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Feti-cismi: gli assassini siete voi!

Sui Feti-cismi il dibattito continua. Ne segnala presenza, con qualche aggiornamento, Loredana Lipperini, che racconta come a Caserta si sia stipulato un protocollo d’intesa per la sepoltura dei feti da loro definiti ovviamente “bambini non nati”. Loredana segnala anche un pezzo su Il Fatto Quotidiano che Lorella Zanardo aveva osservato per la tremenda conclusione di alcuni commenti (tipo: “allora depenalizziamo l’infanticidio!” et voilà, assassine in un colpo solo e in senso generalizzato…). A margine vi segnaliamo anche un post di narrazione di una esperienza personale di interruzione di gravidanza scritto su MenoePausa.

Per nulla inattesa, in effetti, perchè come dicevamo ieri questo genere di provvedimenti sono fatti apposta per contrastare la legge 194, per demonizzare le donne e per rafforzare l’ideologia integralista che vuole donne che abortiscono e chi le aiuta in galera.

Lo ripeto perché deve essere chiaro a tutt*.

Intervenire sulle regole che parlano di rifiuti ospedalieri, come nel caso di embrioni e feti abortiti, facendo passare il principio che fossero persone e dunque di per se’ destinate alla sepoltura, è una bella idea che arriva dagli ambienti di comunione e liberazione. Il primo provvedimento in tal senso arriva dalla Lombardia, approvato all’unanimità, inclusi i voti del centro sinistra lì presente, area Pd, che allora dissero che non si erano rese conto.

Legge analoga fu presentata in Sicilia. Stessi contesti, Udc e dintorni. Provvedimenti locali, fatti su convenzioni tra comuni e associazioni per la vita varie, sono seguiti in altri luoghi. Roma, tra queste, è quella che ha dato più risalto alla questione e che ha proceduto spedita fino all’inaugurazione del cimitero di cui si parlava ieri. A questo proposito vi inviterei a leggere il meraviglioso post di Valentina Baruda che parla dell’orrore che prova una donna che è stata costretta a fare un aborto terapeutico e che viene sottoposta all’ulteriore violenza psicologica in questo gioco continuo di colpevolizzazioni che equivale ad una vera e propria tortura.

La legge italiana sulle questioni cimiteriali dice che può essere sepolta una persona. Se qualcuno mette fine alla sua vita è un assassino. Se l’embrione viene sepolto allora viene già classificato in quanto “vita” e “persona” e dunque chi abortisce viene giudicato un assassino.

In questi anni hanno provato in ogni modo a inserire articoli di vario tipo in varie proposte di legge dove potesse determinarsi il fatto che l’embrione equivarrebbe ad una persona. La 194 non lo dice, ovviamente. Provavano a dirlo con la legge sulla procreazione medicalmente assistita. Provano a dirlo adesso.

Quello che succede è che in alcune città per le donne che abortiscono diventa obbligatoria la sepoltura. Devi dare un nome all’embrione abortito. Te lo chiedono in senso burocratico, attraverso un modulo in cui parli di questa sepoltura. In altri luoghi ti presentano un modulo in cui tu scegli se quell’embrione sarà destinato ai rifiuti ospedalieri o alla sepoltura. Lo fanno decidere a te, violentandoti e continuando a crearti sensi di colpa che ti massacreranno per chissà quanto tempo.

Sapete quando questa gente, i pro/life, vi dicono che l’aborto sarà una esperienza che vi segnerà per tutta la vita? Avviene in due casi: quando sei costretta a farlo, per qualunque genere di motivo, e quando c’è chi continua a farti sentire in colpa per la tua scelta. Altrimenti è nostro pieno diritto decidere di interrompere una gravidanza se non sentiamo di portarla avanti.

Si chiama libertà di scelta. Puoi farlo oppure no. Nessuno obbliga una donna ad abortire. Ma la legge deve garantire a chi lo vuole fare di trovare assistenza medica e gratuita, per non morire dissanguata, di infezioni e per l’intervento di mammane con prezzemolo, cytotec e ferri da calza.

In questi ultimi anni tutta la politica autoritaria e fascista di possesso e costrizione attorno ai corpi delle donne è diventata insostenibile a partire dall’inserimento dei movimenti per la vita dentro i consultori, vedi i tentativi numerosi in lombardia, piemonte, lazio, e altre regioni. Obiettori di coscienza a negare i contraccettivi di emergenza, ovvero ad impedirti di restare incinta, perchè il fine ultimo non è quello di evitarti l’aborto ma di evitare che tu sia protetta e possa scegliere quando avere un figlio e quando no. Politiche di criminalizzazione contro la pillola del giorno dopo e ovviamente contro la ru486, pillola abortiva che impedisce l’aborto chirurgico assai più doloroso e con conseguenze più pesanti sul piano fisico.

Trovare medici disposti a farti abortire è sempre più difficile, come lo è trovare un posto in cui non ti impiantino chili di embrioni nella procreazione medicalmente assistita, che devono comunque e sempre essere di un partner, ricordate, in Italia e solo in Italia si è andate avanti a colpi di sentenza che autorizzassero una coppia in cui seme e ovulo fossero compromessi per malattie varie a prendere in prestito ovuli e seme altrove.

Quello che si gioca sulla pelle delle donne è una guerra di poteri che si misurano criminalizzando le donne nei ruoli di cura, sbattendo il mostro in prima pagina quando una donna, sola, non aiutata, obbligata a fare figli, non ce la fa più e commette un infanticidio, continuando a riferirsi all’istinto materno, un istinto che non esiste, chiariamolo, perché non è detto che ci sia come non è detto che quell’istinto di protezione e cura appartenga solo alle donne ché anzi gli uomini ne sono dotati e vogliono essere riconosciuti in quanto portatori sani della cura che a loro viene negata dalle leggi attuali (dov’è il congedo parentale obbligatorio? dove stanno le norme che riequilibrino i ruoli di cura in famiglia?).

Ricordate il riferimento orribile di berlusconi alla possibilità che Eluana potesse ancora essere ingravidata? Quello è il livello in cui si muove l’Italia. Un livello in cui qualunque utero di donna va bene purchè respiri, e non solo. E’ il livello di chi investe sui parti post portem. Di chi tiene in vita una donna morta per usarla come incubatrice per un nascituro. E’ il livello in cui la necrofilia non è più un optional.

E questo accade mentre le politiche per l’immigrazione sono quelle che sono, mentre si paventano grossi rischi economici per il basso ciclo di natalità, mentre i figli dei migranti muoiono a mare e i figli delle donne in cinta muoiono con loro quando quelle annegano prima di arrivare a Lampedusa.

Li vogliamo cattolici, bianchi e etnicamente d’origine controllata (e qui lo sanno solo loro che cosa vogliono dire!), perché a volere dei figli quei figli ci sono. Il punto è che non sono i figli che vuole questa gente fascista, questi integralisti cattolici che giocano con le bamboline insanguinate quando manifestano davanti agli ospedali in cui si pratica l’aborto.

Esiste anche una corrente parallela di psichiatria che da due anni ha ricominciato a parlare di elettroshock per le mamme depresse post partum, perché le mamme tutte, secondo loro, sarebbero inaffidabili e dunque bisogna farle partorire e poi bisogna privarle dei figli e consegnarle a gente mentalmente sana. Perché noi – secondo queste persone – non esistiamo, non siamo mentalmente sane mai. Figuriamoci riconoscerci il diritto di scelta e rispettare i nostri pensieri, il nostro dolore, i nostri percorsi.

Volevate cercare i principali responsabili di violenza sulle donne in Italia? Eccoli: sono loro. Ora risarciteci per gli anni di costante diffamazione, violenza, terrorismo, che abbiamo subito e che subiamo. Risarciteci per il rischio di incontrare qualcuno che ci spara in faccia all’uscita di un consultorio, per tutti gli istigatori alla violenza sulle donne, infervorati su una crociata mistica che ha rincoglionito tutti, da giovanni lindo ferretti assieme a quel ferrara a chissà chi altro. Risarciteci per il manifesto per il padre firmato da quella lobby di padri separati che esige l’affido condiviso sin dal momento del concepimento per dare al “padre” l’ultima parola sulla scelta dell’interruzione di gravidanza.

Risarciteci per tutto e smettetela di chiamarci assassine perchè assassini siete voi.

Leggi anche:

Feti-cismi: così fu che ci chiamarono assassine

Posted in Anticlero/Antifa, Corpi, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


4 Responses

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  1. ariaora says

    Secondo me l’argomento dovrebbe essere trattato con molta attenzione, senza cadere nel FETI-CINISMO. L’embrione non sarà una persona – persone peraltro quotidianamente calpestate e sfruttate e per le quali non c’è nessuna o poca tutela, (cosa che contrasta con il sentimento affettivo-politichese per l’embrione) – ma è un organismo vitale che non dovrebbe essere paragonato all’immondizia. Altrimenti in questo modo si presta il fianco all’eugenetica, ai brevetti, alle clonazioni, ecc. Attenzione, l’argomento è delicato. Reazioni ciniche ad una forte repressione legislativa e visioni estremiste sull’aborto potrebbero essere involontariamente di sostegno per le teorie che mercificano l’essere umano.

  2. Paolo84 says

    l’istinto materno o paterno può esserci come non esserci, il desiderio di diventare genitori può esserci come no, e in tutti i casi bisogna rispettare le scelte individuali anche se non sono quelle che noi faremmo per noi stessi/e
    Sull’aborto: vorrei che che ne fossero sempre di meno ma voglio che rimanga legale e sicuro e chi lo sceglie non sia criminalizzata
    Del resto mi piacerebbe anche che ogni coppia si amasse per sempre e adoro i matrimoni (se sono d’amore) ma non per questo sono contrario al divorzio

  3. Mary says

    Che schifo non ho parole. E’ VERGOGNOSO CHE LO STATO COLPEVOLIZZA LE DONNE IN MANIERA COSì INTEGRALISTA, già che abortire per una donna è una scelta sofferente…io penso che ci vogliono tutte morte. L’ignoranza del nostro Paese è allarmante: Basterebbe introdurre l’educazione sessuale nelle scuole, contraccezione gratis e accessibile e gli aborti calerebbero, invece no, loro non ne vogliono sapere perchè a loro turba la scelta di una donna non l’aborto in sè, perchè io penso che se fossero gli uomini ad abortire lo avrebbero accettato.
    Pensate se una donna vittima di stupro dovesse abortire e la obbligherebbero a seppellire il feto, inducendola a sensi di colpa e facendole ricordar eil frutto di uno stupro. L’Italia è vergognosamente misogina.

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  1. Ho abortito e sto benissimo « Meno e Pausa linked to this post on 5 Gennaio, 2012

    […] Leggevo e pensavo. A me, a mia figlia, all’aborto che ho scelto di fare. […]