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#OccupyMedia: siete complici della violenza sulle donne!

Bollettino di Guerra. Siamo a #44 vittime tra donne, bambini, vittime trasversali (nuovi partner) uccisi da mariti, padri, ex mariti, ex fidanzati, conoscenti, figli. #44 vittime dall’inizio del 2012 senza contare le donne ferite, mutilate, e sopravvissute. Tra la vita e la morte è ancora una ragazza sequestrata e lanciata giù dal viadotto dal suo ex fidanzato. Motivo? Mia o di nessun altro. Possesso. Diritto di proprietà su quel corpo. Incapacità di accettare che l’altra può avere una sua vita, prendere una sua decisione, essere libera di fare ciò che voleva, anche di dire NO. Se muore, e speriamo di no, è l’ennesima vittima di una strage che muore per la libertà, la sua, la nostra.

C’è un bambino che viene ucciso, lei presa a martellate perché vuole lasciare un uomo che di quel bimbo non è il padre. Un altro uomo strangola la moglie. Un trafiletto dice solo che si tratta di una questione economica. In casa è lui che vuole comandare e lei non deve mettere bocca nella vendita di una casa. Lei voleva dare il ricavato al figlio e lui invece no. Padre padrone, a tenere la borsa stretta, di quelli che la casa è sua, i soldi suoi, il corpo delle donne suo, i figli sono suoi, e se non sei d’accordo allora muori. Esistono ancora. Nel 2012.

E oggi ce n’è un altro, dice che lei era posseduta, protagonista di orge sataniche alla tenera età di 77 anni, e l’ha ammazzata. La descrive come una “violenta” perché carnalmente posseduta dal diavolo. Roba di esorcismi e cliché da ignoranti. Medioevo nelle nostre città, in una cultura che non si rinnova, dove questi pregiudizi passano di bocca in bocca, ancora oggi, grazie ai mille programmi sui “misteri” cretini dei programmi mediaset, dove ancora certificano le marce inginocchiate di gente che fa il voto ai santi, dove si parla ancora il linguaggio oscuro che giustifica qualunque violenza inflitta sulle donne. Tarantolate, possedute, da esorcizzare, rinchiudere.

Incazzate per avere a che fare con un marito completamente partito di testa no, eh? Una donna non può rivolgergli ad uno così neppure un urletto. Bisogna essere terapeutiche, infermieristiche e continuare a sopportare fino a farsi ammazzare. Se questa donna non si fosse sentita in dovere di ottemperare ai suoi doveri coniugali forse sarebbe ancora viva. Se le donne avessero un po’ più di voce in capitolo nelle questioni familiari forse non verrebbero considerate “utili” solo a fare servizi, balia, accudimento e se metti bocca nelle faccende economiche familiari ti sparo un colpo in testa. Se le donne contassero qualcosa nelle case degli italiani, nelle famiglie, non verrebbero trattate in questo modo. Uomini dominanti e donne dominate. E se alzi la testa te la tagliano.

La cosa grave in tutto ciò sono i media che ripetono nei titoli “posseduta” e la parola “diavolo” continuamente a sdoganare una versione della storia che non ha né capo né coda, a fornire una ulteriore giustificazione se non fossero sufficienti quelle che parlano di raptus, depressione, ira incontrollata, gelosia, delitti passionali e altre sciocchezze del genere. Tutto pur di non parlare di Femminicidio.

E allora, all’insegna della costruzione di un Movimento di Lotta contro la Violenza sulle Donne, forse sarebbe necessario fare una serie di iniziative a presidio delle redazioni di quotidiani e media. Perché sono complici morali, sono responsabili della reiterazione di un modello culturale che propongono in modo acritico, perché sono collaborazionisti di assassini, perché ora basta, perché non si può leggere la parola “posseduta” su un titolo di un quotidiano nazionale nel 2012, perché i giornalisti e le giornaliste devono imparare il fatto che la loro funzione è formativa e che continuano a collaborare alla costruzione di una cultura della violenza sulle donne, continuano a legittimare assassini e stupratori fornendo SEMPRE una versione della storia che definisce le vittime come carnefici e i carnefici come vittime.

Presidio attivo presso le redazioni dei quotidiani e delle televisioni. Mailbombing. Telefonate a tempesta. Qualunque cosa sia utile a fare arrivare a loro e al mondo la notizia che i media dal basso, i blog, i social, i forum, si ribellano ai media dall’alto e non li riconoscono come autorevoli, come affidabili, come utili. I media dal basso registrano le urla delle donne che subiscono violenza. I media dall’alto non rappresentano più nessuno o meglio rappresentano solo i carnefici.

Posted in Comunicazione, Critica femminista, Fem/Activism, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


6 Responses

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  1. Mary says

    Lungi da generalizzazioni banali non è mia intenzione, ma è diventato veramente pericoloso sposarsi o fidanzarsi con un uomo italiano (salvo alcuni casi)….

  2. gabriella says

    oddio tiri fuori tre ragazzine ce picchiano un ragazzetto!!!!
    e allora tiriamo fuori il branco di 13 enni che violenta e ricatta una coetanea e dopo un altra che pero’ son dovuta uscire e non ho sentito il resto della notizia ma era una cosa simile ragazzi piccli contro una ragazza coetanea,vogliamo fare la gara a chi viene ammazzato di piu’???? non so se vi conviene perche’ le donn ammazzate sono di gran linga molto di piu’!!!!!!!!

  3. fikasicula says

    @Massimo ti rispondo io perché sono l’unica qui che si è rivolta a voi (ricordi? http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/02/26/appello-agli-antifemministi-aiutatemi-a-decostruire-il-modo-in-cui-viene-raccontata-la-violenza-delle-donne/).

    1) la violenza sulle donne è uno dei temi, non l’unico. una scelta di priorità, forse, che non nega niente e nessun altra forma di violenza. non si ha il tempo di fare tutto. si fa quello che si può.

    2) giorni fa ho rivolto un appello affinchè mi aiutaste a decostruire e narrare la violenza delle donne. da parte, non so, tua?, e di altri del tuo gruppo ho ricevuto tanti no. ho cominciato a discutere con chi si è reso disponibile e se ne sta parlando. una delle cose da voi scritte è che non vi interessava, non ve ne frega nulla, avete da parlare d’altro (rivendicazioni vostre, certo) e io ribattevo che se non vi interessa allora non si capisce perchè poi gira e rigira usiate la violenza DELLE donne come argomento a contrapposizioone e a negazione della violenza SULLE donne. delle due l’una. vi interessa o no? se si non è un argomento da usare in una bilancia a proporzione per migliorare o peggiorare l’immagine di un genere perchè non è l’intero genere in discussione. se no allora vuol dire che è una vostra priorità e ne parlerete in siti e luoghi nei quali reputate opportuno parlarne.

    hai da decidere. che vuoi fare? perché – come ti ho già scritto una ventina di commenti fa – i rutti, i rimbrotti, queste stoccate a sottolineare che siamo tanto poco obiettive quando sai perfettamente che non è così – non servono a niente. ma sei tu che hai detto che qui solo rutti meritiamo. allora posso dirti che il tuo prossimo rutto sarà definitivamente ignorato?

    allora: della violenza DELLE donne mi sto occupando e voglio occuparmi (che ti interessi o no è da giorni che studio, cerco, leggo, e spulcio ogni cosa possibile sull’argomento e se ti importa passami dei link). non c’è da chiedere una presenza bipartisan o un “equilibrio” nella narrazione. ci sono post in cui si parla di violenza sulle donne (e che ti piaccia o no esiste e se ne parla. fine.) e post in cui si parla di violenza delle donne. tu ne fai una questione di danno di immagine nei confronti dell’uomo, qui ci occupiamo di vite, persone, preferibilmente non defunte per mano di nessun altr@. e si, agitare le vittime maschili ogni volta che si parla di violenza sulle donne è un metodo ragioneristico e negazionista.

    io resto sempre disponibile. fammi sapere. grazie!

  4. max says

    C’è una questione secondo me curiosa, a proposito di approccio dei media.
    Domenica (ero di turno nella redazione dove lavoro) oltre al “caso del viadotto”, a Torino un uomo di 68 anni ha soffocato la moglie di 65 con un cuscino perchè lei voleva lasciarlo.
    Nella mia cinica scala logica e di impaginazione delle notizie, a parità di motivazione, “morto batte ferito”. Nel dare la notizia quella sera, quindi, la mia impaginazione è stata: “ancora due casi di uomini che non accettano la separazione e cercano di uccidere le rispettive compagne”. Prima Torino, poi Pesaro.
    Mi sono reso conto, a fine turno, che non solo i siti dei principali giornali manco citavano il fatto di torino, ma anche sui giornali del giorno dopo il rapporto era: Pesaro 1/4 di pagina-torino, se va bene, trafiletto., e a volte manco quello.
    LA povera signora di Torino non se l’è filata nessuno.
    Evidentemente anche in fatti come questi c’è una diversa gerarchia,nei media cosiddetti mainstream. La normalità del contesto del fatto di torino (famiglia, casa, cuscino, coniugi su con l’età) non ha attirato l’attenzione tanto quanto il fatto di Pesaro (giovani fidanzati, gesto plateale, luogo pubblico, viadotto) evidentemente storia più da film e che meglio rientra nell’orrida frase pre-stampata di “delitto passionale”, ed in grado di creare più empatia (per lei, ma anche per lui) di una banale esecuzione in una camera da letto.

  5. Massimo says

    E’ di oggi la notizia che tre ragazze hanno picchiato un ragazzino che non voleva piegarsi
    alla loro richiesta di denaro. Tanto per equilibrare i vostri “equilibrati” articoli sulla violenza
    maschile sulle donne (e basta). Le altre violenze, per voi, non contano. Il bello è che poi
    date dei “negazionisti” agli altri. Questo fatto di cronaca, invece, può essere bellamente
    negato o minimizzato. Tanto si tratta semplicemente di ragazze che hanno “interiorizzato”
    i modelli “maschili” della sopraffazione. Fosse per loro, non ci sarebbero mai arrivate!

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  1. Lettera agli assassini di donne: i vostri crimini contro l’umanità! « Meno e Pausa linked to this post on 20 Marzo, 2012

    […] di voi quasi tutti i giorni. Diciamo che non ne posso più. Sono una donna che dalla nascita ha dovuto difendersi per non farsi […]