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Lesbofobo: Pene senza potere (impotente)!

Lesbofobo, l’ennesimo, maschio, etero, o semplicemente troppo codardo per ammettere che potrebbe piacergli anche stare con un altro uomo, fascista (di tessera o di anima), violento. Ha messo le mani addosso una ragazza, perché lesbica, e perché la ragazza non era a sua disposizione, non avrebbe accettato le sue avance, era “inutile” al suo pene, alle sue esigenze, al suo desiderio, alle sue regole, alle sue norme. Accade a Milano ma è accaduto altre, troppe, volte.

Allora a lui e a tutti quelli come lui, che pure esistono e sono numerosi, al punto che vi sono intere pagine web in cui qualcuno progetta “l’internamento” delle lesbiche o il carcere o chissacchè, vogliamo dedicare un pensiero, anche due, pure tre, che gli dicano definitivamente quanto schifo ci fanno gli uomini come lui.

Guardami, sono qui, ho un corpo, braccia, gambe, fica, culo, tette, utero, bocca, fiato, intelligenza, e nessuna di queste cose è per te. Non potrai toccarmi, non potrai sfiorarmi, non potrai penetrarmi, non potrai sconfiggermi, non potrai consumarti di seghe su di me. Non potrai pretendere svaghi, stupri, pompini, cose NON consensuali perché non avrai neppure l’illusione che mi piaccia perché non mi piace e perché a me non potrai dirlo che sono una per finta che prima dice si e poi dice no che prima dice no ma vuole dire si. Io sono qui, chiaramente per le fiche mie e di te, delle tue mosse da carnivoro di corpi di femmina non so che farmene. Tu sei inutile, sei uno che ce l’ha piccolo, il cervello, che non gli si erge, non puoi eiaculare pensieri intelligenti, tu, perché quello che esce fuori dalla tua bocca e dalla tua testa è buono solo per le fogne.

Sei un uomo di scarico, sei quello che si fa le seghe guardando i porno e che l’unica lesbica che vuole è quella che guarda l’obiettivo mentre lecca la fica dell’altra, perché se tu non puoi goderne allora io non dovrei esistere. Invece esisto e non sono qui per fartelo rizzare, non mi interessa la tua bava, la tua lingua, il tuo cazzo, le tue mani, unte, brutte, la tua bocca da maiale, il tuo corpo da stronzo, che sa di stronzo e puzza di stronzo.

Sono qui a baciare la mia donna, ad accarezzarla, a stringerle la mano, a guardarla con desiderio, perché è lei che voglio, è lei quella che mi fa eccitare, è lei che voglio eccitare, e lo faccio lontano dalla tua vista perché tu non possa goderne mai ma lo faccio anche in pubblico perché mi è permesso, perché le nostre mani non commettono reato mentre si amano, perché il nostro desiderio non è vietato e perché se tu ti senti disturbato, tuo limite, da ciò che vedi allora sei tu che devi andartene ‘affanculo, lontano, in un posto in cui puoi vedere soltanto quello che la tua ristretta mente può tollerare.

Da quanto tempo aspettavi di picchiare una donna? O quando è stato che ne hai picchiata una? Ieri? L’altro ieri? Perché tu sei uno che le donne le picchia, le usa, le massacra e poi ti dai delle ragioni per picchiarne altre e se trovi me che di te me ne frego pensi che io meriti la tua punizione, perché tu, maschio idiota dal cazzetto inutile e moscio, cretino che non sa usare la lingua per parlare figuriamoci per fare altro, maiale con le mani unte, il fiato che puzza, con la tua inutile performance da coniglio, due spinte e spruzzi due miserabili semi che ambiscono a produrre un altro pezzo di merda come te, se trovi me che sono quanto di più lontano tu possa ammettere allora pensi che è arrivato il momento che ti puoi sfogare.

Le tue frustrazioni, la tua inutilità, il tuo vittimismo, il tuo essere intimamente bastardo e cattivo e violento e merda. E non mi vengono pensieri puliti quando penso a te perché penso che tua madre avrebbe fatto bene ad abortirti e che tu faresti bene a schiantarti su un muro e rimanerci attaccato, con tanto di targa commemorativa sulla quale io possa venire a pisciare, per farti sapere che si, mi ricordo di te, me ne ricorderò sempre, come si ricorda la cosa più brutta che hai visto in vita tua.

Sei tu che devi sparire, tu sei destinato al nulla, tu sei quello che non avrà amore, passione, attenzione da nessuno perché pensi di essere non so chi ma sei soltanto un cazzo ambulante che si muove male. Tu devi smettere di esistere, tu e tutti quelli come te. Tu, brutto parto anale, devi vergognarti e nasconderti e curarti perché sei malato, pazzo, stronzo e malato, di quelli che dovrebbero dedicarti le terapie riparative che tu vorresti propinare a me. Sei tu che non esisti più.

Io invece esisto, e amo, e sono amata e tocco lei e lei mi tocca e se ti avvicini o ti lamenti o ti dispiace o ti viene il prurito di aggredirmi, in un paese normale dovresti meritare il peggio che c’è. Qui ci sono solo io che ti stramaledico e che domani incontrerò un altro come te e continuo a lottare perché io ho diritto di vivere come voglio e tu… tu… non hai alcun potere su di me…

 

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Posted in Anti-Fem/Machism, Anticlero/Antifa, Omicidi sociali, Pensatoio, R-esistenze.


9 Responses

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  1. Giovanni says

    Ti spiego il perché
    C’è un Pd confuso che non sa se deve votare o meno una legge contro l’omofobia che ritiene superflua
    Un onorevole starnazzate quale Paola Binetti con il cilicio probabilmente intorno al cervello, parlamentare ABUSIVA (come tutto il parlamento) in quanto entrata con la legge elettorale nota come porcellum che non permette di scegliere i parlamentari ma solo la lista, i parlamentari poi li nominano i segretari di partito.
    Orbene, i parlamentari come la Binetti, fin da quando era nel Pd, insieme ai finto cattolici, fanno un casino ogni volta che viene proposta questa legge, non si sa a che titolo, così che ogni volta che la legge non passa possono dormire sonni tranquilli perché pensano di aver salvato il paese non si sa a che titolo.
    Persone come Paola Binetti il parlamento non lo devono vedere più neanche con il telescopio per questo è necessario abbattere il porcellum

  2. cloro says

    Non concordo con una specifica legge contro l’omofobia (fermo restando che condivido il post e come tocca i temi) per un semplice motivo: esiste nel diritto il concetto di aggravante che tavolta comporta il raddoppiamento della pena. Ritengo che l’omofobia rientri nei canòni dei “motivi abietti” e che possa essere sufficiente un maggior peso da dare a quest’aggravante. Certo, si tratta di dare poteri alle corti singole, anzichè al parlamento…ma non mi sembra grave. Da anarchica sono contraria in linea di principio ad ogni specificazione del reato, perchè le derive incostituzionali giocano molto su questa possibilità di “personalizzare il diritto” ad usum categoriae. Per il resto, un picchiatore omofobo, butterei via la chiave della galera per almeno 3 anni e mezzo. ciao

  3. frapa says

    Questo post (come tutti quelli di fasse) e’ grandioso ma e’ stato troppo dolce: il bastasrdo violento ha anche dichiarato che non l’ha fatto per omofobia, infatti l’ha fatto per violenza pura e per vigliaccheria perche’ lui e’ una bestia e basta senza amore,senza luce, senza speranza.

  4. Giovanni says

    Ho delle amiche lesbiche, e si può essere amici godendo della loro intelligenza.
    Per poi chi è arrapato perso, e di una donna vuole solo il corpo, quello è un altro paio di maniche, e anche io non sono certo insensibile alla bellezza, ma nel contempo penso a come non sarebbe gradito quel rapporto (mi immagino se un gay dovesse venire a farmi le avance, con tutto il rispetto che ho per i gay) ma a questi che hanno il cuore e il cervello nelle mutande non possono mica fare questi paragoni.
    Ma queste persone come quella di Milano in più hanno in testa la violenza e proprio per questi episodi scandalosi si sta battendo come una leonessa l’on. Anna Paola Concia http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/gay-aggrediti/legge-omofobia/legge-omofobia.html trovando però il muro dell’ipocrisia degli ambienti cattolici con la Binetti in testa

  5. dawn says

    l’ennesima sorella vittima di una violenza assurda, legittimata dal nostro governo
    ragazze non smettete mai di r-esistere

  6. Annaelaneve says

    Arrabbiata, brutale ma molto molto efficace!

  7. Mary says

    La cosa più vergognosa è che l’omofobia è in aumento e il nostro Governo si rifiuta di mettere una legge contro l’omofobia e in più si serve della Rai (servizio pub
    blico) per censurare l’omosessualità.
    Quanti gay verranno picchiati, maltrattati e uccisi per far allarmare il Governo e sbrigarsi a metter ela legge?
    Il nostro è un Paese veramente arretrato. Sicuramente quell”uomo” le lesbiche le vuole come nei film porno e non accetta che una donna non fosse a sua disposizione.

Continuing the Discussion

  1. Emergenza omofoba « Un altro genere di comunicazione linked to this post on Settembre 9, 2011

    […] prima dell’aggressione ad una donna avvenuta a Milano perchè lesbica, picchiata da un uomo perchè non era a sua disposizione e perchè non corrispondeva alle aspettative maschili che sono state imposte anche alla sessualità […]