Ho provato a parlarne con qualche amica, mi hanno scambiata per “bacchettona”, mi hanno guardata come se fossi un’aliena.

Ma sono consapevole. Consapevole che anche in questo caso tutte le lotte sono la stessa lotta e la rivoluzione del corpo deve essere anche rivoluzione della vagina, che non può esistere una senza l’altra. Prima che sia troppo tardi.

Posted in Corpi, Narrazioni: Assaggi, R-esistenze, Storie di dipendenze.